Legge di bilancio

Caro-bollette: non c’è intesa Cdm, salta contributo solidarietà. Confermato il taglio Irpef

Nella riunione del Consiglio dei ministri informativa su taglio tasse,senza voto sull’emendamento al ddl Bilancio, all’esame del Senato

Cambia il Fisco, la riforma premiera' i redditi medi

3' di lettura

Un’informativa del ministro dell’Economia Daniele Franco, la discussione del premier Mario Draghi e i ministri, la pausa per trovare soluzioni alternative al contributo di solidarietà e poi l’intesa, senza un voto formale di un emendamento che dovrebbe essere presentato direttamente in Parlamento. È questo, secondo quanto si apprende da fonti governative, lo schema seguito nel Consiglio dei ministri per arrivare all’accordo su come distribuire gli 8 miliardi per il taglio delle tasse stanziati con la manovra.

Il contributo di solidarietà per i redditi più alti, per far fronte al rincaro delle bollette, alla fine non sarà introdotto. La misura è stata cassata vista la spaccatura del governo e la contrarietà di Lega, Fi e Iv. Nonostante la misura sia saltata, sono stati individuati -nel corso del Consiglio dei ministri - altri 300 milioni aggiuntivi per arginare l’aumento di luce e gas: risorse, chiariscono fonti di governo, individuate nel bilancio dello Stato.

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Fonti: in tutto 800 milioni in più contro caro bollette

Lo stanziamento contro il caro bollette in manovra salirà in tutto di circa 800 milioni: è quanto si apprende fonti di governo. Le risorse arriveranno per circa 500 milioni dal “tesoretto” della riforma di Irpef e Irap per il 2022 e per circa 300 milioni da altri fondi reperiti in bilancio e non utilizzati appieno. In tutto quindi per il primo trimestre del prossimo anno ci sarà un intervento da 2,8 miliardi.

Salta contributo solidarietà

Il governo aveva valutato l’ipotesi, emersa in occasione della cabina di regia che ha preceduto il Cdm, di un contributo di solidarietà da parte dei redditi più alti per sterilizzare gli aumenti delle bollette per le famiglie.In quell’occasione Draghi aveva ascoltato le opinioni dei rappresentanti dei partiti di governo. La maggioranza è apparsa divisa. Si sarebbe trattato di annullare per uno o due anni gli effetti del taglio dell’Irpef per i redditi sopra i 75mila euro (valore, 248 milioni).

L’emendamento del governo alla legge di bilancio all’esame del Senato confermerà l’accordo raggiunto tra i partiti di maggioranza al ministero dell’Economia per un intervento sul fisco da 8 miliardi: taglio strutturale di 7 miliardi di Irpef, 1 miliardo di Irap a partire dal 2022.

Fonti, ipotesi taglio cuneo 2022 fino 35mila euro di reddito

Nel Cdm si sarebbe discusso sull’ipotesi di un taglio dei contributi una tantum, nel 2022, concentrato sui lavoratori sotto i 35mila euro. Una soluzione per utilizzare parte del “tesoretto” della riforma di Irpef e Irap in vista dell’esame della manovra. All’intervento sarebbe dedicato circa un miliardo e mezzo. L’asticella del reddito cui applicare la riduzione del cuneo contributivo sarebbe ancora oggetto di valutazione.

Guerra (Mef): migliora la distribuzione delle tasse

«Ci sono valutazioni in corso per migliorare il profilo distributivo della manovra anche per tenere conto delle richieste dei sindacati. Il punto di convergenza sarà un miglioramento del profilo distributivo anche con interventi temporanei che tengano conto delle famiglie più disagiate e del caro bollette» ha detto la sottosegretaria al Mef Maria Cecilia Guerra (Leu).

La telefonata di Draghi ai sindacati

Finita la cabina di regia sulla manovra e sul taglio delle tasse, il presidente del Consiglio ha sentito telefonicamente i sindacati. Dopo l’incontro di giovedì 2 dicembre a Palazzo Chigi, Cgil Cisl e Uil erano in attesa di una nuova interlocuzione con il governo, che ha confermato l’impianto illustrato e valuta ulteriori interventi sulla distribuzione del carico fiscale a favore delle fasce medio-basse e per far fronte al caro-bollette.

Manovra: Bombardieri, non soddisfatti. Sciopero? Vediamo

«Non siamo soddisfatti» perché la proposta del governo sul fisco «non dà risposte a lavoratori e pensionati». Così il segretario generale Uil, Pierpaolo Bombardieri, a “Un giorno da pecora”. L’idea di congelare il taglio Irpef per i redditi oltre 75mila euro «non è la nostra richiesta. Abbiamo chiesto che le risorse siano utilizzate sul cuneo fiscale e dare potere d’acquisto a lavoratori e pensionati, con misure strutturali. Le scelte non vanno in questo senso». Se non cambia, si valuta lo sciopero? «Vediamo - ha risposto -. Aspettiamo di capire la proposta finale. Aspettiamo fino alla fine, nei prossimi giorni valuteremo e decideremo».

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