Spazio

La Russia distrugge un satellite con un missile. Allarme per la stazione spaziale internazionale

Dure reazioni da parte Usa: mettono a rischio l’incolumità degli astronauti. Migliaia di rottami in orbita

di Leopoldo Benacchio

Space X, l'abbraccio degli astronauti arrivati alla Stazione spaziale

3' di lettura

Inizio di ostilità nello spazio? No, per fortuna. Certamente quello che è successo poche ore fa, lunedì mattino, è il sintomo di una stupidità “spaziale” e pericolosa oltre che di un ritorno strisciante alla guerra fredda fra le superpotenze.

La cronaca è semplice: la Russia pare abbia lanciato contro un suo vecchio satellite spia dismesso, Kosmos-1408 vecchio di 40 anni, un nuovo tipo di missile intercettore antibalistico S-550 , molto efficiente, tanto che ha preso in pieno il satellite spia da eliminare e l'ha ridotto in tanti pezzi, piccoli e grandi, si pensa 1500, che, seguendo le leggi della meccanica , hanno continuato a orbitare in formazione. In pratica uno sciame di proiettili vaganti.

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Allarme per la Stazione Spaziale Internazionale

Allarme per la Stazione Spaziale Internazionale, Iss, e anche per quella cinese, ma quel che sappiamo riguarda la Iss: 7 astronauti e cosmonauti - i secondi, denominati così, sono proprio russi - se la sono vista mica tanto facile se si sono rifugiati nella capsula ausiliaria, che porta su e giù gli astronauti da Cape Canaveral alla Iss stessa. La capsula è di SpaceX ed è a prova di urto, quanto meno molto più della Iss. Tutto bene per fortuna e i russi hanno minimizzato: «Il pezzo che ha imposto al personale presente nella Iss di entrare nella navetta secondo le procedure di sicurezza previste è andato distante dall'orbita della Stazione stessa, che è ora in zona verde per quanto riguarda la sicurezza».

La reazione americana

Questo dall'Agenzia spaziale russa Roscosmos. Come dire non preoccupatevi in primis e che il pezzo pericoloso fosse nostro dovete dimostrarlo, in secundis. Non bello onestamente. La reazione Usa non si è fatta attendere e ha accusato la Russia per la condotta irresponsabile: «Stupisce che una nazione con una lunga e gloriosa storia nella conquista dello spazio metta a rischio in questo modo non solo la vita degli astronauti occidentali, ma addirittura quella dei suoi cosmonauti», parole del direttore della Nasa, l'ex astronauta Bill Nelson. Toni da guerra fredda che preoccupano e aumentano, da un paio di anni, da quando il presidente Trump annuncia, con un atto ufficiale, che la multilateralità nello spazio è finita e che nei nuovi programmi Nasa potevano entrare gli europei , i canadesi e il Giappone, ma non Cina, India e Russia. Fu un brutto colpo per chi ha visto la collaborazione funzionare per 30 anni con la Stazione Spaziale Internazionale.

Se confermata la responsabilità della Russia, allora si può senz'altro dire, assieme a molti commentatori stranieri, che siamo in presenza di un atto che rasenta la follia, l'orbita della Iss, ricordiamo che è più grande di un campo da calcio, viene per quanto possibile mantenuta libera da satelliti e altro dalla comunità internazionale.

Non è il primo episodio del genere

Non è la prima volta che un episodio simile succede. Sicuramente nel 2007 la CIna utilizzò un suo satellite come bersaglio, creando 2000 frammenti che da allora vagano per lo spazio come tante pallottole pericolosissime, pronte a distruggere altri satelliti, anche cinesi. È praticamente impossibile governare questi frammenti che se ne vanno in giro incontrollati, verrebbe da dire in cerca di vittime. Più in generale dopo più di 60 anni di attività nello spazio e migliaia di satelliti lanciati, il nostro pianeta è circondato da uno strato di migliaia e migliaia di pezzi di metallo che le attività di questi decenni hanno lasciato che si accumulino, senza che nessuno si sia mai preoccupato di avviare una regolamentazione e una bonifica. Su questo la legislazione che riguarda lo spazio è gravemente carente e l'Onu certamente non tiene un atteggiamento frizzante, limitandosi a sperare che i Paesi si accordino su un minimo di regole condivise. Ma con l'aumento del numero di satelliti, ormai lanciati a decine alla volta per le telecomunicazione e Internet, non può che peggiorare.

C'è bisogno di una operazione di responsabilità anche per lo spazio attorno al pianeta fondamentale per la nostra vita di ogni giorno, dispiacerebbe perdere un paio di satelliti per telecomunicazioni, o uno dei costosissimi e fondamentali satelliti per il geoposizionamento, o magari uno di quelli che sorvegliano i viaggi aerei o il suolo e i mari. Oltre che per il riscaldamento globale i grandi del mondo devono trovare l'accordo anche sul traffico in cielo, ormai peggio di quello della tangenziale di Caracas.


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