La lotta al Covid

Colori regioni, nuovi parametri: ridotto il rischio di chiusure in estate

Il Governo apre al pressing delle Regioni per cambiare i criteri che decidono i colori; in caso di miglioramento potranno essere aboliti

di Marzio Bartoloni

L'Italia quasi tutta gialla. Le Regioni: "cambiare l'Rt"

3' di lettura

Se la curva dei contagi continuerà a scendere come fa ormai da un paio di settimane così come i ricoveri (ieri -64 terapie intensive e -657 ricoveri) l’Italia diventerà tutta gialla già da lunedì, con l’esclusione della Valle d’Aosta che forse resterà arancione. Per poi incamminarsi entro fine maggio verso le prime zone bianche, con Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna a candidarsi per prime a riaprire tutto (a parte mascherina e distanziamento)  grazie ai loro numeri positivi.

Nuovi parametri al posto dell’Rt

A favorire gli allentamenti delle restrizioni e a rendere soprattutto molto più difficili le chiusure questa estate saranno poi i nuovi parametri su cui Regioni e Governo stanno lavorando per decidere il passaggio in zona rossa, arancione, gialla e bianca. Con l’ipotesi, se la situazione epidemiologica dovesse migliorare ancora, di abolire del tutto i colori che ci accompagnano dall’autunno scorso.

Loading...

A cambiare lo scenario c’è infatti una nuova importante variabile: l’aumento dei vaccinati che gradualmente sta facendo abbassare il numero dei contagiati e la loro età e soprattutto i ricoveri. La bussola da ora in poi non sarà più l’Rt che misura la velocità di diffusione del coronavirus ma l’incidenza dei casi e il tasso di occupazione degli ospedali.

I NUOVI PARAMETRI

Le nuove fasce di rischio nella proposta delle Regioni. (*) In rapporto allo scenario

I NUOVI PARAMETRI

Le Regioni hanno presentato al Governo i nuovi parametri con cui decidere aperture e chiusure nei prossimi mesi. Un pacchetto di proposte da introdurre da qui a metà giugno che semplifica il menù degli indicatori e che è stato accolto positivamente dal Governo: lo scopo è di entrare in «un’ottica di superamento definitivo del sistema delle zone - spiega il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga - e di garantire ai territori la necessaria tutela da repentini declassamenti». Apre anche il ministro per la Salute, Roberto Speranza, per il quale bisogna «adeguare il modello immaginando una maggiore centralità di indicatori quali l’incidenza e il sovraccarico dei servizi ospedalieri».

Incidenza dei casi

I quattro colori però almeno per il momento resteranno, ma saranno vincolati innanzitutto all’incidenza dei casi. Sarà stabilito anche un numero minimo di tamponi da effettuare, che sia proporzionale ai quattro livelli di incidenza: in zona rossa, che scatterebbe con oltre 250 casi Covid su 100mila abitanti, andrebbe effettuato un minimo di 500 tamponi. In arancione, tra i 150 e i 249 casi, il minimo è 250 test. In gialla, tra i 50 e 149 casi, se ne effettuano almeno 150 ogni 100mila abitanti. In bianca (fino a 49 a casi) almeno 100.

Tasso di occupazione degli ospedali

Ma il passaggio in zona rossa dal 15 giugno avverrebbe anche se il livello di occupazione dei posti letto di area medica ospedaliera e area intensiva arrivasse rispettivamente al 40% e al 30% (oggi quasi tutte le Regioni sono sotto). Per entrare in zona gialla bisognerà avere una percentuale di occupazione sotto il 20% per le rianimazioni e sotto il 30% per gli altri reparti, mentre l’arancione scatterà con i ricoveri a livelli intermedi tra giallo e rosso.

Coprifuoco solo in area rossa

L’idea dei governatori è anche quella di ancorare definitivamente a questi indicatori le varie aperture (con il coprifuoco che rimarrebbe solo in area rossa). Soglie che potranno essere riviste anche ogni mese, in relazione alle coperture vaccinali raggiunte e all’evoluzione dello scenario epidemiologico. Un testo condiviso dalle parti potrebbe essere chiuso proprio entro la fine di questa settimana e dovrà poi far parte di un eventuale decreto. Da una prima proiezione sui dati attuali, se i nuovi parametri fossero già in vigore, le regioni sarebbero quasi tutte in fascia gialla, nessuna in arancione e tre in zona bianca: proprio Molise, Sardegna e Friuli Venezia Giulia.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti