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Lidl si rafforza in Italia, investimenti per 1,5 miliardi e piano d’assunzione per 6mila addetti

Nei prossimi tre anni verranno inaugurati 150 punti vendita, aggiunte nuove piattaforme logistiche. La catena della Gdo porta all’estero l’agroalimentare italiano e genera un Pil per circa 3,5 miliardi, pari al 13% del valore totale realizzato dai principali player della Gdo

di Enrico Netti

Lidl investira' 1,5 miliardi in Italia, punta a 1.000 negozi entro il 2030

3' di lettura

Un piano industriale che nel triennio 2022-2024 porterà all’investimento di 1,5 miliardi di euro per creare altri 300 punti vendita e arrivare così a quota mille discount. Oltre al potenziamento delle piattaforme logistiche e un piano di assunzioni per 6mila addetti.

Questi in punti chiave presentati da Massimiliano Silvestri, presidente di Lidl Italia, presentando i risultati ottenuti in 30 anni di attività in Italia ed illustrare i progetti per il futuro. «Da qui al 2030 puntiamo di arrivare a quota mille punti vendita mentre tra il 2022 e il 2024 apriremo 150 punti vendita e assumeremo 6mila persone, iniziative che verranno supportate dalla costruzione di nuovi centri logistici in Lombardia e Sicilia, oltre a quello già in costruzione ad Assemini, in Sardegna dice il presidente -. Siamo convinti che la crescita, per essere e duratura, debba essere sostenibile. La sostenibilità ambientale ed energetica di Lidl Italia la si trova, per esempio, nella riduzione radicale della plastica all’interno dei packaging a marchio proprio, nell’impiego di sola energia proveniente da fonti rinnovabili e nell’installazione di pannelli fotovoltaici sul 40% dei punti vendita, capaci di fornire il 50% del nostro fabbisogno energetico.

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Massimiliano Silvestri, presidente di Lidl Italia

Lidl Italia si impegna anche a ridurre le emissioni del 48% entro il 2030 e dispone di una flotta di camion composta al 40% di mezzi alimentati a biometano o gas liquido e da due mezzi elettrici». È anche stato presentato uno studio di Maurizio Dallocchio, professore di Corporate Finance presso SDA e Università Bocconi, che analizza il ruolo della catena tedesca in Italia. Nel 2020 l’azienda ha generato impatti complessivi, tra ricadute dirette, indirette e indotte, sul Pil per circa 3,5 miliardi, pari al 13% del valore totale realizzato dai principali player della Gdo in Italia.

Un valore superiore del 3,0% rispetto all'impatto medio delle realtà che operano nel settore. In termini occupazionali, il peso di Lidl equivale al 7% (91mila occupati) sul totale di 1,3 milioni di occupati diretti, indiretti e indotti impiegati nel settore della Gdo in Italia. Il 20% dell'occupazione generata deriva da effetti diretti, il restante 80% è originato da impatti indiretti ed indotti. Lidl Italia rappresenta il terzo player della grande distribuzione organizzata in Italia a livello occupazionale. «Siamo un’azienda che ha fatto dell’evoluzione una costante del proprio percorso - continua Silvestri -. Siamo cresciuti senza mai perdere di vista la nostra identità e costruendo, giorno dopo giorno, un forte legame con i clienti, con il territorio e le comunità in cui operiamo. Immagino i prossimi 30 anni ricchi di nuovi ambiziosi traguardi che segneranno il nostro percorso di miglioramento continuo, con la volontà di essere sempre più il punto di riferimento per la spesa degli italiani, un datore di lavoro attrattivo e una realtà in grado di portare valore aggiunto nei territori in cui opera quotidianamente.

Questa è la nostra missione». Una missione che aiuta anche la filiera agroalimentare italiana che raggiunge i circa 11.900 punti vendita Lidl nel mondo. Lo scorso anno i fornitori italiani dell’azienda, avvalendosi della rete internazionale dei punti vendita Lidl, sono stati in grado di esportare prodotti per un valore complessivo di 2 miliardi di euro, di cui oltre 550 milioni di euro generati dall’ortofrutta. In termini percentuali, da sola Lidl esporta il 10% del valore totale di export di frutta e verdura italiana a livello globale.

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