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Mattarella: la Russia sappia fermarsi, Italia pronta a nuove sanzioni senza esitazioni

Il Capo dello Stato nel suo intervento a Strasburgo: «L’aggressione russa spinge unità europea. La responsabilità è del Cremlino, non del popolo»

(ANSA)

3' di lettura

«La guerra è un mostro vorace, mai sazio. La tentazione di moltiplicare i conflitti è sullo sfondo dell’avventura bellicista intrapresa da Mosca. La devastazione apportata alle regole della comunità internazionale potrebbe propagare i suoi effetti se non si riuscisse a fermare subito questa deriva». Sono le parole pronunciate dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo intervento al Consiglio d’Europa, nel corso del quale il Capo dello Stato italiano ha sottolineato che «non si può arretrare dalla trincea della difesa dei diritti umani e dei popoli. La ferma e attiva solidarietà nei confronti del popolo ucraino e l’appello al Governo della Federazione Russa perché sappia fermarsi, ritirare le proprie truppe, contribuire alla ricostruzione di una terra che ha devastato, è conseguenza di queste semplici considerazioni». Per Mattarella «l’aggressione della Russia sollecita ancor di più la spinta all’unità dei Paesi e popoli europei che credono nella pace, nella democrazia, nel rispetto del diritto internazionale e nello Stato di diritto».

«La Russia ha scelto di mettersi fuori dalle regole»

In quello che è il suo primo discorso all’estero dalla rielezione Mattarella ha sottolineato che «di fronte a un’Europa sconvolta dalla guerra nessun equivoco, nessuna incertezza è possibile. La Federazione Russa, con l’atroce invasione dell’Ucraina, ha scelto di collocarsi fuori dalle regole a cui aveva liberamente aderito, contribuendo ad applicarle». Mattarella ha poi sottolineato che «la responsabilità della sanzione adottata (l’esclusione del Consiglio d’Europa, ndr) ricade interamente sul Governo della Federazione Russa. Desidero aggiungere: non sul popolo russo, la cui cultura fa parte del patrimonio europeo e che si cerca colpevolmente di tenere all’oscuro di quanto realmente avviene in Ucraina».

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Il Capo dello Stato ha citato Robert Schuman quando diceva che «la pace non potrà essere salvaguardata se non con sforzi creativi, proporzionali ai pericoli che la minacciano. Se perseguiamo obiettivi comuni, per “vincere” non è più necessario che qualcun altro debba perdere. Vinciamo tutti insieme».

Italia pronta a nuove sanzioni senza esitazioni

«L’impianto sanzionatorio è pienamente operativo in Italia. Nel rispetto dei principi dello Stato dei diritto e dell’economia di libero mercato, che in Italia vigono e sono rispettate, le imprese in autonomia si regolano di conseguenza, così come avviene nei Paesi che hanno un’economia di mercato» ha aggiunto Mattarella rispondendo ad una domanda di un delegato conservatore britannico che gli faceva osservare come non tutte le imprese italiane rispettino le sanzioni. «L’Italia è pronta ad eventuali altre sanzioni, senza alcune esitazione», ha aggiunto.

Aumento costi problema grave, Ue lavori assieme

Mattarella ha riconosciuto che «l’aumento del costo della vita dal punto di vista economico è un problema di estrema gravità ed è motivo di preoccupazione estrema per l’Europa. L’Ue deve avere il coraggio di lavorare insieme per affrontare queste difficoltà, per trovare le formule che attenuino conseguenze drammatiche». Per il Capo dello Stato «è un tema su cui dobbiamo intervenire all’interno dei Paesi ma anche in maniera coordinata tra i vari Paesi».

Pace è frutto paziente collaborazione popoli

«Quanto la guerra ha la pretesa di essere lampo - e non le riesce - tanto la pace è frutto del paziente e inarrestabile fluire dello spirito e della pratica di collaborazione tra i popoli, della capacità di passare dallo scontro e dalla corsa agli armamenti, al dialogo, al controllo e alla riduzione bilanciata delle armi di aggressione» ha detto il presidente della Repubblica in un altro passaggio del suo discorso. La pace, ha rimarcato, «è frutto di una ostinata fiducia verso l’umanità e di senso di responsabilità nei suoi confronti».

«Dialogo, non prove forza. Helsinki, non Yalta»

«Distensione: per interrompere le ostilità. Ripudio della guerra: per tornare allo statu quo ante. Coesistenza pacifica, tra i popoli e tra gli Stati. Democrazia come condizione per il rispetto della dignità di ciascuno. Infine, Helsinki e non Jalta: dialogo, non prove di forza tra grandi potenze che devono comprendere di essere sempre meno tali» ha detto Mattarella al Consiglio d’Europa invitando a «prendere a prestito» le «parole della guerra fredda» per vedere se ci possono aiutare a riprendere un cammino, «per faticoso che sia».

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