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La galleria del Brennero avanza, abbattuto l'ultimo diaframma

Si tratta del collegamento ferroviario sotterraneo più lungo al mondo. In totale a oggi sono stati scavati 151 dei 230 chilometri delle gallerie complessivamente previste

di Barbara Ganz

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3' di lettura

Alle 13.45 del 19 maggio è caduto il diaframma tra i due lotti costruttivi di Mules e del Sottoattraversamento Isarco nella Galleria di Base del Brennero, e gli operai dei due fronti hanno potuto incontrarsi. È stato creato così un collegamento di 24 chilometri senza soluzione di continuità dal portale Sud di Fortezza al Brennero: un tratto, questo, che fa parte dei 64 chilometri di linea che collegheranno Fortezza a Innsbruck.

La società italo-austriaca incaricata della realizzazione della Galleria di Base del Brennero, che ha una lunghezza di 55 km (64 km considerando la già esistente circonvallazione di Innsbruck), è BBT SE controllata, per la parte italiana, da RFI (Gruppo FS) e dalle province di Bolzano, Trento e Verona tramite la società TFB (Tunnel Ferroviario del Brennero).

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Si tratta del collegamento ferroviario sotterraneo più lungo al mondo. In totale a oggi sono stati scavati 151 dei 230 chilometri delle gallerie complessivamente previste.

Coinvolti 1.600 lavoratori e 1.000 fornitori

Il diaframma separava il lotto H71 Sottoattraversamento Isarco (realizzato da Webuild, a oggi impegnata su quattro lotti della Galleria di Base del Brennero, di cui tre in costruzione e uno ultimato, più di ogni altra impresa coinvolta nel progetto complessivo) e il Lotto Mules 2-3 (realizzato da Webuild, in collaborazione con Ghella), sul versante italiano della Galleria di Base del Brennero. Per i tre lotti in costruzione è previsto l’impiego di circa 1.600 lavoratori e il coinvolgimento di una filiera che, solo per i lotti H71 e H61 sul versante italiano, conta circa mille fornitori diretti, quasi tutti locali.

L’opera è strategica per la creazione della rete TENT-T, la rete europea ad alta velocità/alta capacità europea, capace di trasportare persone e merci in tutto il continente, e destinata ad accrescere la mobilità sostenibile tra i Paesi membri, riducendo le emissioni di CO2.

Già scavati 151 km di gallerie su 230

Oltre alla canna principale dove correrà la linea ad alta velocità/alta capacità, il progetto prevede la costruzione di 230 chilometri di gallerie, di cui 151 chilometri già scavati. Una fitta e complessa rete sotterranea che, nel suo punto più profondo, correrà a 1.700 metri sotto la cima della montagna collegando Fortezza, in Italia, con Innsbruck, in Austria, consentendo il passaggio di treni ad alta velocità/alta capacità ad una velocità fino a 250 chilometri orari per i passeggeri e fino a 160 chilometri all’ora per le merci.

Alla cerimonia di abbattimento del diaframma hanno partecipato il coordinatore dell’Ue per il Corridoio Scandivano-Mediterraneo Pat Cox, la presidente di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) Anna Masutti, il presidente della Provincia Autonoma di Bolzano Arno Kompatscher, il presidente della Provincia di Verona Manuel Scalzotto e il Governatore del Land Tirolo Günther Platter.

Potenziamento dell’asse Verona-Innsbruck-Monaco

«Oggi è stato abbattuto l’ultimo diaframma tra i due cantieri italiani - ha dichiarato la presidente di RFI (Gruppo FS) Anna Masutti - Questo territorio ha una forte rilevanza strategica perché rappresenta la porta di accesso Sud della Galleria di Base, opera fondamentale per incrementare e migliorare la mobilità di persone e merci tra l’Italia e il resto d’Europa, che permetterà di potenziare l’asse Verona-Innsbruck-Monaco sul Corridoio TEN-T Scandinavo-Mediterraneo. RFI, con il costante dialogo e il continuo coinvolgimento di enti e istituzioni locali, è impegnata nel potenziamento della linea Fortezza-Verona, opera prioritaria per il territorio e per l’Italia perché andrà ad allacciarsi da Sud alla Galleria di Base del Brennero, permettendo di incrementare la frequenza dei collegamenti ferroviari sul territorio e contribuendo alla crescita economica, sociale e turistica delle zone in cui si inserisce. Grazie alle maestranze, agli uomini e alle donne che nel ventre della montagna ogni giorno lavorano per rendere possibile lo shift modale e creare una nuova via di collegamento che consenta di spostare il traffico che attraversa queste valli dalla strada alla ferrovia».

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