TURISMO RURALE

Nasce a Bardolino un nuovo cammino lungo 100 km tra le vigne del Garda

18 Itinerari tra vigneti e paesaggi lacustri, che incrociano cantine e punti di interesse storico-architettonico

di Giambattista Marchetto

Bardolino (foto Zanetti)

4' di lettura

A 30 chilometri da Verona, sulla sponda orientale del lago di Garda, nel cuore della Riviera degli Ulivi, il piccolo borgo di Bardolino dà il nome a una Doc vinicola imperniata sull'area che circonda il lago. E proprio nell'areale della denominazione si estende il Cammino del Bardolino: 100 chilometri di sentieri circondati da vigne, affacciati sul lago di Garda, percorribili a piedi o in bicicletta, su 18 diversi percorsi naturalistici.Al progetto ha lavorato lo studio Land, che ha elaborato l'idea a partire dall'analisi di un territorio già vocato al turismo e attraversato da sentieri storici e percorsi naturalistici preesistenti, risistemati per costituire l'ossatura del nuovo sistema ciclopedonale. Il Cammino di Bardolino diventa così un'altra risorsa preziosa del turismo rurale italiano.

Un cammino enoturistico

Scoprire il Cammino del Bardolino significa tornare a un turismo lento e in sicurezza, alla larga da assembramenti e ritmi frenetici. Il percorso collega sei centri abitati (Bardolino, Affi, Costermano, Cavaion Veronese, Garda e Rivoli) e mette in rete 61 aziende vitivinicole che hanno contribuito a preservare il paesaggio agreste, con le colline che digradano sul litorale gardesano. Il completamento del progetto ha portato all'installazione di 53 cartelli informativi (dotati di QRcode per la consultazione via app) che indicano il tracciato e forniscono informazioni e curiosità su luoghi di interesse storico (compreso il Museo del Vino, a Costabella di Bardolino), religioso e artistico e prodotti tipici del territorio. Ognuno può scegliere in mappa percorsi che spaziano dai tracciati più brevi (3 o 4 chilometri) alle camminate più impegnative fino a 20 chilometri. E il Cammino del Bardolino è un percorso a tutti gli effetti enoturistico, dato che alcune delle strutture legate alle cantine offrono anche la possibilità di soggiornare, per vivere al meglio l'esperienza e svegliarsi affacciati sui vigneti.

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Borgo di pescatori ricco di storia

Bardolino è un borgo ricco di un patrimonio storico e artistico. La sua storia risale almeno all'età del Bronzo, grazie a testimonianze di insediamenti umani. Ma è soprattutto l'atmosfera medievale che si respira quando si cammina tra le vie del paese. Qui si può scorgere ciò che resta delle mura del borgo (XII secolo). Secondo alcune fonti, le prime strutture difensive risalirebbero persino al IX secolo, quando re Berengario permise la costruzione di fortilizi a difesa dei paesi, tra le quali l'originario castello di Bardolino. All'epoca il borgo presentava una cinta muraria quadrata aperta verso il Lago e questa configurazione rimase invariata, salvo un ampliamento in epoca scaligera, fino al XVII secolo. Oggi è possibile passeggiare tra Porta San Giovanni e Porta Verona, scorgendo una delle torri nella zona del porto e poche tracce del circuito murario. Anche la struttura originaria del castello subì diverse modifiche nei secoli fino all'epoca degli Scaligeri, quando assunse la configurazione attuale.È invece tuttora preservato l'impianto regolare del borgo, impostato su una serie di strade strette e perpendicolari dirette al lago, costruite una dietro l'altra a formare un pettine dai tempi in cui Bardolino era un villaggio di pescatori.

Ville venete sul lago

Non mancano le tracce architettoniche del dominio della Serenissima Repubblica di Venezia (1405-1797), che portò il borgo al culmine del suo splendore. Bardolino e le sue colline sono state infatti meta ambita dell'aristocrazia veneta, che sceglieva una vacanza in questo angolo sul Garda non solo per la sua bellezza, ma anche per la vegetazione e il clima salubre. Questi fattori furono fondamentali per la crescita urbanistica del paese, che negli anni si arricchì di dimore nobiliari all'interno di grandi proprietà agricole. Ecco allora sulle sponde del Lago di Garda Villa Guerrieri-Rizzardi-Loredan, oggi Borgo Bardolino, e la vicina Villa Giuliari Revedin-Gianfilippi Canestrari-Compostrini del XVII secolo, o come Villa Terzi-Cristanini, con elementi gotici e decorazioni settecentesche. L'itinerario tra le altre numerose ville in stile veneto prosegue con Villa Bassani-Raimondi, nel cuore del centro storico, Villa Revedin o ‘delle Magnolie', Villa Carrara-Bottagisio oggi sede della biblioteca comunale, Villa Ferrari con il grande parco, l'imponente Villa Guerrieri, Villa Belvedere (oggi sede del Gruppo italiano vini) e Villa Bettellini con la chiesetta di San Francesco. Alcune delle ville venete di Bardolino si possono visitare, altre solo ammirare da fuori. Ci sono quelle con rigogliosi giardini e quelle che hanno visto il passaggio di importanti personaggi. Sono tredici su tutto il territorio comunale e raccontano in qualche modo la storia della città.

Itinerario del gusto

L'area di Bardolino è ricca di prodotti di eccellenza, a partire da olio e vino, ma anche una ricca varietà di pesci che occupano un ruolo importante nella proposta gastronomica locale.La produzione vinicola affonda le radici nel Medioevo, quando era in mano ai monaci, ma solo nel XIX il vino venne denominato ufficialmente “Bardolino”. Oggi le cantine all'interno del territorio sono un centinaio e producono Bardolino Doc e Bardolino Classico Doc, il Chiaretto e il Novello. Le tradizioni e i segreti dell'arte enoica sono racchiusi nel Museo del Vino della Cantina Zeni, in località Costabella, che propone un percorso tra i macchinari e gli attrezzi più antichi e rudimentali, raccontando la trasformazione dell'uva in vino. Anche l'olio ha segnato il paesaggio. Nel periodo rinascimentale il territorio di coltivazione ha assunto la forma che rende caratteristico il paesaggio del Garda ancora oggi. I pendii furono ridisegnati con sistemi di terrazzamento affacciati sul lago. Sono tanti gli oleifici presenti lungo la riviera e anche i monaci dell'Eremo di San Giorgio producono il loro olio, una testimonianza dell'antico legame tra la religione e questo prodotto pregiato. L'olio del Garda non è solo antichissimo, è anche il più a nord del mondo (al limite quindi del 46° parallelo). Il Museo dell'olio, voluto da Umberto Turri dello storico Oleificio Cisano, è il primo mai realizzato in Italia. Il passaggio al turismo come attività principale di Bardolino ha ridotto la presenza dei pescatori nel piccolo borgo, ma il pesce di lago è ancora protagonista sulla tavola. Sulle tavole di Bardolino spiccano però altre varietà di pesci: trota, lavarello, salmerino, sarda lacustre, arborella, tinca, anguilla, cavedano e luccio. E non mancano i prodotti della terra: dall'asparago bianco di Rivoli Veronese al radicchio di Verona, dal tartufo nero del Monte Baldo al Monte Veronese dei pascoli della Lessinia, senza dimenticare il Marrone di San Zeno di Montagna, in abbinamento al Bardolino e al Novello.

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