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Nuovo piano per Cnh Industrial. Spinta sul verde, rebus spin-off

Il 3 settembre a New York saranno rivelate le strategie del gruppo. Pesa l'incognita recessione: ieri il taglio delle previsioni dei rivali di John Deere

di Filomena Greco


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(Agf)

3' di lettura

Cnh Industrial spinge l’acceleratore sulle motorizzazioni a gas naturale, non soltanto nel settore dei veicoli commerciali, e scommette sull’innovazione. Nell’arco di due anni il ramo Industrial di Exor ha messo a punto un concept di veicolo a metano sia per il settore agricolo che per quello delle costruzioni, tutto questo mentre consolida la leadership di mercato in Europa sulle motorizzazioni «blue» (a gas naturale) anche nel trasporto pesante. Ne è un esempio l’ultima generazione di truck presentata in Spagna all’inizio di luglio sotto l’insegna di Iveco S-Way. Sul fronte dell’autonomous driving, poi, c’è da dire che l’industrializzazione del trattore autonomo presentato nel 2016 procede.

I CONTI IN SINTESI

Risultati del primo semestre

Anche di questo terrà conto il nuovo piano industriale che il gruppo guidato da poco meno di un anno dal ceo Hubertus Mühlhäuser presenterà a New York il 3 settembre prossimo. La trimestrale di inizio agosto ha costretto il management a ritoccare verso il basso le previsione sui ricavi – da 28 a 27-27,5 miliardi di dollari – mantenendo però invariate le stime sul valore delle azioni (in crescita, tra 0,84 e 0,88 dollari) e sul calo dell’indebitamento, forte del miglioramento sull’utile netto (+4,7%). Sul risultato del secondo trimestre dell’anno - ricavi consolidati a -6% rispetto al 2018, -2% a cambi costanti – hanno pesato cambio e mercato, in egual misura. Difficile dire se Cnh Industrial annuncerà a settembre novità sul fronte cessioni o spin off. Durante l’ultima assemblea dei soci il ceo Mühlhäuser ha ribadito come il gruppo consideri «core tutti i nostri business». La fase di miglioramento della redditività e di riduzione dell’indebitamento «verso l’azzeramento» sembra avviata, tanto che Fitch a luglio ha elevato l’outlook da stabile a positivo. La sfida è mantenere la rotta in una fase in cui le incertezze politiche pesano a livello internazionale su un Gruppo che, a differenza della sorella maggiore Fca, è più radicato in Emea – l’Europa rappresenta circa la metà dei ricavi e ha assorbito nel 2018 i due terzi degli investimenti – e in Borsa vive una fase di recupero da inizio 2019 ma è sotto rispetto ai valori registrati un anno fa.

L'ALTALENA DEL TITOLO

Andamento da inizio d'anno (Fonte: Ufficio studi)

Tra le tendenze emerse nel primo semestre dell’anno ce n’è una che promette di pesare sul futuro piano industriale: la domanda europea nel settore veicoli industriali e autobus continua a mantenersi ad un livello elevato, supportata da tassi di interesse bassi e spinta dalla transizione verso veicoli a più basse emissioni, compresi autobus elettrici e ibridi e veicoli commerciali a gas naturale. In Europa dunque peserà più che altrove il tema della sostenibilità ambientale, processo che sta travolgendo il mondo auto ma che promette di incidere anche sul settore dei commerciali. Qui Cnh Industrial gioca d’anticipo grazie alla posizione consolidata che vanta nelle motorizzazioni a metano, strategiche nella transizione verso elettrico e idrogeno e con l’ambizione di conquistare anche il mondo dei truck e del trasporto a lungo raggio.Senza dimenticare la presenza di Cnh Industrial, con il marchio Heuliez bus, nel comparto dei mezzi elettrici. A maggio scorso la firma del più consistente ordine di autobus full electric per il Gruppo, una partita da 133 milioni destinata alla francese Ratp.

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E se la sostenibilità ambientale – accanto a riduzione dei costi di esercizio e maggiore efficienza – può diventare la cifra del futuro piano industriale per l’Europa, il tema dell’innovazione si candida a fare da driver nel settore Agriculture, fortemente radicato nelle Americhe. Dove peraltro non mancano i timori di recessione e i problemi causati anche dalle tensioni Usa-Cina, segnalati ieri dal taglio dell’outlook sugli utili della rivale John Deere, il secondo in quattro mesi. L’industrializzazione dei servizi di Cnh per l’agricoltura di precisione e il controllo a distanza procede, con una possibilità di sviluppo duplice: mettere sul mercato il primo trattore senza guidatore in cabina (New Holland Agriculture) o puntare dritto a una nuova generazione di macchine guidate in remoto (Case). Anche nell’Agriculture resta però altissima l’attenzione all’ambiente: New Holland Agriculture ha testato prototipi alimentati a biometano prodotto da biomasse di scarto. Il “sogno” industriale della farm green capace di autoalimentarsi e ridurre le emissioni di CO2.

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