Eli Lilly

Partnership con gli atenei per colmare il mismatch


1' di lettura

«Guardando all’evoluzione tecnologica e di mercato sia nell’ambito della ricerca che della produzione e commercializzazione, i profili di cui avremo bisogno sono PHD e medici specializzati nelle aree terapeutiche di interesse, esperti di comunicazione digitale, ingegneri, microbiologi ed esperti di produzione sterile. Altra professionalità che sta diventando critica è quella dei ruoli finalizzati all’accesso dei farmaci».

Il punto è che l’unione delle competenze elencate insieme ad un profilo personale di elevato potenziale di sviluppo «sta diventando di difficile reperimento, specie nell’area medica e della microbiologia. Questo perché i giovani non hanno piena consapevolezza dei percorsi che con lauree scientifiche sono aperti in azienda e quindi sono pochi i profili disponibili». A parlare è il direttore del personale di Eli Lilly Italia, Roberto Pedrina. Eli Lilly è una multinazionale farmaceutica che opera nel campo dei medicinali innovativi, casa madre ad Indianapolis (Usa), presente in 120 paesi nel mondo con 38mila dipendenti di cui 8mila impegnati nella Ricerca e Sviluppo di nuovi farmaci; la sede italiana si trova a Sesto Fiorentino, Firenze). Per contrastare il mismatch, aggiunge Pedrina, «l’azienda da una parte sviluppa partnership con le migliori università italiane e scuole di business tese a migliorare la conoscenza delle aziende farmaceutiche e dei percorsi di sviluppo e alla costruzione dei contenuti formativi; dall’altra parte, investe in percorsi di formazione interna per sviluppare competenze tecniche e manageriali».

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