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Napolitano operato all’addome. Decorso buono, presto fuori da terapia intensiva

Intervento allo Spallanzani di Roma. L’ex presidente è sveglio con quadro clinico stazionario

Aggiornato il 22 maggio 2022 alle 19.20

Napolitano e la crisi dello spread

2' di lettura

Procede «bene» la fase post operatoria per il presidente della Repubblica emerito, Giorgio Napoletano, sottoposto ad un intervento chirurgico all’addome presso il Dipartimento Interaziendale dell’Azienda San Camillo-Forlanini ed Inmi Spallanzani. È quanto si apprende da ambienti sanitari secondo cui se «procede tutto bene, presto il paziente potrebbe essere trasferito in reparto».

Il ricovero allo Spallanzani

Era stato ieri lo stesso Istituto Spallanzani a comunicare il 21 maggio l’intervento di Napolitano: «Il Presidente Emerito è stato sottoposto ad un intervento chirurgico dall’equipe del Prof. Giuseppe Maria Ettorre presso il Dipartimento Interaziendale dell’Azienda San Camillo-Forlanini ed Inmi Spallanzani. L’intervento – scriveva l’istituti – condotto con tecnica mininvasiva è riuscito. Attualmente il paziente è ricoverato presso la Terapia Intensiva dell’Inmi Spallanzani. Il Presidente è sveglio con quadro clinico stazionario. La prognosi resta riservata».

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Intervento all’addome

Ha fatto un intervento «all’addome» il presidente emerito Giorgio Napolitano. «Sta bene ed ha superato l’intervento. Le sue condizioni sono compatibili con quelle di un paziente della sua età», aveva spiegato subito dopo l’intervento Giuseppe Maria Ettorre, del Dipartimento interaziendale dell’azienda San Camillo-Forlanini ed Inmi Spallanzani di Roma, il chirurgo addominale a capo dell’équipe che ha operato Napolitano. Per il resto massima riservatezza.

Il precedente

Napolitano, 97 anni il 29 giugno, già nel 2018 era stato ricoverato al San Camillo di Roma dove era stato sottoposto a un intervento al cuore (resezione parziale dell’aorta) per problemi circolatori. Napolitano si era poi dovuto sottoporre a riabilitazione motoria. Numerose le cariche istituzionali che in quella occasione fecero visita all’ex capo dello Stato, non ultimo il suo successore Sergio Mattarella.

Una presenza sempre più diradata

Dall’intervento del 2018 l’ex inquilino del Colle ha diradato la sua presenza fisica a Palazzo Madama, pur continuando a seguire la vita politica. Nelle consultazioni condotte dal capo dello Stato per la nascita dei governi Conte II, nel 2019, e Draghi, nel 2021, seppure telefonicamente, Mattarella ha sentito il consiglio del suo predecessore. E al momento di entrambi i voti di fiducia Napolitano - pur assente in aula «per motivi di salute», come egli stesso disse - volle far conoscere pubblicamente il suo appoggio ai due esecutivi. Sempre da casa, il 3 febbraio scorso seguì «con partecipazione» la cerimonia di insediamento per il secondo mandato alla presidenza della Repubblica di Mattarella.

Primo capo dello Stato a fare il bis

Nato a Napoli, nel 1945 aderisce al Partito comunista italiano. Verso la fine degli anni 60 è uno dei principali seguaci nel partito di Giorgio Amendola, fautore di una linea ispirata al socialismo democratico. È stato presidente della Camera e ministro dell’Interno del primo governo Prodi. Eletto deputato nel Pci e poi nel Pds, è stato a montecitorio dal 1953 al 1996 (saltando solo la IV legislatura). Eletto presidente della Repubblica nel 2006 e stato rieletto per un secondo mandato (prima volta nella storia) nel 2013. Si è poi dimesso nel gennaio del 2015.

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