ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùEsultano i sovranisti

Le reazioni sui media internazionali: «Vittoria di Meloni un rischio, ma non sbandata verso l’estremismo»

Dalla Cnn a El Pais, i media stranieri raccontano l’ascesa di Giorgia Meloni. Da Morawiecki a Vox, le congratulazioni dei sovranisti

di Alberto Magnani

Elezioni, la stampa straniera annuncia vittoria di Meloni. I titoli dal New York Times alla Bbc

3' di lettura

Giorgia Meloni è pronta a diventare, in Italia, la «premier più a destra dai tempi di Mussolini». La Cnn, il colosso dell’informazione Usa, titola così sui primi exit poll in arrivo dall’Italia, segnati dall’ascesa di Fratelli d’Italia e il vantaggio della coalizione di destra formata insieme a Lega e Forza Italia. Una chiave di lettura che emerge dai principali media stranieri, interessati alla crescita di Meloni e allo scenario della prima leader «post fascista» al timone del Paese. Nel Regno Unito, l’emittente nazionale Bbc parla della «estrema destra verso la vittoria delle elezioni», mentre il The Guardian registra a sua volta l’exploit della far right alle urne. Più cauta l’analisi del Financial Times: il quotidiano londinese evidenzia, con un’analisi dell’editorialista Tony Barber, che il successo della destra «fa presagire rischi, ma non sbandate nell’estremismo»

Verso la vittoria della destra. Le Monde: terzo polo ago della bilancia

Con toni diversi, tutte le testate estere accreditano la vittoria della destra e soppesano le prospettive di un governo Meloni. Lo spagnolo El Pais apre sulla «estrema destra (che, ndr) conquista la vittoria per la prima volta in Italia, secondo i sondaggi»), linea simile a quella degli statunitensi New York Times (i sondaggi premiano Meloni, «leader di estrema destra con radici post fasciste») e Washington Post (una coalizione «di estrema destra» verso la vittoria).

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El Mundo, secondo quotidiano spagnolo e vicino al Partido Popular, registra il successo della «destra dura» al voto. La tedesca Frankfurter Allgemeine Zeitung titola sulla «alleanza di destra di Meloni» verso la vittoria al voto, evidenziando la crescita dell’astensione: «Il partito del non voto è la più grande potenza politica in Italia», scrive il corrispondente politico da Roma Matthias Rüb, sottolineando come l’affluenza sia scivolata anche al di sotto delle attese. Il settimanale Der Spiegel accredita il successo della «destra radicale» in Italia, spiegando che la coalizione fra «populisti di destra e conservatori» è lanciata verso un successo pari a oltre la metà dei seggi parlamentari.

Il francese Le Monde fa una scelta diversa, dando risalto a un’analisi sul ruolo del Terzo polo nel dopo voto: «I centristi si giocano le prossime mossa». Il tandem fra Carlo Calenda e Matteo Renzi, spiega il quotidiano francese, potrebbe diventare «centrale» nella formazione di una coalizione dopo il voto del 25 settembre, tramutandosi in un ago della bilancia fra i due poli.

Da Morawiecki a Vox, esultano i sovanisti

Sul fronte della politica europea, arriva l’esultanza di leader ed esponenti di forze vicine a Fratelli d’Italia, a partire dai suoi alleati nella famiglia europea dei Conservatori e riformisti. Il premier polacco Mateus Morawiecki, leader di Diritto e giustizia, ha twittato poco dopo la mezzanotte le sue «congratulazioni» dirette a Giorgia Meloni. Santiago Abascal, presidente del partito spagnolo Vox, scrive che Meloni ha «mostrato il cammino per un’Europa orgogliosa, libera e di nazioni sovrane, capace di cooperare per la sicurezza e la prosperità di tutti».

Jordan Bardella, eurodeputato dei nazionalisti francesi del Rassemblement National, celebra su Twitter la «lezione» inflitta alla Ue, riferendosi alla polemica sulle parole della presidente della Commissione Ursula von der Leyen. «Gli italiani - scrive Bardella - hanno dato una lezione di umiltà all’Unione Europea che, per voce della signora Von Der Leyen, ha preteso di imporre il voto. Nessuna minaccia di alcun tipo può fermare la democrazia: i popoli europei alzano la testa e prendono in mano il loro destino».

Soddisfazione anche nell’Ungheria di Viktor Orbán, uno fra i leader ritenuti più affini a Meloni. Balázs Orbán, direttore politico del premier magiaro, si è complimentato con la coalizione di centro-destra. «In questi tempi difficili - dice - abbiamo più bisogno che mai di amici che condividono una visione e un approccio comune alle sfide europee».

Riproduzione riservata ©
  • Alberto MagnaniRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: inglese, tedesco

    Argomenti: Lavoro, Unione europea, Africa

    Premi: Premio "Alimentiamo il nostro futuro, nutriamo il mondo. Verso Expo 2015" di Agrofarma Federchimica e Fondazione Veronesi; Premio giornalistico State Street, categoria "Innovation"

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