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Osservatorio e banchieri centrali, via all’educazione finanziaria europea

Documento di intesa nato per iniziativa dell'Osservatorio Giovani-Editori. Ceccherini: «Strumento essenziale per capire a fondo i fatti del nostro tempo»

di Andrea Biondi

 Andrea Ceccherini (al centro), presidente dell’Osservatorio Giovani-Editori, con i quattro banchieri centrali: da sinistra Pablo Hernández de Cos (Banco de España), François Villeroy de Galhau (Banque de France), Ignazio Visco (Banca d’Italia) e Klaas Knot (De Nederlandsche Bank)

3' di lettura

Una promozione sul campo. E che nei fatti significherà esportare il modello alla base di Young Factor: mettere a confronto gli studenti delle scuole secondarie superiori con personaggi chiave della finanza e del mondo dell’economia. Con un protagonista assoluto: l’educazione finanziaria che «è uno strumento essenziale per capire, fino in fondo i fatti del nostro tempo, tutto quello che succede intorno a noi». Oggi «questo strumento è necessario, ben più di ieri» sottolinea Andrea Ceccherini, presidente di un Osservatorio Giovani-Editori che si prepara a un importante passaggio evolutivo, dopo l’accordo internazionale con Apple di qualche anno fa.

Si è infatti conclusa con la firma di un memorandum of understanding questa edizione di Young Factor, evento internazionale promosso dall’Osservatorio Giovani-Editori in partnership con Intesa Sanpaolo, che ieri ha avuto il momento clou nella tavola rotonda cui hanno preso parte - con la conduzione di Maria Latella, giornalista di Sky Tg 24 e di Radio 24 - il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco e gli omologhi Pablo Hernández de Cos (Banco de España), François Villeroy de Galhau (Banque de France) e Klaas Knot (De Nederlandsche Bank).

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Alla conclusione i governatori – alla presenza del vicepresidente della Bce Luis De Guindos – hanno apposto la loro firma a un documento d’intesa nato per iniziativa dell’Osservatorio e del suo presidente Ceccherini e volto a creare un’alleanza per favorire l’alfabetizzazione economico-finanziaria dei giovani europei. Il che vorrà dire far passare Young Factor da una scala italiana a un livello internazionale. E si tratta di «un impegno importante, solenne, che vedrà coinvolti i governatori nell’international advisory board dell’Osservatorio permanente Giovani-Editori, con l’obiettivo di portare in Europa più educazione economico finanziario, che non è più un optional ma un must», ha voluto scandire Ceccherini a chiusura di un evento che non per caso si è svolto a Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa italiana.

Proprio qui, in quello che per eccellenza è il luogo simbolo della finanza italiana, oltre 400 giovani per tre giorni si sono confrontati con banchieri e manager, peraltro in un momento cruciale per un Vecchio Continente (ma non solo) alle prese con spread, inflazione, aumento del costo delle materie prime, conseguenze in generale del conflitto russo-ucraino.

«Il mondo digitale offre moltissime opportunità» come le criptovalute ma allo stesso tempo «sono presenti molti rischi per truffe e rischi cyber. Dobbiamo comprenderli ed è per questo che è fondamentale avere una conoscenza finanziaria», ha spiegato il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. Visione, questa, condivisa dagli altri banchieri centrali e ribadita nel documento sottoscritto dove si legge che «rispetto al passato i grandi cambiamenti che ci attendono richiedono oggi una maggiore attenzione alla formazione dei giovani, che hanno bisogno di competenze adeguate per dispiegare appieno il loro potenziale innovativo». Da qui la sottolineatura: «L’educazione economica e l'alfabetizzazione finanziaria svolgono un ruolo fondamentale, consentendo ai giovani di confrontarsi con le innovazioni dell'economia globale e delle società».

«Il viaggio di Young Factor – ha concluso Ceccherini – è nato nel 2014 qui, su questo palco, e allora c’erano 3 grandi banchieri, l’amministratore delegato di Intesta Sanpaolo, che ancora oggi ringrazio perché è lo sponsor di questa iniziativa, e gli amministratori delegati di Unicredit e Monte dei Paschi». Il presidente dell’Osservatorio non ha però dubbi nell’individuare «i grandi protagonisti di questo dialogo», vale a dire i giovani: «Avete sempre fatto le migliori domande che in questa sala io abbia sentito. E soprattutto vi ho sentito coinvolti. Come cittadini».

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