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Le bufale sul nuovo Tutor: controlli automatici su bollo e revisione

di Maurizio Caprino

Sistema di rilevamento tutor: ecco come funziona

3' di lettura

Si è letto di tutto nelle ultime due settimane sul Sicve PM, che è il nuovo Tutor: dalla sua infallibilità e precisione fino alla sua presunta capacità di rilevare se un veicolo è in regola con revisione e bollo auto. In realtà, si tratta solo di un sistema in grado di misurare la velocità media su un tratto e quella istantanea quando si passa sotto le sue telecamere. Non solo: ad oggi è molto probabile che le rilevazioni sulla velocità non siano possibili su una rete stradale estesa, perché la capacità di elaborazione dati del nuovo sistema sono - almeno per ora - limitate.

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La revisione
Tecnicamente non è difficile controllare in tempo reale se un veicolo che passa davanti a un apparecchio di rilevazione infrazioni è in regola con la revisione: basta che l’apparecchio sia in grado di leggere automaticamente le targhe e sia collegato alla banca dati della Motorizzazione. Ma giuridicamente non si può.

Infatti, dal 2016 l’articolo 201 del Codice della strada prevede controlli automatici anche sul rispetto dell’obbligo di revisione. Ma richiede che vengano effettuati con «appositi dispositivi o apparecchiature di rilevamento». Dunque, occorre che il ministero delle Infrastrutture riapprovi per questo scopo specifico anche i sistemi esistenti. Ma questo non è avvenuto, anche perché c’è più di un dubbio giuridico su quale debba essere la procedura più corretta.

È lo stesso problema che dal 2012 blocca i controlli automatici sull’evasione dell’assicurazione Rc auto, fenomeno che in questi anni ha fatto molto più scalpore delle mancate revisioni. Quindi, ad oggi, i sistemi di lettura automatica delle targhe si possono utilizzare solo come ausilio alle pattuglie: individuano i potenziali trasgressori dando un allarme agli agenti, che devono fermare il veicolo e verificarne i documenti. Mentre ciò avviene, decine di altri potenziali trasgressori passano indisturbati.

Il bollo
Per il bollo auto ci sarebbe lo stesso problema, ma non ha nemmeno senso porselo: essendo una tasso di proprietà, non serve accertare che un veicolo sta circolando. Le Regioni hanno già l’elenco completo degli evasori o presunti tali: basta confrontare l’elenco dei veicoli intestati a soggetti residenti sul loro territorio e quello dei pagamenti effettuati.

Questo è proprio ciò che le Regioni fanno da sempre: se c’è ancora qualcuno che evade il bollo auto, quasi certamente verrà scovato entro tre anni e dovrà pagare con sanzioni e interessi di mora. Oppure dimostrerà che non era tenuto al versamento, in base alle complicate e variegate regole sulla materia, che peraltro è impossibile condensare in modo “digeribile” da un semplice sistema di accertamento delle infrazioni su strada.

L’infallibilità e i limiti d’impiego
Quanto alla precisione del nuovo Tutor, nulla da dire. Ci mancherebbe. Stando alle dichiarazioni ufficiali, il sistema di riconoscimento dei veicoli del SicvePM sarebbe in grado di ridurre i già pochi casi in cui bisogna scartare i fotogrammi ripresi dalle telecamere perché non si riesce a leggere la targa o ad attribuire al veicolo il suo limite di velocità (si pensi ai mezzi pesanti, che vanno individuati per applicare i limiti più bassi loro riservati).

Ma proprio questa maggior precisione, unita alle caratteristiche di funzionamento del nuovo sistema, fa sì che al momento non si possano tenere attivi contemporaneamente più di una trentina di controlli.

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