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Pandemia, dazi e nucleare: prove di disgelo tra Biden e Xi. Tensione su Taiwan

I due leader sfoggiano toni amichevoli nel primo vertice virtuale durato 4 ore. Sullo sfondo la rivalità irrisolta, militare, economica, di valori

di Marco Valsania

Biden esorta Xi a garantire che la concorrenza non sia conflitto

3' di lettura

Il faccia a faccia virtuale è iniziato con estrema puntualità alle otto meno un quarto di sera, ora americana. E Joe Biden e Xi Jinping hanno subito rotto il ghiaccio di un attesissimo incontro: hanno sfoggiato pubblicamente toni amichevoli e da disgelo della “guerra fredda” tra i due paesi, pur tra le molte divergenze alla radice delle recenti tensioni bilaterali - economiche, militari e di valori. Tra i simboli distensivi, anche omaggi a colpi di cravatte: Biden ne ha indossata una rossa, colore preferito di Pechino; Xi una blu, il colore del partito democratico.

Creare parapetti contro escalation delle crisi

«Credo sia nostra responsabilità quali leader degli Stati Uniti e della Cina assicurare che la competizione tra i nostri due paesi non degeneri in conflitto, intenzionale o meno», ha detto Biden a giornalisti e pubblico appena prima dell'avvio del meeting vero a proprio a porte chiuse. Ha poi invitato, quale soluzione a fronte di un simile rischio di escalation di crisi, alla »creazione di parapetti di buon senso» per tenere in carreggiata i rapporti. Biden ha anche sottolineato come negli anni abbia «passato molto tempo in discussioni» con Xi, un riferimento indiretto alle potenzialità di migliorare i canali diplomatici tra le potenze.

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Il “vecchio amico” Biden

Xi ha a sua volta affermato di essere «molto felice di vedere il mio vecchio amico», un riferimento ai numerosi incontri con Biden fin da quando quest’ultimo era vicepresidente (di Barack Obama) e il leader cinese era ancora in ascesa. Ha aggiunto di avere oggi l'obiettivo, per Cina e Usa, di una «coesistenza in pace», invocando «la necessità di maggior comunicazione e cooperazione». Più precisamente: «La Cina e gli Stati Uniti dovrebbero rispettarsi reciprocamente, coesistere pacificamente e perseguire una cooperazione che rappresenta un successo per tutti». E, rivolgendosi a Biden, secondo fonti cinesi ha aggiunto: «Sono pronto a lavorare con te, signor Presidente, per costruire consenso, decidere i passi attivi e muovere le relazioni bilaterali in avanti in una direzione positiva».

Delegazioni a confronto per 4 ore

Il vertice è durato ben quattro ore, una più del previsto, trascinandosi nella notte americana e oltre il mezzogiorno cinese, con la partecipazione di almeno sei collaboratori chiave a fianco di ciascun leader oltre agli interpreti. Tra gli americani il Segretario di Stato Tony Blinken, il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan e esponenti del Consiglio per la sicurezza nazionale della Casa Bianca. La delegazione cinese che ha affiancato Xi era composta tra gli altri da Liu He, vicepremier, Ding Xuexiang, Segretario generale del partito comunista, e dal Ministro degli Esteri Wang Yi.

Pandemia e nucleare, Taiwan e cibersicurezza

Fitta l’agenda delle tematiche toccate. Tra le questioni più propizie per avvicinamenti durante e dopo l'incontro, secondo fonti Usa, sarebbero apparse la lotta alla pandemia e la non proliferazione nucleare, oltre al cambiamento climatico che ha visto già un impegno comune alla conferenza Cop26 dell'Onu a Glasgow. Più ostiche le questioni legate alle corse al riarmo e all’aggressività cinese denunciata da Washington, in particolare nei confronti di Taiwan, che Pechino mira ad annettere – per aumentare le pressioni ha svolto ripetute manovre militari nei pressi dell'isola - e la Casa Bianca è invece impegnata a proteggere. Sfide dure sono in corso anche sulla cybersicurity e sulla difesa della democrazia e dei diritti umani, che Biden ha accusato la Cina di violare. L’amministrazione Usa ha nei mesi scorso anche fatto scattare sanzioni contro alcuni funzionari cinesi ritenuti responsabili di repressione.

«Biden-Xi hanno discusso anche controllo armamenti e Iran»

Nel loro summit virtuale Joe Biden e Xi Jinping hanno concordato di esaminare la possibilità di colloqui sul controlli degli armamenti e hanno discusso su come allineare le loro posizioni in vista della ripresa dei negoziati sul nucleare iraniano il 29 novembre. Lo ha detto il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan intervenendo al webinar di un think tank a Washington.

I nodi economici

Irrisolte restano anche questioni commerciali e di economia di mercato (gli aiuti di stato cinesi a settori industriai), che tuttavia sono rimaste ai margini della discussione. Non solo Pechino ma anche numerosi ambienti del business statunitense auspicano un eventuale superamento della battaglia dei dazi, che possono aggravare strozzature della supply chain e inflazione. Biden ha ereditato i dazi da Donald Trump, in risposta ad accuse di concorrenza sleale di Pechino, e li ha mantenuti in vigore. Tuttora dazi Usa colpiscono 370 miliardi di made in China anche se sono in corso colloqui.

Rassicurazioni e detente

Nell'insieme il summit, il primo tra i due leader seppur virtuale, ha messo alla prova anzitutto la volontà di entrambe le capitali non tanto di arrivare a compromessi sulle loro posizioni di fondo quanto di avviare i rapporti su binari più prevedibili e sicuri, che scongiurino crisi incontrollate o peggio scontri militari. Funzionari americani hanno indicato esplicitamente che l’esito principale voleva essere proprio offrire rassicurazioni reciproche che incomprensioni e incidenti non conducessero a drammi. Se questo sforzo porterà a ulteriori frutti e a una vera “detente” lo dirà il tempo.


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