Giovedì Consiglio dei ministri

Pensioni, bonus casa e tasse: le trattative per la legge di Bilancio. Domani sindacati da Draghi

Il tema più spinoso resta il superamento graduale di quota 100. Martedì 26 Cgil, Cisl e Uil a Palazzo Chigi per il confronto sull manovra

Pensioni, Draghi: stop Quota 100, ma troveremo soluzioni graduali

3' di lettura

Il cantiere della manovra è destinato a restare aperto fino a giovedì 28 ottobre, quando dovrebbe essere convocato il Consiglio dei ministri per l’approvazione della legge di Bilancio. Martedì 26 ottobre alle ore 18 è previsto un tavolo di confronto con Cgil, Cisl e Uil, mentre una cabina di regia dovrebbe precedere l’approdo della manovra in Cdm. Non si andrà oltre giovedì: dal giorno successivo il Governo sarà impegnato nel G20 che si svolgerà a Roma.
Le prossime ore serviranno a trovare, con la maggioranza e con le parti sociali, una difficile intesa sui tanti nodi ancora da sciogliere: previdenza (meccanismo per superare Quota 100), fisco (il capitolo del taglio delle tasse), bonus fiscali per l’edilizia (estensione al 2023 dell’incentivo al 110% per le ristrutturazioni), reddito di cittadinanza.
Il governo ha fissato i suoi paletti con il Documento programmatico di bilancio (Dpb) inviato a Bruxelles dove per ciascun capitolo della manovra sono state definite le grandi cifre. I numeri non cambieranno. La tensione in maggioranza si alza su come usare i fondi.

Il superamento di quota 100

Il capitolo più controverso è quella del superamento di quota 100 , la misura che consente di andare in pensione con 62 anni d’età e 38 di contributi. «Quota 100 non sarà rinnovata, ora serve assicurare un graduale passaggio alla normalità» ha chiarito venerdì 22 ottobre da Bruxelles Mario Draghi.
La Lega insiste sul meccanismo di Quota 102 per il 2022 e il 2023, una misura già respinta dall’esecutivo nel Cdm sul Dpb della scorsa settimana: in quell’occasione il ministro dell’Economia Daniele Franco aveva proposto Quota 102 nel 2022 e Quota 104 nel 2023. Il governo avrebbe aperto alla possibilità di tenere per 3 anni ferma l’età di uscita a 64 anni e aumentare gradualmente i contributi (38 anni nel 2022, 39 nel 2023, 40 nel 2024).
Ma la soluzione non convince la Lega che rilancia con Quota 41, la pensione con 41 anni di contributi, magari tenendo ferma un’età minima in uscita per superare le forti perplessità del governo.

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Taglio delle tasse: sul piatto 8 miliardi

C’è poi il grande tema del taglio delle tasse. Draghi e Franco sarebbero dell’idea di destinare gran parte degli 8 miliardi a disposizione per tagliare il cuneo ai lavoratori (con i contributi o ampliando il bonus Irpef), mentre il centrodestra e gli industriali insistono per agire anche lato imprese e tagliare - se non abolire - l’Irap (imposta regionale sulle attività produttive). Se non si troverà una quadra, è probabile che la scelta venga rinviata all’iter di conversione della manovra (l’approvazione deve avvenire entro dicembre): il governo potrebbe presentare un emendamento, dopo aver chiuso un ampio confronto.

Bonus edilizi, la questione della proroga

L’altra battaglia si annuncia sui bonus fiscali a sostegno dell’edilizia. I partiti chiedono l’estensione al 2023 dell’incentivo al 110% non solo per i condomini ma anche per le villette. Un intervento che avrebbe costi troppo elevati, secondo le stime del governo.
Non è escluso che alla fine venga concessa una proroga di pochi mesi - da giugno a dicembre 2022 - anche per le abitazioni unifamiliari ma le perplessità dell’Esecutivo restano, visto che la misura nel lungo periodo è insostenibile e la ripresa dell’economia la rende meno essenziale a spingere il settore edile. Secondo quanto si apprende, una delle ipotesi che si starebbe facendo largo nella maggioranza per trovare una intesa sulla proroga dell’incentivo al 110% anche per case singole, ville e villette da inserire in manovra è quella di dare più tempo per la ristrutturazione con il Superbonus anche ai proprietari di case unifamiliari ma con un tetto di reddito.

Il “tagliando” al reddito di cittadinanza

La manovra 2022 destinerà al reddito di cittadinanza nuove risorse per 800 milioni di euro. Il governo lavora però a una modifica della misura che, partendo dalla platea attuale, introdurrebbe un meccanismo di décalage dell’assegno che scatterebbe, nel caso di rifiuto, dalla seconda offerta di lavoro.
Previsto anche un rafforzamento dei controlli preventivi grazie all’incrocio delle banche dati così come di quelli ex post con l’aiuto della Gdf. Il ministro del Lavoro Andrea Orlando ha incaricato una commissione, presieduta da Chiara Saraceno, di elaborare le proposte per migliorare il sussidio, misura-bandiera del Movimento 5 Stelle. La commissione, ha annunciato il ministro, «sta per chiudere i suoi lavori».

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