Interventi

Parchi e piazze sono i nuovi open space

di Jacopo Palermo

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(ANSA)


3' di lettura

Come saranno le città del futuro? Quali saranno le nuove necessità, i nuovi bisogni e le nuove modalità di vita e socialità che andranno a delinearsi nel medio e lungo termine? I punti fermi sono che la rigenerazione è al centro delle trasformazioni urbanistiche degli ultimi anni e che la digitalizzazione sta cambiando il paradigma immobiliare, ancor più in questo momento segnato dalla pandemia.

I nuovi trend di sviluppo urbanistico coniugati alla rigenerazione e valorizzazione delle aree abbandonate a causa della trasformazione delle attività produttive, danno vita a un ideale di città che sta evolvendo da un modello concentrico a un modello basato sulla centralità dell’uomo e del suo benessere.

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La pandemia sta determinando, e continuerà a farlo nei prossimi mesi, profondi cambiamenti sul comportamento sociale ed economico, accelerando trend e fenomeni già in atto.

I nuovi i modi di vivere e di lavorare, le nuove abitudini ed esigenze stanno portando a un’attenzione sempre più rilevante sulle riqualificazioni urbane, non più quindi dedicate a singoli edifici, ma a interi quartieri, piazze o aree delle città e fuori città.

In tale contesto, la dimensione di “quartiere” assume sempre più importanza e vede una notevole trasformazione del significato di spazio pubblico aperto dove le piazze, i parchi pubblici, le aree verdi sono nuovi open space, e diventano veri e propri luoghi di aggregazione e integrazione. I negozi di quartiere assumono un’importanza ora più che mai centrale, dove spazi all’aperto da dedicare allo svago, allo sport o allo smart working sono parte integrante nella ricerca del benessere per un nuovo stile di vita sostenibile e a misura d’uomo, espressione di una società sempre più articolata, complessa, chiamata a vivere spazi aperti in modo responsabile, consapevole, sostenibile.

Il tessuto urbano diventa l’incontro tra due network: un ecosistema capace di ripensare il ruolo del settore immobiliare, rigenerando quartieri e aree dismesse per lo sviluppo di distretti mixed-use, e un sistema capace di fornire connessione, servizi e mobilità mantenendo standard e tempistiche di realizzazione adeguati. Due sistemi, due reti che possono interagire grazie alla tecnologia digitale e in cui l’Information and communications technology diventa il vero abilitatore della sinergia.

Cruciale per il successo di questo processo è il lavoro sinergico dei vari operatori industriali, che possono portare valore aggiunto attraverso le loro competenze sia in termini realizzativi, sia di tecnologia digitale applicata al prodotto immobiliare. Il tutto perfettamente plasmato in una rinnovata visione della città e fondato su un paradigma digitale per il settore del real estate.

La riuscita di un progetto immobiliare di rigenerazione urbana è connessa alla qualità di tutti gli attori in campo, dall’expertise dei developer e general contractor digitalmente evoluti in termini di processo e competenze, al contributo delle imprese specializzate nella manutenzione e gestione degli immobili, fino all’integrazione ingegnerizzata dei sistemi da parte delle società tecnologiche.

Il progetto in cui il gruppo Costim sta applicando questo approccio è Chorus Life, un’operazione in corso di realizzazione a Bergamo che mira ad andare oltre il concetto di smart building: un luogo in cui il centro della città si amplia sempre di più e quello che era periferia fino a pochi anni fa diventa sempre più parte integrante della realtà urbana; dove il valore immobiliare non risiede più esclusivamente nell’unità di superficie, ma viene ampliato dall’erogazione dei servizi nell’ottica della digital servitization del prodotto. La vera sfida sarà estendere e replicare questo approccio anche in altre città italiane e renderle ancora più vivibili e a misura d’uomo. Una struttura finalizzata soprattutto all’aggregazione sociale trigenerazionale, dove le tre generazioni possono convivere, secondo la visione di Domenico Bosatelli, che ha immaginato e voluto l’innovativo progetto le cui forme sono state disegnate dall’architetto Joseph di Pasquale. La stessa visione che ci chiama a ricostruire l’Italia, urbanisticamente e socialmente. Un’Italia segnata ma che è ancora capace di sognare e costruire; che ha saputo affermarsi nei secoli come Paese dell’arte, della cultura e dell’architettura. Sono certo che da questo momento storico, in cui stiamo lottando per superare una profonda crisi, l’Italia ne uscirà ancora di più rafforzata nella reputazione del Bel Paese e del buon vivere, in belle, stupende, emozionati e rinnovate città.

Ceo di Costim

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