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Meno di due giorni per aprire un conto con una banca fintech, ben 14 con una tradizionale

È quanto emerge da un’analisi nata dalla collaborazione tra il portale Fintastico e AppQuality su un campione di 21 intermediari

di Lucilla Incorvati

(greenbutterfly - stock.adobe.com)

4' di lettura

Per aprire un conto corrente con una fintech bank (emissione di Iban e accesso a tutte le operazioni come bonifici e incassi) servono in media 54 click e poco più di un giorno. Mentre con una banca tradizionale sono necessari 75 click e soprattutto circa 15 giorni. È il risultato di una sorta di prova sul campo, nata dall’idea di Fintastico, il portale italiano dedicato al Fintech, con AppQuality, la piattaforma leader del crowdtesting in Italia, con la quale si è voluto indagare quanto la crescita inarrestabile del fenomeno fintech, col suo modo di fornire servizi ai clienti stia influenzando il sistema bancario.

Il test

A dicembre 2020 è stato chiesto ad alcuni soggetti tester di aprire un conto online in 21 banche fintech e tradizionali, con l’obiettivo di metterle a confronto e misurarle con dati oggettivi quali: numero di click per avviare l’operatività, tempi di attivazione, percorso full digital e la possibilità di onboarding da App.

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AppQuality ha una community di oltre 250mila tester sparsi per il mondo che effettua test sui prodotti digitali, come app mobile e i servizi web, per individuare problemi e anomalie di funzionamento (cosiddetti bachi) o esperienziale (facile o difficile fruibilità per l’utente)

I fattori d’appeal

Secondo più della metà dei correntisti tra i principali vantaggi dei servizi digitali ci sono: convenienza, risparmio di tempo (53%) e facilità di utilizzo (56%). E per quasi due terzi degli italiani (62%) la domanda di soluzioni finanziarie da mobile è destinata a crescere esponenzialmente nei prossimi anni in quanto semplificano e rendono più conveniente la payment experience.

La digitalizzazione del mondo bancario non è strettamente legata alle nuove necessità sorte con la pandemia da Covid19. Ma si tratta di una tendenza preesistente che si sta consolidando velocemente e sta diventando un elemento sempre più centrale nella scelta dei consumatori. Secondo l'ultimo report di AppAnnie dello scorso mese di gennaio, nel 2020 il tempo trascorso sulle app finanziarie nel mondo (esclusa la Cina), è aumentato del 45%. C'è infatti un'alta richiesta di app di questo tipo, che sono diventate critiche nella fase di scelta dei consumatori tra un intermediario ed un altro. Mentre nella ricerca European DigitalBanking 2019 di Mastercard, condotta su 11 mercati, è emerso infatti che l'Italia è tra i paesi nei quali i consumatori usano più frequentemente le soluzioni digitali bancarie, in particolare: il 59% della popolazione italiana usa servizi digitali almeno una volta ogni due settimane; il 60% sceglie app di mobile banking fornite da banche tradizionali il 30% si affida esclusivamente a banche online.

Banche tradizionali in affanno per tenere il passo

Dai risultati del lavoro emerge chiaramente come le banche tradizionali stiano ancora lottando per tenere il passo con le richieste in continua evoluzione di tecnologia e risorse dei consumatori, mentre l’ascesa del fintech indica il gradimento dei newcomers.In termini di miglioramento dell'esperienza utente, le banche si stanno avvicinando al livello di servizi offerto dalle società fintech. Non mancano i buoni esempi. Se tra le fintech bank che rispettano i tempi ci sono N26 e Revolut , tra le banche tradizionale Mediolanum e IntesaSanpaolo, nonostante il numero di click sia tra i 70 e gli 80 click, hanno un percorso 100% full digital, con attivazione del conto nel giro di 48 ore.

«Dalle evidenze che sono emerse - sottolinea Fabio Marras, Ceo e fondatore di Fintastico - è possibile rispondere in maniera affermativa alla domanda da cui siamo partiti, ovvero perché il fintech sta davvero influenzando l'evoluzione delle banche tradizionali, soprattutto nella costruzione di processi che non prevedano più il passaggio in filiale. Nei prossimi anni è facile attendersi dei miglioramenti anche nella costruzione di processi multicanale (apertura da App, per esempio) e nello snellimento dei passaggi che portano le banche tradizionali ad avere oggi onboarding che durano fino a 15 giorni».

Dal lato costi non sempre le digital battono le tradizionali

Questo studio conferma quello che può sembrare un luogo comune, ovvero che le fintech sono mediamente più efficienti delle banche tradizionali nei processi di attivazione dei nuovi clienti. «E questa maggior efficienza la si può ritrovare anche nella personalizzazione dei servizi - aggiunge Marras - e, più in generale, della cosiddetta “user experience”. Ed è su questo fronte, infatti, che le fintech sfidano le banche tradizionali». La stessa cosa non si può dire sul fronte dei costi. «È vero che il piano tariffario base di un conto digitale è più economico di un conto corrente bancario tradizionale - aggiunge Marras- ma basta osservare i differenti piani e i relativi canoni d’uso offerti ai clienti, per accorgersi che la scommessa delle fintech è creare e vendere servizi di qualità (premium) con costi che sono inimmaginabili per una banca tradizionale». Giusto per citare qualche esempio: il piano Metal di N26 costa 16.90 euro al mese, il piano Revolut Metal costa 13.99 euro al mese, il piano Premium Super Green di Bunq 16.99 euro al mese. Sul fronte dei costi c’è ancora spazio per una maggiore efficienza per le banche fintech, che potrebbe arrivare via via con l’aumento delle masse.

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