Collezioni di nicchia

La porcellana cinese: sapere scegliere tra fatture imperiali e da esportazione

Oggetti rari, soprattutto quelli realizzati per la corte, custoditi per decenni finiscono in asta e segnano prezzi elevati. Più diffusi quelli per l’Occidente con valori più contenuti

di Maria Adelaide Marchesoni

Bella coppa in porcellana bianca e blu decorata a fiori di loto in stile-ming, cina, dinastia Qing, marcata e del periodo Yongzheng (1723-1735). Aggiudicato a 210.800 euro (Stima 20.000 - 25.000) Wannenes (asta. Asian Art giugno 2016)

3' di lettura

Lo scorso marzo a New York un’eccezionale e rara ciotola “floreale” bianca e blu della dinastia Ming, periodo Yongle, è stata aggiudicata da Sotheby's per 721.800 dollari, il 240% in più della stima pre-vendita (300-500.000 dollari). Chi l'ha acquistata ha riconosciuto l'elevato livello di perfezione della ciotola dalla texture liscia e dalla smaltatura impeccabile realizzate su un oggetto molto piccolo, con un diametro di 15 centimetri. In circolazione vi sono solo altre sei ciotole di questo tipo. Datata all’inizio del XV secolo e attribuita al regno dell’imperatore Yongle, terzo sovrano della dinastia Ming (1368-1644) e figura centrale nello sviluppo delle porcellane cinesi, introdusse la pratica di applicare marchi del regno su ogni pezzo di porcellana e manufatti di alta qualità creati per la corte. Sotto il suo regno e il suo patrocinio, la città di Jingdezhen, nella provincia meridionale di Jianxi, divenne l’unica zona per la produzione di ceramiche imperiali.

Come riconoscerle

Tipo di decorazione e smaltatura, luogo, durata della produzione, sigillo dell'imperatore sono gli elementi che gli esperti considerano per valutare le porcellane cinesi. Molta attenzione va data ai sei segni in carattere cinese sul fondo dell'oggetto che attribuiscono il pezzo all’imperatore. L’artista, contrariamente a quello a cui siamo abituati in Occidente, sembra non avere alcuna influenza sul valore delle porcellane. Nel segmento delle opere d’arte cinese di alto livello, questi oggetti rappresentano una categoria del più ampio mercato internazionale che ha ricevuto sempre più attenzione a partire dalla crisi finanziaria del 2007, quando ricchi cinesi hanno iniziato a pagare somme vertiginose per questi oggetti da collezione. Il 2021, nonostante la pandemia ancora in corso, ha i presupposti per essere un anno record per l’arte cinese con un slancio e una forza che ha superato i livelli più che soddisfacenti registrati nel 2020.

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Per Christie's, Camille De Foresta, specialista in opere d’arte cinesi, conferma che nella prima metà del 2021 la continua richiesta di oggetti rari e nuovi per il mercato è stata evidente in tutte le vendite globali di opere d’arte cinesi. Tra i lotti degni di nota della vendita a Parigi è stata una rara coppia di piattini smaltati Qing Puce, venduta per 162.500 euro. Tra i top lot registrati a Hong Kong, nelle aste primaverili un rarissimo vaso Ming blu e bianco “Kui Dragon” della collezione privata di Robert Chang, venduto per oltre 4 milioni di dollari.

Imperiale e d'esportazione

Cina, Dinastia Qing, marchio e del periodo Qianlong (1736-1795)
VASO IMPERIALE, porcellana ducai e famiglia rosa
. Pandolfini ARTE ORIENTALE - 15 GIUGNO 2021 lotto 37 - stima 300.000 - aggiudicato a 1.715.500 euro 


«Possiamo distinguere due tipologie di oggetti che interessano i collezionisti in asta – spiega Alessandra Pieroni, esperta di arte orientale della casa d'aste Wannenes - la porcellana cinese da esportazione che raggruppa la porcellana cinese fabbricata solo per il mondo occidentale, e la porcellana imperiale, ad esclusivo appannaggio della corte. Dagli anni 2000 – prosegue Pieroni - con l'ingresso “massiccio” della clientela orientale nel mondo delle aste, il valore di scambio ha portato ad un'inversione di marcia, dove a farla da padrone è la porcellana imperiale (Dinastie Ming e Qing in quanto la Song è molto più rara) rispetto a quella d'esportazione, e la Dinastia Qing primeggia nel volume di scambio con maggior attenzione per il periodo Qianlong, imperatore longevo che dedicò tutto il suo regno allo sviluppo dell'arte». Pertanto, dal punto di vista dell'investimento, per Pieroni, chi ha comprato la porcellana imperiale cinese in tempi non sospetti fino agli anni '90 ha potuto beneficiare di un andamento positivo del mercato, infatti oggi queste opere vanno in asta con un profitto elevato.

VASO SMALTATO FLAMBE’, FANGHU, CINA, DINASTIA QING, MARCHIO A SIGILLO INCISO E DEL PERIODO QIANLONG (1736-1795). Aggiudicato a 105.400 euro (Stima 24.000 - 30.000) Wannenes (asta. Asian Art giugno 2016)

Il mercato italiano

«L'Italia non ha maturato un diffuso collezionismo di arte cinese – dichiara Pieroni – e la presenza di oggetti è dovuta a discendenza ereditaria o si è sviluppata nel tempo più come decorazione che come collezionismo». In asta, infatti, la clientela è prevalentemente straniera e per gli italiani rappresenta un interesse molto circoscritto che deriva: «da antiche passioni delle generazioni precedenti che, dopo essere state custodite per decine di anni, finiscono in asta quando passano in eredità. Mentre è una passione rara tra le nuove generazioni» conclude Pieroni.

Trend futuri

«Pandolfini. Un vaso imperiale Dinastia Qing, marchio e del periodo Qianlong (1736-1795)
in porcellana Famiglia Rosa realizzato con la tecnica Doucai, dalla forma a balaustro con due anse in forma di drago Kui ai lati del collo decorato con simboli di buon auspicio. Il corpo ovoidale è dipinto con la scena dei “cento ragazzi” che celebrano la festa di primavera tra montagne e nuvole. Partito da una stima di 300.000 euro è stato aggiudicato a 1.715.500 euro a un collezionista straniero collegato al telefono.

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