calcio italiano

Palermo, Foggia e altri 4 club fuori dal professionismo. Il 16 luglio chiude bando per la Serie D

Palermo e Foggia fuori dal calcio professionistico dopo aver disputato la passata stagione in Serie B. L’Arzachena non ha ottenuto il via libera la Serie C. A cui hanno rinunciato anche Albissola, Lucchese e Siracusa

di Marco Bellinazzo e Benedetto Giardina


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4' di lettura

La roulette russa delle iscrizioni, quest’anno, ha fatto saltare sei teste, proprio come un anno fa. Palermo e Foggia sono fuori dal calcio professionistico dopo aver disputato la passata stagione in Serie B, mentre l’Arzachena non ha ottenuto il via libera per ripresentarsi ai nastri di partenza della Serie C. Sempre dalla Lega Pro arrivano altre tre rinunce: Albissola (senza stadio), Lucchese (fallimento) e Siracusa (forfait) non hanno nemmeno presentato una domanda per la licenza.

«Aver definito l'organico dei campionati già il 12 luglio, per la prima volta nella storia così anticipo, è un evidente vantaggio. Ci dà la forza di poter aspirare a un’estate abbastanza tranquilla», ha commentato però il presidente della Figc, Gabriele Gravina, sottolineando come grazie alle nuove norme sulle iscrizioni eventuali ricorsi potranno estinguersi prima dell’inizio dei campionati evitando così l'impasse che si era venuto a creare lo scorso anno.

La «black list»

Tra le novità federali c’è anche la black list per soci e amministratori di società escluse dal campionato di competenza o a cui sia stata revocata l’affiliazione. La normativa approvata lo scorso aprile riguarderà anche i dirigenti con poteri di rappresentanza in ambito federale, che non potranno più operare nel mondo del calcio. Una misura che, se adoperata negli anni passati, avrebbe probabilmente evitato al Palermo questa fine. Perché se da un lato è vero che la proprietà (Arkus Network, rappresentata da Salvatore Tuttolomondo) non ha precedenti in ambito calcistico, il direttore generale Lucchesi vanta invece un curriculum di esperienze fallimentari destinato a concludersi con la sua avventura siciliana. Il dirigente toscano, prima di sbarcare a Palermo, nel corso degli ultimi tre anni è stato presente in operazioni rivelatesi ben presto infruttuose: a Pisa aprì le porte a Petroni che portò la società sull’orlo del crac (salvata dall'intervento di Giuseppe Corrado), a Latina non riuscì ad evitare il fallimento della società retrocessa sul campo in C e alla Lucchese dovette mollare la presa insieme a Grassini prima ancora di riuscire a iscrivere il club, con un primo parere negativo della Covisoc e una documentazione sanata solo dalla vecchia proprietà, tornata in controllo delle quote.

Dal Palermo al Foggia

A Palermo, Lucchesi è stato uno degli artefici (insieme a Vincenzo Macaione) dello sbarco di Tuttolomondo, che non ha ottemperato alle scadenze previste dal Manuale Licenze Nazionali. La Covisoc ha contestato al club siciliano una carenza patrimoniale di 8,3 milioni colmata in larga parte con un credito da 5,8 milioni rilevato da Group Itec srl, modalità non prevista dalle norme, per di più senza fornire alcuna documentazione sull'esigibilità dello stesso. Inoltre, non è stata depositata la fideiussione da 800 mila euro e non sono stati saldati gli emolumenti dei tesserati del periodo marzo-maggio, oltre che i debiti sportivi (tra cui una penale da 400 mila euro per l'ex tecnico De Zerbi). Pagamenti omessi per “autotutela”, stando alla versione di Tuttolomondo, che ritiene di essere stato truffato da un broker per la mancata stipula della polizza fideiussoria. Per Covisoc e Figc, però, fanno fede le scadenze non rispettate e il Palermo è fuori.

Così come è fuori il Foggia, sebbene necessitasse di uno sforzo meno gravoso per l’iscrizione in C. Nel caso del club pugliese, l’ammanco sarebbe stato di soli 2,1 milioni, ma la domanda per la licenza non è andata a buon fine. Il sindaco Manzella ha indetto subito il bando per la creazione di una nuova società per ripartire dalla Serie D (a differenza di Leoluca Orlando, primo cittadino palermitano, che ha ufficializzato l’avviso solo venerdì scorso), mentre a Foggia si cerca un’ultima spiaggia per ottenere addirittura l’ammissione in sovrannumero nel prossimo campionato di B.

I proprietari del Foggia, i fratelli Sannella, hanno presentato ricorso al Collegio di garanzia del Coni per chiedere la retrocessione diretta del Palermo al posto dei rossoneri, come da sentenza del Tribunale federale nazionale per le irregolarità nei bilanci del 2105, 2016 e 2017, annullando la sanzione rivista dalla Corte d’appello (-20 in classifica e multa da mezzo milione). In subordine, la richiesta è quella di un risarcimento di almeno 34 milioni di euro.

La città di Foggia, però, potrebbe conoscere già la prossima settimana il nome della nuova società: il bando per la D si chiude martedì prossimo.

La nuova giustizia sportiva

Dopo la caldissima estate 2018 è stata anche riformata la giustizia sportiva, nel codice di regolamentazione entrato in vigore da circa un mese e negli uomini. Mario Luigi Torsello, già presidente della prima sezione consultiva del Consiglio di Stato, sarà il nuovo presidente della Corte federale d’appello della Figc, al posto di Sergio Santoro. Un plauso alla nomina dei nuovi giudici sportivi è arrivato dal numero uno della Lega Pro, Francesco Ghirelli: «Il vecchio sistema di potere, denominato “Fra’....ce penso io”, le ha provate tutte ma l'indignazione degli onesti era troppo forte. Non si poteva più assistere ad uno scempio di regole e di valori. Oggi, costoro hanno perso».

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