ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùRisparmio gestito

Nel primo trimestre raccolti dai gestori 11 miliardi. Scende il patrimonio

Il principale contributo è arrivato dai fondi aperti che hanno incassato 12,8 miliardi. Negative le gestioni di portafoglio (-3,1 miliardi). Pir positivi per 160 milioni

di Isabella Della Valle

(Africa Studio - Fotolia)

2' di lettura

Nei primi tre mesi dell’anno nelle casse dei gestori di patrimoni sono entrati 10,9 miliardi, grazie al contributo dei fondi aperti che hanno portato in dote 12,8 miliardi e compensato la perdita delle gestioni di portafoglio, in rosso per oltre 3 miliardi (-7 miliardi le altre gestioni dei quali -6,4 solo del Gruppo Poste Italiane ). Il pesante clima di incertezza che si respira da un po’ di tempo sui mercati non ha arrestato i flussi di raccolta, ma si è fatto sentire sul patrimonio complessivo del sistema: le masse sono scese sotto i 2.500 miliardi (2.486 per la precisione), con un decremento del 3,5% rispetto al dato di fine dicembre. Questo, in sintesi è quanto risulta dalle consuete statistiche trimestrali diffuse da Assogestioni.

I fondi

Da gennaio a fine marzo anche, nonostante la forte volatilità dei listini, sono stati gli azionari a riscuotere i maggiori consensi e con un saldo pari a 9,2 miliardi hanno inoltre migliorato il dato rispetto all’ultimo trimestre del 2021 (6,9 miliardi). Stessa impostazione per i bilanciati che hanno chiuso i battenti del periodo con un risultato di 5,2 miliardi (5 a fine dicembre), mentre ci sono state due decise inversioni di rotta da parte degli obbligazionari e dei monetari. I primi sono passati da +2,1 miliardi del trimestre precedente agli attuali -5,4, i secondi, invece, hanno riportato i conti in attivo in maniera quasi speculare: da -3,1 a + 3,4 miliardi. In forte rallentamento, ma sempre in territorio positivo i flessibili, passati da 2 miliardi a 364 milioni. In termini di domiciliazione i prodotti di diritto estero tengono saldamente le redini con 12,8 miliardi, mentre gli italiani viaggiano con un deficit di 72 milioni (+3 miliardi il trimestre precedente).

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Le società

Intesa Sanpaolo è il gruppo che nel trimestre ha registrato la raccolta più elevata (3 miliardi grazie soprattutto alle gestioni retail targate Fideuram), seguito da Amundi (2,7 miliardi) e da Generali (2,3 miliardi) che invece hanno puntato sui fondi aperti. Particolarmente positivi anche i conti di Deutsche Bank (1,9 miliardi), di JP Morgan Asset Management (1 miliardo) e di Mediobanca (828 milioni). Bilancio trimestrale negativo, invece, per Poste Italiane (-5,3 miliardi), Allianz (-475 milioni), Azimut (-227 milioni), Invesco e Credit Suisse (-557 milioni rispettivamente), Bnp Paribas (-665 milioni), Shroders (-487 milioni) e Credit Suisse (-557 milioni).

I Pir

I piani individuali di risparmio nel primo trimestre dell’anno hanno incassato 160 milioni, mentre il patrimonio è sceso a 19,8 miliardi rispetto ai 21,2 di fine dicembre. Inevitabile anche in questo caso l’effetto mercato. La maggior parte dei flussi si è indirizzata sui prodotti bilanciati (147 milioni). Raccolta positiva anche per i Pir alternativi nelle cui casse sono entrati 83,4 milioni e che viaggiano con un patrimonio di 1,8 miliardi.

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