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Ovs tratta per comprare Coin e sale in Borsa ma broker scettici

Il gruppo quotato torna a guardare la catena degli store veneti da cui è nata

di Flavia Carletti

(agefotostock / AGF)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Il mercato reagisce bene alla notizia che Ovs ha sottoscritto una lettera di intenti per l’acquisizione del 100% di Coin. Ovs ha reso noto di aver sottoscritto con tutti gli azionisti di Coin una lettera di intenti relativa alla possibile acquisizione del 100% del capitale della stessa.

Il ritorno su Coin e il ruolo dell'a.d. Beraldo

Coin, che in passato lanciò proprio Ovs come brand dei negozi di gamma medio-bassa, è una catena di department store che ha vendite per circa 400 milioni di euro, un network di 37 negozi “full format” e 100 negozi a insegna Coincasa. La lettera di intenti prevede che Ovs abbia il diritto di avviare e condurre in esclusiva una fase di due diligence, nel corso della quale il consiglio di amministrazione si avvarrà di consulenti esterni, con l’obiettivo di addivenire – in caso di esito soddisfacente per Ovs e di ottenimento di tutte le necessarie autorizzazioni – al perfezionamento dell’acquisizione entro la fine di novembre 2022. Tra gli azionisti di Coin c'è anche Stefano Beraldo, amministratore delegato di Ovs e per questo l’acquisizione ricade nella disciplina delle operazioni con parti correlate.

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Analisti scettici: rilancio di Coin non scontato

Cauti gli analisti di fronte all'annuncio. Per Banca Akros, la notizia non è «positiva» a meno che Ovs non sia in grado di rassicurare il mercato sull'esecuzione. Per Banca Akros, infatti, Ovs si andrebbe a «imbarcare in una difficile ristrutturazione di una società in perdita». Per Intesa Sanpaolo, anche se il processo è a una fase molto iniziale e non è chiaro come potrà essere integrata Coin in Ovs, un modo per riuscire nell'operazione è «preservare il brand Coin e rilanciare tutta la catena». Ad ogni modo, gli analisti dell'istituto individuano delle criticità: Coin è da anni che ha difficoltà a raggiungere livelli soddisfacenti di redditività e diversi tentativi di turnaround sono falliti, inoltre anche se la spesa per l'operazione non dovrebbe essere elevata (Coin è stata comprata per 70 milioni di euro nel 2018 da un consorzio di investitori privati tra cui Beraldo), gli investimenti per il rilancio potrebbero essere elevati. Secondo gli analisti di Intesa Sanpaolo, c'è anche da considerare che Coin ha un posizionamento di mercato "nel mezzo", non è un vero department store come La Rinascente e non è una catena a basso costo e l'attuale situazione di erosione del potere di acquisto rende «difficile e lungo» il processo di rilancio. Oltre a tutto questo, ricordano che fino a ora Ovs si era sempre detta interessata a comprare marchi interessanti piuttosto che ad ampliare la rete di negozi. Ad ogni modo, le informazioni sono ancora troppo preliminari e comunque le sinergie potrebbero essere significative a aiutare a bilanciare l'impatto diluitivo dell'operazione sulle stime di Ovs nel breve termine.

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