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Via libera Ue all’«Airbus» delle batterie elettriche: in campo Italia e altri 6 Paesi

Delle 17 aziende partecipanti, cinque sono italiane o hanno una sede in Italia: Enel X, Endurance, FAAM, Solvay e Kaitek

di Beda Romano

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Delle 17 aziende partecipanti, cinque sono italiane o hanno una sede in Italia: Enel X, Endurance, FAAM, Solvay e Kaitek


2' di lettura

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES – In un contesto segnato dall'ambizioso tentativo dell'Unione europea di darsi una politica industriale che sia al tempo stesso paneuropea ed ecologica, la Commissione europea ha dato lunedì 10 novembre a sette paesi – tra cui l'Italia – il benestare ad aiuti di Stato per un totale di 3,2 miliardi di euro. Il denaro andrà utilizzato per la ricerca e lo sviluppo di nuove batterie, più durevoli e più resistenti di quelle attualmente in commercio.

«La produzione di batterie– ha spiegato la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager - riveste un interesse strategico (…) dato il suo potenziale in termini di mobilità̀ pulita e di energia, creazione di posti di lavoro, sostenibilità̀ e competitività̀ (…) L'aiuto garantirà̀ che questo importante progetto possa essere realizzato senza falsare indebitamente la concorrenza». In passato, Bruxelles approvò aiuti di Stato per un altro progetto ritenuto di «comune interesse europeo», legato ai microprocessori.

Francia e Germania apripista
Il progetto è stato voluto da Francia e Germania, ma altri cinque paesi si sono nel frattempo accodati: oltre all'Italia, anche il Belgio, la Svezia, la Polonia e la Finlandia. Il progetto, a cui dovrebbero partecipare direttamente 17 entità pubbliche e private e indirettamente altri 70 centri-studi o aziende, deve completarsi entro il 2031. Il settore delle batterie è politicamente delicato ed economicamente cruciale. Una parte consistente dell'industria del futuro si baserà su pile ad alto contenuto tecnologico.

Secondo la Commissione europea, la ricerca si concentrerà su quattro settori: materie prime, celle e moduli, sistemi di batterie, ridestinazione e riciclaggio. “Il sostegno pubblico – ha spiegato l'esecutivo comunitario in un comunicato – è (…) necessario per incentivare le imprese a realizzare gli investimenti”. Dei 3,2 miliardi, 570 milioni di euro verranno dall'Italia. Delle 17 aziende partecipanti, cinque sono italiane o hanno una sede in Italia: Enel X, Endurance, FAAM, Solvay e Kaitek.

Il benestare comunitario giunge in un momento cruciale. Da un lato, la nuova Commissione presieduta da Ursula von der Leyen vuole promuovere la nascita di una politica industriale europea, che non sia solo la mera somma di politiche nazionali. Non per altro al commissario francese Thierry Breton è stato affidato un portafoglio molto ampio, che include il digitale, lo spazio, la difesa, l'industria e il mercato unico, con un bilancio stimato di oltre 30 miliardi nel periodo 2021-2027.

Il Green New Deal
L'obiettivo è di sfruttare appieno il volano del mercato unico, per meglio competere con gli Stati Uniti o la Cina, che per la loro taglia geografica ed economica possono beneficiare di straordinarie economie di scala. Dall'altro, questa settimana la stessa Commissione europea pubblicherà una comunicazione dedicata al Green New Deal, a un progetto di 1.000 miliardi di euro che deve servire non solo a raggiungere ambiziosi obiettivi climatici, ma anche a rilanciare il settore industriale.

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