BEAUTY

Pelle, occhi, ciglia, bocca: la beauty routine racconta come cambiano le abitudini degli italiani

Aumentano le vendite di prodotti per l'igiene e i capelli, fatica il make-up. I dati di Cosmetica Italia e una ricerca dell'università Iulm fotografano i trend del mercato

di Caterina Maconi

3' di lettura

Il dato chiave per comprendere l'impatto della pandemia sul settore cosmetico nell'ultimo anno è -35,8%, ovvero la performance di rossetti e lucidalabbra. Hanno subito un tracollo, e con loro anche correttori guance, fard e terre (-28,7%), fondotinta e creme colorate (-29%), trucco occhi (-20,1%) e la profumeria (-21,5%). Tutte percentuali che fotografano una situazione profondamente mutata, da cui il make-up ne esce stravolto perché comprensibilmente le mascherine, le mutate abitudini, la ridotta socialità, hanno un impatto netto sulle vendite. Questo nonostante il viso sia stata la parte più esposta nella quotidianità e nei rapporti lavorativi, e quindi durante le attività di smart working vincolate da un display video.

Che il nostro approccio alla cosmetica fosse diverso era chiaro da mesi: da un giorno all'altro, chiusi in casa, abbiamo avuto tempo per dedicarci a noi stessi. Racconta anche questo “I numeri della cosmetica”, report diffuso da Cosmetica Italia per spiegare l'andamento del settore. E la conferma arriva nero su bianco. Meno make-up, più cura della persona, che non significa solamente pulizia legata alle precauzioni da prendere contro il Covid - i saponi liquidi hanno avuto un boom del +35% - ma rituali di bellezza homemade. In attesa di poter andare dal parrucchiere o in un centro estetico, la sperimentazione di beauty routine e di trattamenti fatti in casa è stato un trend interessante. E infatti non si può non notare, dentro il report, il +3,9% di prodotti per la cura dei capelli, che arriva a compiere un balzo in avanti del 30,4% quando si parla di coloranti e spume colorate, segno che gli italiani non hanno mai rinunciato ad avere un aspetto decoroso anche in casa, cimentandosi con le tinte. Di necessità virtù, si potrebbe dire. Sulla scia di questo ragionamento si collocano i prodotti depilatori (+5,3%), quelli legati all'igiene corpo (+6,3%), all'igiene orale (+1,4%) e anche alle impurità della pelle (+3%).

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Fra segni più e segni meno (tra cui i prodotti per la cellulite al -8,1% e rassodanti, zone specifiche e anti-età corpo con il -7,9%) i prodotti dedicati alla skincare rappresentano quasi il 17% dei consumi cosmetici degli italiani, e si attestano come principale famiglia di consumo, nonostante i volumi in perdita. È l'e-commerce l'unico canale che ha avuto un importante segno più quest'anno (+42% rispetto al 2019, mentre tutti gli altri canali hanno subito contrazioni, come i canali professionali, condizionati dalle ripetute chiusure, con acconciatura al -28,5% ed estetica al -30,5%): acquisti online che sono stati uno dei pochi percorsi percorribili per riuscire ad acquistare prodotti specifici.

Il disegno appena descritto ci precisa come il mercato abbia sì subito importanti trasformazioni, ma non solo legate alle differenti restrizioni, ma anche all'attitudine da parte dei consumatori verso nuove modalità e abitudini di acquisto.

Significa che abbiamo messo da parte il make-up? Ovviamente no. Come si comprende da un recente studio dell'Università IULM di Milano, a ogni contesto è legata maggiormente una tipologia di prodotto cosmetico, anche in tempo di pandemia: il maggior senso di gratificazione è associato in misura più importante ai prodotti per la cura viso e cura corpo; la ricerca di un partner è ricondotta invece al trucco labbra; infine, la sicurezza sul lavoro è data dal trucco occhi. Trend che spiegano l'irrinunciabilità del cosmetico nella quotidianità degli italiani.

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