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Lavoro, ecco le tre vie per far ripartire le assunzioni

Nell’ultimissima bozza del decreto agosto spazio a decontribuzione al 100% per sei mesi per i nuovi contratti a tempo indeterminato e di 3 mesi per le assunzioni di lavoratori stagionali e di stabilimenti termali. Sui contratti a termine stop al decreto dignità fino a dicembre

di Claudio Tucci

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Nell’ultimissima bozza del decreto agosto spazio a decontribuzione al 100% per sei mesi per i nuovi contratti a tempo indeterminato e di 3 mesi per le assunzioni di lavoratori stagionali e di stabilimenti termali. Sui contratti a termine stop al decreto dignità fino a dicembre


3' di lettura

Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, lo ha detto chiaramente: i sussidi vanno bene, legati a una fase emergenziale, come quella vissuta a causa del coronavirus. Ma la ripresa ci sarà e allora oltre a difendere il lavoro, occorrerà crearlo. Per questo dei 12 miliardi complessivi messi sul capitolo occupazionale dal decreto agosto, poco più di 1,5 miliardi (fino al 2023) sono destinati a misure di incentivazione all’assunzione, a tempo indeterminato o, in determinati settori, anche a termine. Sulla base dell’ultimissima bozza del decreto agosto, abbiamo contato tre interventi per far ripartire, accanto all’economia, anche le assunzioni. Vediamoli nel dettaglio.

Esonero stile “Jobs act” per sei mesi
Il primo intervento, economico, di sostegno all’occupazione stabile è l’incentivo, stile decontribuzione piena Jobs act, sui nuovi contratti stabili. Fino a fine anno, cioè, alle imprese, a eccezione di quelle agricole, che assumono lavoratori subordinati a tempo indeterminato, con esclusione dei contratti di apprendistato e dei contratti di lavoro domestico, è riconosciuto, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, l’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico, per un periodo massimo di sei mesi decorrenti dall’assunzione, con esclusione dei premi e contributi Inail, nel limite massimo di un importo di esonero pari a 8.060 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile.

Incentivo pieno anche per chi stabilizza
L’ultimissima versione del decreto agosto non fa più riferimento alla necessità di incrementare l’occupazione come condizione per ottere lo sgravio. Dall’esonero sono però esclusi i lavoratori che abbiano avuto un contratto a tempo indeterminato nei sei mesi precedenti all'assunzione presso la medesima impresa. L’incentivo è riconosciuto anche nei casi di trasformazione del contratto di lavoro subordinato a tempo determinato in contratto di lavoro a tempo indeterminato successiva alla data di entrata in vigore del decreto agosto, e lo sgravio è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente, nei limiti della contribuzione previdenziale dovuta. Per spingere l’intervento vengono messi sul piatti 337,6 milioni quest’anno, 932 milioni il prossilo, e 150 milioni nel 2023.

Esonero di tre mesi per il settore turistico-termale
L’ultimissima versione del decreto agosto introduce poi un altro esonero, più specifico rivolto alle assunzioni in un settore molto compito dall’emergenza sanitaria, vale a dire quello turistico-termale. Qui l’incentivo scatta sui contratti stipulati e sino a tre mesi per le assunzioni a termine o con contratto di lavoro stagionale. Come detto, l’esonero vale nei settori del turismo e degli stabilimenti termali. In caso di conversione dei detti contratti in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato si applica l’esonero pieno semestrale previsto sempre dallo stesso decreto legge. Per questa misura, si mettono sul piatto 87,5 milioni quest’anno, 87,8 milioni per il 2021, 14,1 milioni per il 2023.

Contratti a termine più semplici
Accanto a questi incentivi economici, la bozza di decreto agosto prevede anche un incentivo, normativo, per spingere i contratti a termine. Fino a fine anno, e ferma restando la durata massima di 24 mesi, sarà possibile rinnovare o prorogare per un periodo massimo di 12 mesi e per una sola volta i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato, anche in assenza delle casuali. Questa novità è molto importante, visto che nei prossimi mesi, con l’incertezza che c’è, si assumerà in prevalenza con rapporti temporanei (somministrazione, inclusa).

Stop alle “proroghe” imposte per legge
Sempre l’ultimissima bozza del decreto agosto cancella un comma dell’articolo 93 del decreto Rilancio che imponeva ex lege ai datori di prorogare il termine dei contratti di apprendistato e di quelli a termine, anche in regime di somministrazione, di una durata pari al periodo di sospensione dell’attività lavorativa, prestata in forza dei medesimi
contratti, in conseguenza dell'emergenza epidemiologica da Covid-19. La norma era stata subito critica da tutti, inclusi autorevoli giuslavoristi che aveva parlato di un vero e proprio imponibile di manodopera. Con il decreto agosto si accolgono questi rilievi, e si cancella questa disposizione.

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