Crisi aziendali

Pernigotti, niente esuberi ma investimenti e altri 12 mesi di Cig

A due anni dall’inizio della vertenza, salvi i posti di lavoro all’azienda dolciaria che mette 4 milioni sul rilancio degli stabilimenti di Novi Ligure e Milano

di Micaela Cappellini

(ANSA)

1' di lettura

Dopo una vertenza durata due anni, è stata raggiunta al tavolo del ministero dello Sviluppo Economico l’intesa che salva i 90 esuberi dichiarati dalla Pernigotti. Per l’impresa piemontese è stata infatti prorogata di 12 mesi la cassa integrazione per riorganizzazione senza esuberi, mentre il piano di rilancio aziendale prevede 4 milioni di investimenti destinati ai siti produttivi di Novi Ligure e Milano, con interventi strutturali che permetteranno di potenziare la produzione interna, rendendola continuativa e non più legata alla stagionalità.

Soddisfatti i sindacati: «Si tratta di un buon risultato - spiega il segretario generale Fai Cisl di Alessandria-Asti, Enzo Medicina - è stato previsto un piano di investimenti condiviso tra le parti che, anzitutto, continua a garantire i livelli occupazionali. Fondamentale sarà la formazione dei lavoratori, indispensabile per una riqualificazione e crescita professionale». La vertenza non è ancora chiusa, ma quello avviato al Mise è l’inizio di un percorso che può traghettare definitivamente l'azienda fuori da questo lungo periodo di crisi.

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«Dopo due anni di vertenza - aggiunge il segretario generale della Fai Cisl, Onofrio Rota - ora è davvero necessario garantire continuità produttiva e occupazionale. Gli ammortizzatori sociali, prorogati di un anno, permetteranno all'azienda di concentrare gli investimenti su formazione, reindustrializzazione degli stabilimenti e progettualità, elementi imprescindibili per una realtà di eccellenza del Made in Italy nel mondo».

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