Grandi ritorni

Nuovi progetti ridanno vita ai mobili della tradizione

Dalle vetrine ai paraventi, elementi quasi dimenticati tornano a impreziosire le case con una combinazione tra artigianato e ricerca

di Antonella Galli

La coiffeuse Vanity di Bontempi, design Solido Studio, con specchio, lampada e piano in marmo

3' di lettura

Sono ancora nei nostri ricordi vetrine e cabinet, coiffeuse e paraventi che popolavano le dimore nobili o borghesi, di campagna o di città fino agli anni Sessanta. Tipologie cadute per lungo tempo in disuso, sinonimo di stili di vita superati e di tempi in cui i mobili erano opere artigiane e non produzione industriale. Ma, come spesso accade, il futuro è un ritorno e oggi questi arredi d’antan trovano posto nelle nuove collezioni come elementi singoli, intrisi di preziosismi, che rendono la casa un crocevia di memorie e ricerche.

Da sempre in prima fila nell’attivazione di queste memorie è Fornasetti, che compie un continuo scavo, più onirico che nostalgico, in tipologie e decori del passato. Per dirla con Ettore Sottsass, «i brandelli che Fornasetti raccoglie per rifare il mondo sono questi: metafore senza retroterra di un mondo non esistito ma immaginato». Tra i cabinet di Fornasetti, antico tipo di contenitore dalla doppia anta e su alte gambe, spicca il Coromandel, rivestito da un decoro elaborato da Piero Fornasetti negli anni Cinquanta. Su una base blu o bordeaux combina fiori, foglie, volatili e farfalle dipinti a mano su foglia d’argento. Il nome richiama l’Oriente e quelle chinoiseries che giungevano nelle ricche dimore europee dalla costa indiana di Coromandel, dove i mercantili olandesi e inglesi caricavano merci da tutta l’Asia.

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Un prezioso cabinet è parte anche della nuova collezione di Dom Edizioni, marchio fondato e diretto da Domenico Mula: si tratta di Sphera, contenitore in legno laccato nero in cui sono incastonate, secondo una trama ortogonale, ben 144 semisfere in vetro di Murano. «L’idea è nata dalle borchie dei grandi portoni cinesi – afferma Mula –. C’è un ritorno all'arte del ricevere in casa. Ho creato Sphera come uno scrigno affinché potesse contenere i “servizi buoni”, i cristalli, le tovaglie ricamate».

Il tema della semisfera torna anche nel cabinet Melody di Cantori, una madia alta in legno dal sapore vintage riletta in chiave contemporanea: il designer Luca Roccadadria ha reso tridimensionali le due ante in metallo con l’inserzione di quattro semisfere alternate, una per ciascun quadrante del frontale.

Le vetrine Echo di Marcel Wanders per Fiam Italia, con pareti in vetro a motivi tridimensionali

Tra i ritorni delle abitudini perdute c’è anche il coltivare tempo per sé, che nell’universo femminile significa tempo per la cura personale: niente lo rappresenta meglio del tavolo vanity, o coiffeuse, con specchio e contenitori, dove dedicarsi al make up o ai gioielli. Lo riedita Bontempi in chiave attuale con la consolle Vanity, design Solido Studio, arricchita da specchio e lampada, personalizzabile con finiture in metalli preziosi, essenze di legni e marmi.

Il brand Ceccotti, che non ha mai smarrito le connessioni con la tradizione ebanistica, propone Dorotea, un vanity table di Roberto Lazzeroni in massello di noce americano: «Dorotea è connotata da un segno scattante – spiega il designer, – da forme femminili e sinuose; una ribalta ritagliata sul piano si apre svelando uno specchio e un contenitore in acero bianco. Ho sempre avuto un rapporto fecondo con la memoria delle cose, tanto da definire il mio design come sentimentale».

La vetrina, contenitore dalle pareti in vetro per esporre soprammobili e stoviglieria, ritorna nelle splendide finiture di Echo, mobile ideato da Marcel Wanders Studio per Fiam Italia, in cui la superficie del vetro, realizzata con un processo di fusione ad alta temperatura, è definita da motivi tridimensionali geometrici che rifrangono la luce senza perdere la trasparenza.

Anche il paravento vanta più di una ragione per il suo ritorno nelle case, poiché si presta perfettamente nel definire aree di privacy senza interrompere la fluidità degli spazi. Lo ripropone in versione sofisticata e contemporanea Poltrona Frau con il separé modulare Plot, firmato da GamFratesi, in cui una cornice lineare sostiene un intreccio di fasce di pelle che delineano il profilo di un cerchio (Round) o di un quadrato (Square).

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