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Nel post Covid il contract torna a correre veloce

Nicola Coropulis

di Giulia Crivelli

1' di lettura

Il ceo di Poltrona Frau non ama particolarmente il termine contract, preferisce parlare di grandi progetti per spazi pubblici o privati, come gli auditorium delle università o delle aziende. «Capisco che la parola sia entrata nell’uso comune, ma è quasi riduttiva – spiega Nicola Coropulis, ceo della storica azienda, famosa soprattutto per gli imbottiti in pelle –. Per questo abbiamo tre divisioni che si chiamano casa&ufficio, custom design e interiors in motions e tutte hanno un grande potenziale negli Stati Uniti». Con il rallentamento della Cina, il mercato americano è diventato ancora più importante e Poltrona Frau si rivolge sia a proprietari di case sia a grandi aziende, teatri e altri spazi pubblici. «Il ruolo di mediazione di architetti e designer è centrale negli Stati Uniti. Le nuove generazioni però si avvicinano in modo più diretto a mobili e complementi, anche grazie a internet». Dal 2014 Poltrona Frau, fondata nel 1912, è controllata da Haworth, leader americano nell’arredo per uffici, ma ha mantenuto e anzi rafforzato le radici italiane: «Da mondi apparentemente lontani che si incontrano nascono le cose migliori - conclude il ceo –. Haworth ci indica la strada sulla multicanalità, ad esempio. E allo stesso tempo ci consente di pensare in grande: nel 2023 apriremo il nuovo spazio di New York, oltre 2mila metri sulla Madison Avenue, e vogliamo crescere negli arredi per yacht e per le lounge degli aeroporti».

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