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Sezioni Unite: ammortamento alla francese, in arrivo una sentenza epocale sui mutui

Molti finanziamenti rischiano di essere riformulati con alti costi per il sistema bancario

di Federica Pezzatti

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3' di lettura

Una nuova mina per il settore del credito potrebbe arrivare dalle Sezioni Unite della Cassazione. In discussione c’è il metodo di ammortamento alla francese, il criterio più comune utilizzato dalle banche per calcolare il piani di rientro dei mutui. Nel dettaglio, per chi non lo sapesse, si tratta di un piano in cui la quota capitale tende ad aumentare nel tempo, mentre quella di interessi si riduce in modo corrispondente.

La prima presidente della Corte Suprema di Cassazione, Margherita Cassano , con provvedimento del 6 settembre 2023, ha rimesso alle Sezioni Unite la questione inerente alle conseguenze che derivano dall’omessa indicazione, all’interno di un contratto di mutuo bancario, del regime di capitalizzazione composto degli interessi debitori, a fronte della previsione per iscritto del tasso annuo nominale Tan, e del prospetto della modalità di ammortamento alla francese.

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L’interrogativo

Il dubbio sorto alla Cassazione è di stabilire se l’omessa indicazione del regime composto della capitalizzazione degli interessi, possa comportare l’indeterminatezza del contratto di mutuo e quindi, in base all’art.117 del Tub, comma 4, la violazione della trasparenza e dunque, ai sensi del comma 7 dello stesso articolo, la rideterminazione del tasso BoT degli interessi passivi del mutuo.

Come spiega Aldo Angelo Dolmetta, già giudice della Corte di Cassazione, sezione prima civile e professore Ordinario di Istituzioni di Diritto Privato, «in particolare, se tale carenza di espressa previsione negoziale possa comportare, o meno, da un lato l’indeterminatezza del relativo oggetto con conseguente nullità strutturale in forza del combinato disposto degli articoli 1346 e 1418, secondo comma, codice civile, dall’altro e soprattutto – stante la specialità della materia bancaria, soggetta alla disciplina del d.lgs. n.385 del 1993 (Tub) – la violazione delle norme in materia di trasparenza e, segnatamente, di quella di cui all’articolo 117, comma 4, Tub. Un fatto che impone, sotto pena di nullità, che i contratti indichino il tasso d’interesse e ogni altro prezzo e condizione praticati, inclusi, per i contratti di credito, gli eventuali maggiori oneri in caso di mora».In sostanza si tratta di stabilire, riguardo al piano di ammortamento alla francese, se il finanziamento sia viziato per la mancata indicazione specifica di tale condizione economica.

Si tratta di una decisione che potrebbe avere conseguenze di forte impatto sul settore dei mutui in quanto se la decisione delle Sezioni Unite dovesse confermare effettivamente la carenza informativa negoziale e quindi l’indeterminabilità del tasso – spiega Dolmetta – molti mutui andrebbero riformulati con un elevato costo per il sistema bancario in quanto notoriamente il sistema di ammortamento alla francese è ben più oneroso di un piano formulato con l’interesse semplice».

Il rinvio del giudice di Salerno

La questione ha avuto origine quando il giudice del Tribunale di Salerno, Mattia Caputo, con ordinanza del 19 luglio 2023, ha fatto ricorso al nuovo articolo 363-bis del codice di procedura civile (Rinvio pregiudiziale). Il magistrato ha rinviato alla Suprema Corte la risoluzione delle criticità emerse in un giudizio, puntando sul fatto che in primis la questione è necessaria alla definizione anche parziale del giudizio e non è stata ancora risolta dalla Corte di Cassazione, inoltre l’argomento presenta gravi difficoltà interpretative e infine la questione è suscettibile di porsi in numerosi giudizi.

La presidente Cassano, tenuto conto anche che la dottrina ha in passato preso diverse posizioni sul tema e «valutando che la questione né sporadica né episodica, ma suscettibile di porsi in numerosi giudizi, presentando uno spiccato carattere di serialità» ha ritenuto di dover assegnare la questione alle Sezioni unite civili.

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