CENTRO STUDI ASSOLOMBARDA

La Lombardia prova a ripartire

Produzione a -30% a maggio, da -45% di aprile. Meglio consumi elettrici, traffico di veicoli e merci. Spada: «Ora rilanciare consumi e investimenti».

di Luca Orlando

(Volodymyr - stock.adobe.com)

2' di lettura

Il punto di minimo pare superato, ed è già qualcosa. Dopo lo shock subito nel periodo di lockdown, l’ufficio studi di Assolombarda rileva a maggio un primo segnale di rallentamento della frenata, con l’attività produttiva in grado di riportarsi sui livelli di marzo: dal -45% di aprile si è così passati al -30% di maggio.

Recupero che prosegue gradualmente, nelle rilevazioni condotte su 400 aziende dell’industria e del terziario, che alla metà dello scorso mese nel 72% dei casi dichiaravano di essere completamente aperte.

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Dati analoghi si rilevano per altri indicatori, che indirettamente danno il senso del trend di recupero avviato.

Così, se nel pieno della crisi i consumi di energia elettrica cadevano di quasi il 24%, ora la frenata è più che dimezzata; se il traffico dei veicoli pesanti sulle tangenziali milanesi si riduceva ad aprile di quasi il 50%, ora la riduzione è limitata al 23%; se le merci di Malpensa dimezzavano i volumi nel periodo più cipo del lockdown, ora il calo è ridotto al 17%.

Anche l’andamento degli spostamenti da e per i luoghi di lavoro registrato da Google Maps, che ad aprile registrava un abbattimento doppio rispetto alla Germania, ora si riporta su valori comparabili a quelli degli altri Paesi.

«Con la riapertura delle attività - spiega il Presidente di Assolombarda Alessandro Spada - la Lombardia sta, via via, dando segnali di una timida ripresa – ha sottolineato Alessandro Spada, . A maggio infatti, seppur l'attività produttiva abbia ancora il segno meno rispetto al pre-Covid, ha comunque ridotto il gap del mese precedente passando da un -45% di aprile al -30% di maggio, su base annua. Preoccupa la fermata del commercio internazionale che registra una caduta verticale del -13,1% a marzo. Ora è urgente e necessario agire su entrambi i fronti, da un lato rilanciando la domanda interna: il che significa sostenere i consumi ma anche e soprattutto gli investimenti, che hanno una ricaduta diretta sul Pil potenziale. E dall'altro, supportando le nostre imprese affinché possano difendere le proprie posizioni sui mercati internazionali per continuare a competere e crescere».

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