La visita di Stato

Mattarella-Macron: asse sui trattati Ue, insieme anche su Libia e immigrazione

In vista della Conferenza sul futuro dell'Unione Italia e Francia lavoreranno insieme per riformare il Trattato di Lisbona ormai insufficiente ad affrontare le sfide che ci attendono.

di Gerardo Pelosi

(AFP)

3' di lettura

È un bilancio che guarda al futuro quello della visita di Stato di due giorni fa del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella in Francia. I colloqui con il presidente francese, Emmanuel Macron e con le più alte cariche del Paese non hanno solo consolidato un eccellente stato delle relazioni bilaterali ma hanno gettato le basi per una collaborazione futura su aspetti fondamentali della costruzione europea a cominciare dai nuovi Trattati europei e su dossier spinosi quali immigrazione e stabilizzazione della Libia. L’idea che Mattarella e Macron condividono è quella di un’Europa più forte e in grado di rispondere alle nuove esigenze dei cittadini europei. In vista della Conferenza sul futuro dell'Unione Italia e Francia lavoreranno insieme per riformare il Trattato di Lisbona ormai insufficiente ad affrontare le sfide che ci attendono.

Asse contro sovranisti e “frugali”

Quello di Mattarella e Macron non ha assunto il tono di un manifesto politico in antitesi alla Carta dei valori di Orban e Le Pen, ma un messaggio concreto ai Paesi cosiddetti sovranisti (Polonia e Ungheria in testa) e ai cosiddetti “frugali” (Olanda e Finlandia) che evidenzia la missione dell’Unione. I Paesi che chiedono oggi meno Europa – questo il senso del ragionamento comune dei due presidenti - forse non avevano compreso bene fin dal momento del loro ingresso nella Ue quali erano i valori e le finalità dell'Europa. Quanto ai frugali nessuno rincorre l'idea di un'Europa basata sul debito ma occorre fare passi avanti anche sulla fiscalità comune.

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Mattarella: Italia non può fallire su Next Generation Ue

Ma nei suoi interventi alla Sorbona e al Senato Mattarella ha messo anche in evidenza le responsabilità che attendono l'Italia nell'attuazione del Next Generation Ue. «Non possiamo fallire, non deve accadere», ha detto Mattarella. Concetti analoghi sono stati espressi anche da Macron. La Francia, che assumerà la presidenza di turno del Consiglio Ue all’inizio del 2022, prendendo il testimone dalla Slovenia, lavorerà con Italia e Germania per un utilizzo pieno dei fondi Ue per la ripresa post pandemia. Ma con l'Italia la Francia vuole mantenere un rapporto molto speciale. Macron stesso ha sollevato la questione immigrazione cara al Governo italiano concordando con Mattarella che il dossier è ormai a tutti gli effetti di competenza comunitaria e se c'è un problema di controllo dei confini europei occorre anche affrontare la questione dei ricollocamenti e della solidarietà tra Paesi del Sud e del Nord. Piena intesa anche sulla Libia e sulla road map che dovrà portare alle elezioni del 24 dicembre. Macron ha apprezzato poi l'impegno dell'Italia nel Sahel nelle missioni a guida francese condividendo i rischi di un'eccessiva presenza della Russia e della Turchia nel Mediterraneo orientale.

Tutto è pronto per Trattato Quirinale in autunno

Il clima è quindi molto favorevole per aprire definitivamente la strada al testo finale del cosiddetto Trattato del Quirinale che potrebbe essere firmato in autunno durante la prossima sessione del vertice bilaterale italo-francese. Il trattato sarà molto ampio e stabilirà principi di cooperazione e convergenza tra i due Paesi indicando una Road Map da seguire su una serie di temi: industria, difesa, audiovisivo, arte, istruzione, servizio civile. Quest'ultimo era già stato indicato con progetto pilota al vertice di Venezia del 2016 (lo firmarono Renzi e Hollande e i ministri Harlem Desir e Sandro Gozi) ma all'epoca il ministro competente francese Patrick Canner non mise a disposizione il budget necessario. Ora il progetto è ripreso nel nuovo trattato rafforzandone l'impianto a favore dei giovani italiani e francesi.

Gozi: da Macron e Mattarella messaggio contro sovranisti

Sandro Gozi già sottosegretario alle Politiche europee e oggi eurodeputato di Renew Europe spiega come i rapporti tra Francia e Italia non sono mai stati così buoni e «la visita di stato - grande omaggio di Macron della Francia a Mattarella - ha suggellato questo importante momento». Clima che ora «va consolidato con iniziative e progetti che rendano permanente questo nuovo rapporto Italo-francese». Ma, secondo Gozi «dobbiamo guardare al più ampio orizzonte politico aperto dai due presidenti anche rispetto alle forze nazionaliste in Francia , dove Le Pen benché indebolita rimane una protagonista delle presidenziali 2022 e in Italia, dove Salvini oscilla tra Draghi e Orban». Per Gozi «la carta dei valori, anzi dei disvalori, nazionalisti è un'operazione di comunicazione per nascondere le contraddizioni e la difficoltà a superare una certa soglia di consensi: difficile infatti fare il nazionalista dal lunedì al sabato e l'Europeo la domenica: gli elettori se ne accorgono, e cominciano i dolori». Il messaggio comune di Macron e Mattarella per un'Europa sovrana a giudizio dell'eurodeputato Gozi eletto in Francia «diventa anche un Manifesto politico rivolto a tutte le forze progressiste, riformatrici ed europee, ancora più strategico nel momento della conferenza sul futuro dell'Europa che deve preparare alcune importante riforme dell'Ue».

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