HOLLYWOOD in toscana

Montalcino, la tenuta Argiano di nuovo protagonista al cinema

Dopo «Letter to Juliet» ora è il film «Made in Italy» con Liam Neeson ad essere ambientato nello scenografico Podere Fontanelle in Toscana

di Giambattista Marchetto

2' di lettura

Nel film “Camera con vista” di James Ivory, basato sull’omonimo libro di E.M. Foster, Firenze fa da sfondo alle vicende di una giovane Helena Bonham Carter in viaggio in Italia, mentre Anthony Minghella ha diretto “Il paziente inglese” (9 premi Oscar) principalmente in Val d’Orcia, tra Pienza e il complesso fortificato di Cosona, ma anche Andrej Tarkovskij scelse Bagno Vignoni come set per l’onirico “Nostalghia”. Le colline toscane sono state spesso fonte di ispirazione per la cinematografia internazionale e in particolare Hollywood ha costruito una filmografia a tratti giocata sui cliché, ma sempre affascinante per la scoperta di paesaggi straordinari.

Alla Toscana più seducente guarda anche il nuovo film di James D’Arcy con protagonista Liam Neeson, uscito in agosto. “Made in Italy” è la storia di un artista londinese e di un figlio con cui cerca di ricucire una relazione lavorando alla riparazione di un vecchio casolare in Italia. Quel casolare è in realtà un rustico agricolo nel Podere Fontanelle dell’azienda Argiano, uno dei gioielli nel territorio di Montalcino.

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Il film è stato girato tra le vigne e nella tenuta di Argiano - oggi di proprietà del finanziere brasiliano André Esteves – che furono già il set per il finale del film “Letter to Juliet” con Franco Nero e Vanessa Redgrave, che dopo una ricerca durata tutto il film si ritrovano davanti al grande cipresso che domina la vista dalla villa di Argiano.

Una tenuta storica a Montalcino

Argiano incarna la storia del territorio di Montalcino. La storia della tenuta ha una svolta nel XVI secolo, col passaggio dai Tolomei alla nobile famiglia senese dei Pecci e con la costruzione (tra il 1580 ed il 1596) della villa, esempio di abitazione signorile cinquecentesca. Il nome della dimora, Bell’Aria, fu scelto quando i Pecci decisero di costruirla in cima alla collina, lasciando il nucleo originario del castello proprio a causa della qualità dell’aria. Grazie anche all'edificazione della cantina, nasce quattro secoli fa la vocazione vinicola di Argiano.

Nel corso dei secoli la tenuta passò di mano tra famiglie nobiliari, fino all’Ottocento quando l’illuminata gestione di Ersilia Caetani Lovatelli riuscì a far conoscere nei migliori salotti culturali dell’epoca i prodotti di Argiano – tanto che il Carducci li declamò con il verso «nella quale asprezza mi tersi col vin d'Argiano, il quale è molto buono».

Nel 1967 Argiano fa la storia del Brunello di Montalcino partecipando come azienda fondatrice alla nascita del Consorzio. Nel 1992 la Tenuta passa dai Caetani Lovatelli alla contessa Noemi Marone Cinzano, che introduce importanti innovazioni nella gestione dell’azienda vinicola e alla quale si deve il rilancio del brand. Con la contessa arriva l’enologo di fama mondiale Giacomo Tachis; un sodalizio straordinario che porterà alla nascita di Solengo, un Supertuscan a Montalcino.
Nel 2013 l’azienda viene rilevata dalla famiglia brasiliana Esteves e la guida è affidata a Bernardino Sani, che dal 2015 ne firma anche i vini.

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