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Borse europee alla finestra, rally greggio spinge i petroliferi. Tonfo Wall Street (Dj -1,11%, Nasdaq -2,11%)

Restano le preoccupazioni sulla ripresa e sull'aumento dell'inflazione. Petrolio in rally, Opec+ pronto a lasciare invariata la produzione. A Piazza Affari le migliori sono Tenaris, Saipem ed Eni, in coda St con il calo dei tech

di Stefania Arcudi e Flavia Carletti

La Borsa, gli indici di oggi 4 marzo 2021

4' di lettura

Le vendite sui minerari e sui titoli tecnologici hanno messo il freno ai mercati azionari europei che, dopo un tentativo di recupero in scia all'avvio positivo di Wall Street, hanno ripreso a perdere quota, di pari passo con la Borsa americana, che viaggia a passo lento. Così Milano ha finito in rialzo dello 0,2%, Parigi sulla parità e Francoforte in calo dello 0,17%. Le peggiori sono state Amsterdam (-0,8%), su cui pesa il ko di Asml nel settore chip, e Londra (-0,5%), molto esposta alle società di materie prime.
In rally i titoli del comparto petrolifero, con il greggio arrivato a guadagnare anche più di 5 punti, mentre l'Opec+ ha deciso di lasciare invariata la produzione fino ad aprile, mentre in precedenza si era passato di un possibile aumento.
Ad ogni modo, restano le preoccupazioni sulle prospettive di inflazione, alla base della debolezza dei listini, mentre si aspettano le indicazioni che potrà fornire sul temail presidente della Federal Reserve Jerome Powellnel suo intervento al summit del Wall Street Journal nella serata italiana.

Tonfo Wall Street, occhi su lavoro ed economia

La Borsa americana si muove in ribasso, dopo un tentativo di rialzo in avvio, in scia a dati macroeconomici non esaltanti. Le difficoltà per la ripresa economica sono evidenziate dalle nuove richieste settimanali dei sussidi di disoccupazione, ancora alte, anche se leggermente sotto le attese (745.000, consensus 750.000), e dal dato sulla produttività, in calo del 4,2% nel quarto trimestre. Il Beige Book della Federal Reserve, mercoledì, ha confermato che l'attività economica negli Stati Uniti continua a crescere a passo modesto nella maggior parte del Paese.
Wall Street peggiora poi dopo l’intervento del presidente della Fed, Jerome Powell, al Jobs Summit del Wall Street Journal. Wall Street chiude poi in forte calo. Il Dow Jones perde l'1,11% a 30.923,55 punti, il Nasdaq cede il 2,11% a 12.723,47 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l'1,34% a 3.768,58 punti. .

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Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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A Piazza Affari vendite su St, acquisti sulle utility

Sul FTSE MIB hanno preso il largo i titoli del comparto petrolifero (Tenaris è la migliore, seguono Saipem ed Eni), in scia al rally del Wti e del Brent, mentre spicca il calo di Stmicroelectronics, che segue la scia dei titoli tecnologici con il Nasdaq ai minimi da metà gennaio. In discesa Ferrari, Unicredit e Finecobank, quest’ultima nonostante abbia presentato dati di raccolta in accelerazione nel mese di febbraio.Al contrario salgono le utility, con Enel capofila, mentre Telecom Italia è sostenuta dalle valutazioni positive degli analisti di Kepler a valle del piano 2021-23 del gruppo tlc. Tra gli altri bene Italgas che si è aggiudicata la gara per la gestione per 12 anni della distribuzione del gas naturale nell’area territoriale di Torino 1. Rialzo vicino a un punto percentuale per Inwit prima dei conti 2020.

Ancora vendite su Amplifon, debole Stellantis

Ancora una seduta di vendite per Amplifon (-1,62%) fortemente penalizzata alla vigilia dopo la pubblicazione dei conti 2020, l'annuncio di un aumento di capitale e l'incertezza sulle previsioni per il 2021. Sotto la parità Stellantis (-0,2%) all'indomani della presentazione dei conti 2020 di Fca e Psa e di stime per il 2020 in linea con le attese. Nella galassia Exor (+0,32%), più debole Ferrari (-2,08%), con le vendite che hanno toccato anche Cnh Industrial(-0,24%).

Fuori dal Ftse Mib corre Energica

Su Aim Italia spiccaEnergica Motor Company: l'americana Ideanomics investirà 10 milioni per sottoscrivere quasi due terzi dell'aumento di capitale annunciato. Sale Tenax Internationalgrazie ai nuovi ordini dall'estero per la società di macchine elettriche per la pulizia delle strade. In una seduta positiva per il comparto alimentare europeo (+1,57% lo Stoxx 600), a Milano in evidenza Newlat Food (+4,74%).

Petrolio vola, Opec+ estende tagli produzione

Torna a correre il prezzo del greggio dopo il rialzo della vigilia. Il petrolio Wti al Nymex guadagna il 4,94% a 64,31 dollari al barile, dopo essere arrivato a guadagnare oltre 5 punti a un massimo di 64,51 dollari. I Paesi dell'Opec+ hanno deciso di non aumentare di 500.000 barili al giorno la produzione e di lasciarla invece invariata fino ad aprile. Inoltre, l'Arabia Saudita starebbe considerando di estendere il taglio volontario della propria quota di produzione di un milione di barili al giorno fino a tutto il mese di aprile. Russia e Kazakhstan invece incrementeranno l'output, sempre ad aprile, rispettivamente di 130.000 e 20.000 barili al giorno.

Lo spread chiude stabile a 104 punti

Chiusura sostanzialmente stabile per lo spread tra BTp e Bund sul mercato secondario Mts dei titoli di Stato. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005422891) e il pari durata tedesco, è indicato in area 104 punti base, sul livelli del closing precedente. Calo frazionale per il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato un'ultima posizione allo 0,74% dallo 0,75% del riferimento della vigilia.

Treasury sotto l'1,5%, ma mercato resta teso

Si allenta un po' la tensione sui governativi, con i rendimenti sui Treasury Usa che scendono all'1,45% dopo aver toccato il top da un anno a 1,614%. La soglia dell'1,5% è un livello psicologico importante, perché è il livello del dividend/yield di Wall Street (indice S&P 500): quando i rendimenti dei titoli di Stato superano questa soglia, diventano più convenienti rispetto all’investimento in Borsa. Nella seduta di mercoledì, un rumor sulla non necessità di un’azione drastica da parte della Bce nel contrastare il rialzo dei tassi r alcune dichiarazioni di Weidmann ("il recente rialzo dei tassi non è particolarmente preoccupante") per far partire le vendite sui governativi. «Tali dichiarazioni, sebbene non particolarmente sorprendenti - dicono gli analisti di Mps Capital Services - sono state percepite dal mercato come incoerenti rispetto a quanto affermato nei giorni scorsi da diversi membri Bce. La reazione che c’è stata sul mercato la dice lunga sul livello di ipersensibilità sul tema in questo momento». L’incertezza, secondo gli esperti, «porterà verosimilmente gli operatori a dare maggior peso ai fatti (il ritmo di acquisti Pepp) più che alle dichiarazioni nelle prossime settimane».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)


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