Sale in zucca

Patuelli e la ricetta dell’Abi per uscire dalla crisi del Covid

Bisogna utilizzare al meglio le risorse del Pnrr ma, al tempo stesso, incoraggiare gli investimenti per la ripartenza

di Giancarlo Mazzuca

2' di lettura

Mai come di questi tempi, con l'Italia che sta cercando di uscire disperatamente dal “buco nero” del Covid e deve affrontare tutte le conseguenze anche economiche provocate dal contagio, ci stiamo impegnando al massimo per sperare in un futuro migliore: ottimisti a 360 gradi. Sì, Romano Prodi aveva visto giusto. Quando, tempo fa, in piena pandemia, mi capitò di vedere il Professore per le vie del centro di Bologna e gli chiesi se stesse bene, mi rispose in modo tranchant: «Troppo!».

Come a dire che, in una situazione particolarmente difficile, bisognava mantenere comunque la calma ed essere sempre più che mai fiduciosi sul domani. Prodi aveva perfettamente ragione: spes ultima dea. Ecco perché i primi segnali di un'inversione di tendenza della congiuntura, pur con ancora tante nubi all'orizzonte, debbono essere accolti con grande entusiasmo.

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L’economia ricomincia a marciare

È il caso del turismo che sta davvero voltando pagina. Ma, a ben vedere, è tutta l'economia che ha ricominciato a marciare: l'ultima conferma, dopo le dichiarazioni di Draghi, è arrivata dal governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, che, parlando nei giorni scorsi all'assemblea dell'Abi, ha confermato che l'Italia è avviata sulla strada della ripresa, una ripresa economica che si dovrebbe consolidare soprattutto nel secondo semestre del 2021 in modo da raggiungere, nella media annuale, «quota +5%». Non solo: il “trend” rialzista dovrebbe poi proseguire per tutto il prossimo biennio.

Patuelli, il Covid come esame di coscienza

Come ha rilevato il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, la prova del Covid è diventata una specie di esame di coscienza per tutti noi perché è servita a far cambiare marcia all'Unione Europea intera già provata dalle profonde lacerazioni per via della Brexit. Insomma, l'emergenza-pandemia ha fatto compiere un salto di qualità al Vecchio Continente. In tal senso, è significativo l'esempio della Bce che è stata capace, in questi mesi, di mettere in sicurezza l'euro evitando i crac finanziari dei Paesi più indebitati, a cominciare dall'Italia. Oggi ci sarebbero quindi tutti i presupposti per una grande crescita economica e sociale. Ma quale è la strada giusta per raggiungerla?

La ricetta dell'Associazione delle banche italiane è, in tal senso, molto significativa: dobbiamo utilizzare al meglio i fondi europei del Recovery Plan ma, al tempo stesso, è necessario che il governo si impegni al massimo per incoraggiare i risparmiatori ad investire di nuovo. In che modo? Cercando di distinguere anche sul fronte fiscale i “cassettisti” dagli speculatori “tout court”. Aveva insomma ragione, come ha ricordato Patuelli, lo statista francese Jean Monnet, presidente dell'Alta Autorità della Comunità europea del carbone e dell'acciaio, che, quasi settant'anni fa, sostenne: l'Europa si farà attraverso la crisi …. Sì, oggi più che mai stiamo facendo il bis, Italia “in primis”.

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