alimentare

Le Saline di Margherita di Savoia cedute ai francesi di Salins

Intesa con Mps sulla base di 5,4 milioni di euro, chiusura entro ottobre

di Domenico Palmiotti


default onloading pic
(Adobe Stock)

3' di lettura

Passano ai francesi di Salins du Midi le Saline di Margherita di Savoia, in Puglia, che con i loro 4.500 ettari sono le più grandi d'Europa. Salins, uno dei più forti gruppi mondiali, è già presente in Italia. Dal 1981 ha acquisito Compagnia italiana sali (Cis) con sede in provincia di Rovigo.

Il top management francese ha effettuato una visita ai bacini, che si trovano una decina di chilometri a nord di Barletta sulla costa adriatica, poche settimane fa. L'ingresso ufficiale di Salins, che chiude una fase preliminare di contatti e studio del dossier, è atteso tra settembre e ottobre. Ingresso che non avviene per acquisizione diretta di quote ma di un debito (garantito da azioni) che Atisale, controllata da Salapia, ha maturato verso il Monte Paschi di Siena.

Salins si è aggiudicata per 5,4 milioni la gara lanciata da Mps con cui ha ceduto crediti per 16,7 milioni erogati a Salapia-Atisale. A garanzia dei crediti sono state rilasciate nel 2011 fidejussioni e pegni sul 100% di azioni Atisale e sul 77,44% di azioni Salapia. Escutendo le garanzie, Salins acquisce il controllo delle due società perché i crediti messi sul mercato da Mps sono appunto legati ad azioni delle due società. E proprio la formalizzazione dell'operazione è a breve.

Alla gara di Mps si sono presentati anche Salapia insieme ad imprenditori locali del settore, offrendo 5,6 milioni con l'aiuto di R&F srl, e Groupe Salins che ne ha offerti 5,4, ma Mps ha scelto Salins. Quest'ultimo è l'unico produttore di sale in Europa ad utilizzare le tre diverse tecnologie di produzione: solare, termica e mineraria. Ha impianti industriali, oltreché in Francia e in Italia, anche in Tunisia, Senegal e Spagna. La controllata Cis, presente nella grande distribuzione, è leader nella produzione di sale marino pregiato, totalmente naturale, con il marchio “Gemma di mare”. Cis fattura 30 milioni e nello stabilimento di Porto Viro produce 230mila tonnellate di sale.

Salins esiste da 150 anni, ha 1.500 dipendenti e produce 4 milioni di tonnellate di sale. Atisale spa, concessionaria del Demanio, formata anche da imprenditori locali, ha invece 160 addetti in Puglia ed è in concordato preventivo da alcuni anni. Ai dipendenti, per effetto del concordato, tolti incentivi e premi che arricchivano la retribuzione, dicono i sindacati. La società ha poi debiti anche con i Comuni dell'area per l'Ici non versata, Comuni che si sono visti riconoscere il credito dalla commissione tributaria perchè gli opifici industriali sono soggetti a tassazione. A Margherita l'area destinata alla produzione di sale è di circa 500 ettari, il resto è zona umida. La produzione di Atisale è di 700mila tonnellate tra Margherita di Savoia e Sant'Antioco in Sardegna. Circa 30 milioni il fatturato.

In vista dell'arrivo di Salins, Bernardo Lodispoto, sindaco di Margherita di Savoia, dichiara che «i paletti che andremo a mettere riguarderanno un piano di rilancio delle saline e la tutela dell'occupazione puntando in prospettiva ad un suo incremento». Il sindaco giudica Salins soggetto «in buona salute finanziaria, ma a noi interessano i progetti concreti: investimenti, occupazione, tutela della sicurezza e possibilità di fare attività diversificate». Per Nino Marmo, consigliere regionale Puglia eletto nell'area, «il passaggio ai francesi delle Saline di Margherita di Savoia non può non richiamare l'attenzione della politica. La Regione deve avere un quadro chiaro e trasparente della situazione in modo da valutare con anticipo ogni forma di protezione e di mantenimento dei livelli occupazionali».

«Con Salins stiamo cercando di calendarizzare un incontro a settembre - afferma Gianni Rotice, presidente Confindustria Foggia -, può piacere o no che le saline vadano in mani straniere, ma l'attuale società è in forte sofferenza ed è pure in concordato preventivo. Non dobbiamo discettare sulla nazionalità di chi investe ma auspicare che questo dia finalmente stabilità e futuro ad una risorsa del territorio». «Non vorremmo che Salins prendesse marchio e mercato e basta - rileva Antonio Castriotta, segretario Uila Foggia -. Il rischio c'è. Già abbiamo avuto la cessione del credito ai francesi in silenzio e senza che la politica battesse ciglio». Per Carla Costantino, segretario Cisl Foggia, «chiunque gestirà questa realtà deve pensare a salvare l'occupazione. Ed avere seri progetti di sviluppo che ne incentivino il valore. Penso a percorsi turistici e di trasformazione che sinora non sono stati fatti. Magari fossero protagoniste le realtà locali, ma non guardiamo a chi viene, l'importante è che abbia questi obiettivi».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...