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Brexit e viaggi in Gran Bretagna: ecco cosa cambia

Basta la carta di identità o devo avere il passaporto? Sarà ancora ancora valida la tessera sanitaria o devo fare un’assicurazione?

di Biagio Simonetta


Brexit in arrivo: cosa cambia per chi viaggia

3' di lettura

Con la vittoria del conservatore Boris Johnson alle elezioni del 12 dicembre, il divorzio del Regno Unito dall'Unione europea scatta il 31 gennaio 2020 alle ore 24. Come si entrerà in UK? Quali documenti serviranno? Sarà ancora semplice passare un weekend a Londra?
Con la Brexit cambieranno alcune cose, certo. Ma non dal 31 gennaio 2020, bensì da gennaio 2021, quando sarà terminato il periodo transizione. Andare in Inghilterra non diventerà un'impresa, servirà solo qualche passaggio burocratico in più.

Il visto e il passaporto
Dal 1° febbraio 2020 il Regno Unito non farà più parte dell'area di libera circolazione di persone e merci ma per tutto il 2020 la carta di identità varrà ancora. Dal 1° gennaio 2021, invece, per entrare nel Paese, a qualsiasi titolo, occorrerà avere un passaporto.La prima vera modifica riguarderà il visto. Prima delle elezioni, i conservatori hanno presentato un piano per l'immigrazione molto dettagliato. E adesso lo applicheranno. I turisti che arriveranno in UK da Paesi Ue, quindi anche dall'Italia, dovranno essere muniti di visto elettronico, da conseguire almeno tre giorni prima della partenza per la Gran Bretagna. Per ottenerlo sarà necessario seguire una procedura online molto simile a quella che attualmente è in vigore per ottenere l'ESTA (Electronic System for Travel Authorization) che consente l'ingresso negli Stati Uniti con l’ausilio del passaporto biometrico. Il visto statunitense costa 14 dollari, mentre il costo del futuro visto per il Regno Unito non è ancora chiaro. Visto alla mano, un turista che sarà registrato in entrata del Paese potrà fermarsi – magari a Londra – per un massimo di 3 mesi, scaduti i quali dovrà far ritorno nel suo Paese di origine. Per rimanere in Gran Bretagna oltre i tre mesi, infatti, sarà necessario un permesso di lavoro.

L'assicurazione sanitaria
Dal 1 gennaio 2021 le tessere europee di assicurazione malattia registrate nell'UE (ovvero quella che conosciamo come tessere sanitarie) non saranno valide. E qui arriva in aiuto anche l'Unione Europea, che nelle sue FAQ sulla possibilità di Brexit spiega: «I cittadini dell'Ue non saranno più in grado di accedere all'assistenza sanitaria nel Regno Unito con la loro tessera europea di assicurazione malattia. Controlla con il tuo ente assicurativo se le spese mediche di emergenza sono rimborsate in un Paese non appartenente all'Ue. Se non lo sono, puoi decidere di sottoscrivere un'assicurazione di viaggio privata». Per tutto il periodo di transizione (fino al 31 dicembre 2020), non è in programma nessun cambiamento per quanto riguarda l'assistenza sanitaria. Per averla, dunque, è necessario possedere la tessera sanitaria italiana. Questo documento permette ai cittadini europei in terra britannica di ricevere cure e assistenza di base negli ospedali pubblici. E’ prudenziale comunque attivare un’assicurazione privata extra soprattutto per una vacanza che comprende più giorni di soggiorno.

Costi sul roaming telefonico
Altro capitolo riguarda i costi sul roaming telefonico. Da ormai un po' di tempo, i cittadini italiani in UK (come nel resto dei Paesi europei) possono usare i loro piani tariffari come se fossero in Italia, senza sovrapprezzi. Lo ha stabilito l'Unione europea con una legge entrata in vigore il 15 giugno del 2017. Con Brexit, le cose cambieranno (a meno che non ci siano accordi diversi nel periodo di transizione). Dal 1° gennaio 2021 i cittadini (possessori di sim italiane) che visitano l'Inghilterra, dovranno fare riferimento al proprio operatore telefonico circa gli addebiti roaming.

Per info aggiornate:

Il sito ufficiale del Governo inglese

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