TRENTINO SU DUE RUOTE

La via delle bollicine, con tappe gourmet, nelle Valli dell’Adige

Degustazioni e itinerari di montagna per ciclo enoturisti a portata di app

di Giambattista Marchetto

Sulle due ruote tra i filari

3' di lettura

Circondate dalle montagne, la Valle dell’Adige e la Valle dei Laghi sono la culla delle bollicine di montagna trentine. Molte delle case spumantistiche del Trento Doc sono infatti posizionate a fondovalle e la comodità dei collegamenti su due ruote permette agli enoturisti di trasformarsi in ciclo-enoturisti, unendo il piacere delle degustazioni a itinerari che costeggiano i fiumi Adige e Sarca..

Ecco alcuni percorsi tra le bollicine di montagna, tutti relativamente semplici e regolarmente percorribili anche dopo l’alluvione di domenica 30 agosto che ha interessato la zona. E utilizzando la nuova app mobile di Trentodoc è possibile contattare direttamente le cantine per visite e degustazioni (trentodoc.com).

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Scendendo lungo il Sarca

Modellato dall’ultima glaciazione, il paesaggio della Valle dei Laghi consente di scoprire angoli suggestivi come il lago di Toblino, i pozzi glaciali di Vezzano o le Torbole alle Marocche di Dro, l’ampia distesa pietrosa conosciuta per le tracce di dinosauro conservatesi per milioni di anni. Nell’area del lago, le vigne in biologico della Cantina Toblino – che propone aperitivi tra i filari o all’Hosteria Toblino - e quelle della famiglia di Pisoni, incastonati tra pareti rocciose di dolomia e toccate dai venti Pelèr e Ora. Vigneti, uliveti e frutteti si susseguono fino all’abitato di Pietramurata per interrompersi alle Marocche, ma seguendo il fiume fino ad Arco si raggiungono la Cantina sociale di Riva (costituita da circa 300 famiglie) e la casa spumantistica Madonna delle Vittorie, vicina alla sponda del Garda, che propone visite e una sosta all’agriturismo aziendale, assaggiando anche l’olio extra vergine Dop Garda Trentino.

Lungo l’Adige dalle montagne alla Piana Rotaliana

La ciclopedonale della Valle dell’Adige è la più lunga delle ciclabili trentine, snodandosi lungo il tracciato della via Claudia Augusta dalla Piana Rotaliana al confine con il Südtirol e consentendo di deviare fino alla sponda veronese del lago di Garda. Raggiungendo la Valle dell’Adige, i meleti lasciano spazio a vigneti. Su una frana di composizione calcarea si trova la Cantina Roveré della Luna Aichholz e a breve distanza c’è la casa spumantistica Gaierhof, che propone degustazioni nella vineria. Proseguendo lungo il fiume, si costeggiano i vigneti del Masetto della storica cantina Endrizzi, proprietà della famiglia Endrici da cinque generazioni. Scendendo in direzione Trento si può far visita alle case spumantistiche Ress e San Michael, arrivando a San Michele all’Adige dove si valgono la sosta il Museo di usi e costumi della Gente Trentina e l’Abbazia sede della Fondazione Edmund Mach, con cantina annessa. Le visite successive possono essere alle cantine Bellaveder e Maso Nero.

L’accesso alla Piana Rotaliana - creata sotto la dominazione asburgica con la deviazione verso sud del fiume Noce - porta a scoprire un territorio di circa 400 ettari vocato alla produzione di uve. Qui si produce il Teroldego, ma i ciclo-enoturisti possono scoprire le bollicine di alcune case spumantistiche: Rotari, con le sue architetture integrate con l’ambiente circostante, la Cantina Endrizzi Elio, la storica Metius e la Rotaliana Cantina a Mezzolombardo.

Trento, Rovereto e la Terra dei Forti

Il percorso ciclabile in Trentino non può non attraversare il centro storico del capoluogo. Piazza Duomo, i palazzi rinascimentali e le case affrescate fanno di Trento un’attrazione autentica e per chi cerchi esperienze enoiche la tappa obbligatoria è all’Enoteca provinciale nel cinquecentesco Palazzo Roccabruna. E in città si può visitare il Museo delle scienze progettato da Renzo Piano.

Le case spumantistiche a ridosso della città sono Altemasi, Cesarini Sforza e Cantine Ferrari (che apriranno presto la cinquecentesca Villa Margon), ma anche la Cantina Sociale di Trento situata in un’area verde a ridosso dei vigneti di fondovalle.

Proseguendo sulla ciclabile verso Sud, tra frutteti e vigneti della Vallagarina spiccano il grande complesso fortificato di Castel Beseno e il Castel Pietra. Nella zona protetta di Nomi fa base la casa spumantistica Pedrotti - con una intrigante grotta di affinamento - mentre a Nogaredo ha sede Valentini. A ridosso dell’abitato di Rovereto, dove si ha l’opportunità di una visita al Mart, il museo di arte moderna e contemporanea, si trovano invece le cantine Conti Bossi Fedrigotti, Letrari e, proseguendo verso Isera, si può sostare alla Cantina d’Isera e alla casa de Tarczal, che ospita la vineria e il palazzo Conti Alberti di Poja, tra le cui mura è nascosto un parco secolare. A pochi minuti da Rovereto, la cantina Balter sorge all’interno del Castelliere, un fortino cinquecentesco di avvistamento.

Scendendo verso Avio, dove la Terra dei Forti è circondata dal Monte Baldo e dall’Altopiano della Lessinia, si possono assaggiare le bolle di Simoncelli Armando, di Cantina Mori Colli Zugna (nella nuova struttura ipogea) e, verso Ala, di Borgo dei Posseri e Tenuta Maso Corno. Chiusura ai Viticoltori in Avio, a breve distanza dalle mura merlate del Castello di Avio (da visitare), e a Borghetto sull’Adige con la maison San Leonardo dei marchesi Guerrieri Gonzaga.

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