ECONOMIA CIVILE

Ocse: strategico sostenere il passaggio delle cooperative alla sostenibilità

Lama, Cauto e Programma Integra: 3 studi di fattibilità finanziati da Invitalia sulla base del programma Mise per supportare le coop sull’Agenda 2030

di A. Mac.

3' di lettura

Le scelte di localizzazione delle cooperative nei territori meno sviluppati del nostro Paese ha consentito di creare occupazione, svolgendo anche un importante ruolo economico e sociale. Inoltre, per favorire il potenziamento della produttività delle cooperative italiane verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile, un ruolo importante lo avranno le risorse messe a disposizione dal Recovery Plan. È quanto emerge dal Rapporto dell’Ocse “Dimensione territoriale della produttività nelle cooperative italiane” presentato il 30 marzo.

Dai dati presentati è emerso come le cooperative, al pari delle altre imprese, stanno subendo le conseguenze derivanti dal Covid, tra cui il calo dei fatturati e la riduzione delle opportunità di finanziamento. Per fronteggiare queste sfide, secondo l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico, è necessario adottare misure di sostegno tempestive per garantire una continuità nella loro attività economica e salvare posti di lavoro nel breve termine. Negli anni le cooperative hanno, infatti, svolto una funzione anticiclica e grazie anche all'innovazione e al digitale emerge grande capacità di rilancio e resilienza.

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Ecco le principali raccomandazioni politiche del report (scaricabile qui dalla pagina di Invitalia):

• Incoraggiare una narrazione che metta al centro il nesso cruciale tra produttività e impatto sociale, obiettivi non contrapposti ma sinergici;
• Evidenziare la funzione anticiclica delle cooperative nei processi di creazione di
occupazione in tempi di crisi, con particolare riguardo ai gruppi svantaggiati;
• Garantire che le misure genericamente rivolte alle pmi siano accessibili alle cooperative di piccole e medie dimensioni, eliminando barriere legali e asimmetrie informative (es. segmentazione nella divulgazione delle politiche), salvo non vi sia una chiara ratio;
• Includere le cooperative nel percorso dell'Italia verso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile;
• Promuovere una raccolta organica (one-stop-shop) di informazioni sulle politiche nazionali, regionali e locali per le cooperative.

Il rapporto è stato presentato all’evento digitale “Produttività e sostenibilità: la sfida delle Cooperative”, in cui sono stati illustrati i recenti risultati del Programma di attività per la promozione e lo sviluppo del sistema cooperativo italiano, e dove si sono confrontati sugli scenari futuri i protagonisti del mondo no profit e i principali attori istituzionali.

Tre studi di fattibilità

Sono stati presentati tre studi di fattibilità realizzati nell'ambito dei bandi aggiudicati nel 2019 e finanziati dal Ministero dello Sviluppo economico, in collaborazione con Invitalia, sul tema della responsabilità sociale d'impresa, come contributo al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030.

Il primo studio, che ha come capofila la Cooperativa Lama di Firenze, punta a un maggiore coinvolgimento dei cittadini verso l'urbanizzazione inclusiva e sostenibile, attraverso una forte partnership tra pubblico e privato.

Il secondo studio, a cura della cooperativa romana Programma Integra, si occupa di tracciabilità e trasparenza della produzione attraverso una piattaforma digitale che consente alle cooperative di lavorare assieme per aumentare la visibilità esterna della produzione, sottolineando le potenzialità economiche del mercato cooperativo e l'importanza di creare un rapporto con il mondo profit.

La cooperativa Cauto di Brescia (nella foto in alto, addetti al servizio di igiene urbana) infine, lancia nel terzo studio un modello organizzativo e di governance capace di valorizzare i principi cooperativi, promuovendo forme di corresponsabilità di soci e lavoratori con un accento sull'importante tema delle competenze.

«Gli studi di fattibilità finanziati da Invitalia nell'ambito del Programma Mise, così come le risultanze del rapporto Ocse, certificano ancora una volta la centralità del movimento cooperativo, e in particolare delle esperienze di imprenditoria sociale, nel promuovere dinamiche di crescita socio-economica inclusive, sostenibili e attente all'impatto sul clima, sulla salute e sull'equità sociale - ha sottolineato Enzo Durante, Dirigente Incentivi e Innovazione Invitalia - Bisogna adesso assicurare continuità agli studi di fattibilità finanziati, anche facilitando il raccordo tra questi e gli incentivi gestiti da Invitalia, a partire da quelli più rispondenti ai modelli di business sviluppati, come digital transformation ed economia circolare, e puntando su quelli specificamente rivolti alle cooperative e alle imprese sociali, come Italia Economia Sociale».

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