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Lasorella: «Agcom alla sfida del digitale, si parte dal calcio in streaming»

Il presidente dell’Agcom: «Siamo vigili ma ottimisti. Con il nostro atto di indirizzo abbiamo dato a tutti gli operatori un preciso set di scadenze»

di Andrea Biondi

Agcom. Giacomo Lasorella, presidente dell’Authority

5' di lettura

«Siamo in una fase complessa, caratterizzata da una tumultuosa transizione verso il mondo digitale e che costituisce una delle sfide più importanti che attendono Agcom in questa consiliatura». Giacomo Lasorella, 57 anni, presidente Agcom da ottobre 2020 si appresta oggi all’illustrazione della sua prima Relazione al Parlamento. Lo fa con in dote l’approvazione di modifiche al regolamento del diritto d’autore con le quali è stata data declinazione pratica alle novità introdotte dal Dl Rilancio, con la competenza Agcom estesa anche alla pirateria sui servizi di messaggistica istantanea, da Whatsapp a Messenger. «Si tratta della conferma di un’iniziativa della precedente consiliatura che ha anticipato anche la normativa europea». Un caso, questo del diritto d’autore, dal quale emerge tutta l’evidenza di un contesto in cambiamento, fra piattaforme digitali, funzionamento delle reti e tematiche legate al pluralismo, sulle quali Agcom è chiamata a un ruolo da protagonista.

Ma l’Autorità ha gli strumenti necessari per affrontare questa transizione al mondo digitale? In fondo molti dei soggetti in questione non rientrano nel raggio di azione di Agcom. E quindi non rischiate di avere le armi spuntate senza un intervento legislativo?

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Il legislatore sta intervenendo, in realtà. La legge di bilancio 2021 ha assegnato all’Autorità le competenze in materia di applicazione del Regolamento Platform to business e sono in via di recepimento le direttive sui servizi audiovisivi (Smav, ndr.) e sul copyright. Poi a livello europeo ricordo le due proposte di regolamento varate dalla Commissione Ue – il Digital Services Act e il Digital Markets Act – che avranno ricadute a livello nazionale secondo le scelte del legislatore. Gli strumenti si stanno faticosamente creando. Certo, la tecnologia va molto più veloce della legislazione, ma stiamo cercando di stare al passo. E comunque in definitiva Agcom si sta attrezzando per governare questa svolta digitale per gli atti di vigilanza di sua competenza.

A proposito di innovazioni nella vita di tutti i giorni, un primo grande banco di prova sarà sulla fruizione delle partite del campionato di calcio di serie A. Dal 21 agosto, giorno di avvio del campionato, la modalità prevalente sarà in streaming, visto che i diritti se li è aggiudicati Dazn in partnership con Tim.

E infatti Agcom ha adottato un atto di indirizzo con la duplice finalità di evitare fenomeni di congestione della rete, conseguente ai picchi di traffico, e di prevenire gli eventuali disservizi per gli abbonati.

Si ma è solo un atto di indirizzo...

Per carità, certo: è un atto di indirizzo ma è tutt’altro che una mera serie di consigli. Abbiamo detto agli operatori, non solo a Dazn e Tim ma a tutti, che devono definire le modalità tecnico-operative prima dell’avvio della prossima stagione calcistica. C’è un preciso set di scadenze. In via d’urgenza l’Agcom si riserva anche di intervenire dando precise prescrizioni ai soggetti interessati.

Dica la verità: siete preoccupati?

Siamo vigili, ma ottimisti. Il fatto di lavorare in anticipo consente di guardare senza catastrofismi all’evoluzione di questo mondo in modo sereno. E questo vale anche per la questione specifica della Serie A su Dazn-Tim.

A proposito di Tim, la società vi ha notificato il progetto di separazione volontaria della rete d’accesso, con la creazione della società Fibercop e il piano di coinvestimento con altri operatori. Su entrambi vi dovete pronunciare.

Esattamente. Ragion per cui non entrerò nel dettaglio né dei tempi né delle modalità. A ogni modo, la consultazione pubblica è stata conclusa in entrambi i casi. Ora serviranno i provvedimenti.

Rimanendo sulle “comunicazioni elettroniche” e sul tema investimenti, l’Autorità finora ha sicuramente seguito una linea pro-concorrenza e pro-consumatori che però ha come risultato un contesto ipercompetitivo con prezzi e margini calanti e minor spazio per gli investimenti. È arrivato il tempo di guardare di più a questo aspetto? E se sì, come?

Come Agcom siamo evidentemente molto attenti al quadro e all’evoluzione del mercato. La missione di curare lo sviluppo della concorrenza è intrinseca nelle funzioni dell’Autorità, scritta nella legislazione europea. Le valutazioni di cui parla vanno fatte ad altro livello. Quello che posso dire è che fra operatori e Agcom c’è un rapporto improntate alla correttezza e alla collaborazione nelle rispettive sfere di competenza. E questo può essere a tutto vantaggio degli obiettivi di interesse nazionale.

Tema Rai. Con Viale Mazzini Rai gli ultimi anni sono stati tesi, come dimostra la sanzione da 1,5 milioni per violazione del pluralismo, al momento cancellata dal Tar e il procedimento, invece è stato confermato, sulla pubblicità che impone alla Rai di dare conto delle proprie politiche.

Nel primo caso il Tar ha rilevato vizi procedimentali invitando l’Autorità a riaprire l’istruttoria. Cosa che evidentemente dovremo fare. Sull’altro tema invece, quello della pubblicità, sono in corso le attività di verifica volte ad accertare l’effettiva ottemperanza da parte della Rai. Certo, io credo che il tema di cosa debba essere il servizio pubblico nell’era digitale rappresenti un argomento da affrontare in maniera complessiva. E in tempi brevi.

Tempi brevi dovevano esserci per la fusione fra Audiweb e Audipress: progetto pensato per “unificare” le audience. Come giudica lo stop al progetto?

Ci è dispiaciuto. Agcom sul tema ha formulato un atto di indirizzo per razionalizzare le audi, secondo le migliori prassi europee e internazionali.

I numeri dei comparti regolamentati

18,37

Milioni di linee veloci

Sono 18,37 milioni gli accessi broadband e ultrabroadband di linea fissa in Italia a marzo 2021 secondo l’ultimo Osservatorio sulle comunicazioni di Agcom. In un anno sono aumentate del 16,9% le linee Fwa (a 1,61 milioni); del +18,2% le linee Fttc (misto fibra-rame) a 9,62 milioni e del 54,8% nell’Ftth (fiber to the home) a 2,11 milioni. Nel mobile, sim oltre i 104 milioni (+1,2 milioni su base annua) spinte dalle M2M (+2 milioni)

+25%

I ricavi del settore postale

Nel primo trimestre dell’anno i ricavi nel settore postale sono cresciuti in media, rispetto al corrispondente periodo del 2020, del 25,5%. Tale risultato deriva da due tendenze di segno opposto: la flessione dei servizi di corrispondenza (-7,9% su base annua) e la crescita di quelli relativi alla consegna dei pacchi (+41,9% su base annua, con quelli nazionali che evidenziano una crescita non lontana dal 50%)

Regolamenti

Diritto d’autore

Più poteri antipirateria

Nel diritto d’autore competenze Agcom estese anche alla pirateria su messaggistica istantanea, da Whatsapp a Messenger

Servizio pubblico

Rai

La contesa sulla pubblicità

Agcom sta verificando l’ottemperanza da parte della Rai delle prescrizioni in materia di trasparenza delle tariffe

Le «Audi»

Misurazioni

Quadro da razionalizzare

Lasorella «dispiaciuto» dello stop alla fusione Audipress-Audiweb. L’Authority ha espresso un atto di indirizzo per razionalizzare le audi

Competenze

Servizi digitali

Le nuove norme in arrivo

Sono in recepimento la direttiva Ue Smav e quella sul copyright. Dalla Ue anche le proposte di regolamento «Dma» e «Dsa»

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