Su Netflix dal 16 agosto

«Mindhunter» può continuare all’infinito

Arriva la seconda stagione della serie capitanata da David Fincher. Su Netflix dal 16 agosto. L'azione si sposta ad Atlanta. E la procedura di interrogazione dei serial killer per indagare altri omicidi viene testata sulla star della categoria: Charles Manson

di Sara Deganello


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1' di lettura

Avevamo lasciato gli agenti dell'Fbi Holden Ford (Jonathan Groff) e Bill Tench (Holt McCallany) divisi e confusi. Il metodo che hanno messo a punto insieme alla psicologa Wendy Carr (Anna Torv) di interrogare assassini seriali già detenuti per indagare altri omicidi ha portato alla risoluzione di alcuni casi, a vicoli ciechi, a storie minori concluse con qualche lavata di capo, a un'indagine interna. Ford ha appena avuto un attacco di panico dopo che il serial killer Ed Kemper avrebbe potuto ucciderlo, ma non lo ha fatto. La sua fidanzata lo ha lasciato. Il tizio inquietante di Park City, Kansas, che appare in molti episodi – e di cui si sa solo che lavora per l'azienda Adt – è intento a bruciare disegni osceni.

Sipario sulla prima stagione di Mindhunter, quasi due anni fa.
Dal 16 agosto Netflix rende disponibile la seconda stagione. A timonare la serie creata da Joe Penhall – e ispirata al libro Mindhunter: Inside the FBI's Elite Serial Crime Unit scritto sulla base della propria esperienza personale dall'ex agente John E. Douglas (sul quale è modellato il personaggio di Ford) con Mark Olshaker – c'è sempre David Fincher, che produce (con, tra gli altri, Charlize Theron) e dirige alcuni episodi come aveva fatto nella prima stagione. Era stato lui a indicare il sentiero che avrebbero seguito le nuove puntate: «Guarderemo agli omicidi di Atlanta, quindi avremo molta più musica afro-americana», aveva detto. E Atlanta è stata.

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