Maxi show

Per Dolce&Gabbana la luce degli abiti diventa metafora del post Covid

di Giulia Crivelli

2' di lettura

Era da molto prima della pandemia che in tanti – forse per vezzo – si chiedevano se le sfilate avessero ancora un senso. Il Covid non le ha eliminate, ma solo trasformate, in vari modi, grazie al digitale. Allora in agosto, alla vigilia della fashion week di New York, la domanda è diventata: ma le sfilate in presenza hanno ancora un senso? La risposta l’hanno data i calendari: dall’America all’Europa la fisicità si è presa una rivincita sul digitale.

Ma forse bisognerebbe rispondere: dipende. Lo show di Dolce&Gabbana (oltre cento uscite) dimostra che sì, gli eventi con pubblico – distanziato e con green pass, s’intende – un senso l’hanno eccome. Perché sono come la prima di uno spettacolo teatrale, con emozioni irripetibili, che non consentono editing digitale o correzioni ex post. «Abbiamo chiamato la collezione Light non solo perché tutti vediamo la luce in fondo al tunnel del Covid – spiegano Domenico Dolce e Stefano Gabbana –. Crediamo che questi mesi di restrizioni e confinamenti abbiano ridato un senso alle parole: luce non è solo quella del sole, ma anche quella che emaniamo come persone, magari con l’aiuto degli abiti».

Loading...

2021-09-26 15:56:44 ILSOLE24ORE QUOTIDIANO 11

Il riferimento alle collezioni dei primi anni duemila, dopo il minimalismo al quale persino Dolce&Gabbana avevano dovuto concedere qualcosa, è chiaro: «Riproponiamo gonne molto corte, pantaloni coperti di strass colorati, in vent’anni però tutto è cambiato – spiegano –. Ciò che sembrava trasgressivo o esagerato è diventato, semplicemente, libertà di non giudicare e di non essere giudicati: lo vediamo nei clienti più giovani, che sono aumentati molto nell’ultimo anno, insieme ai ricavi, peraltro».

La collezione contiene un omaggio a Jennifer Lopez, che in un video del 2000 indossò una t-shirt Dolce&Gabbana e che è stata ospite degli eventi di alta moda a Venezia (si veda Il Sole 24 Ore del 3 settembre). «Il pret-à-porter è ovviamente diverso dai pezzi unici che hanno sfilato in piazza San Marco, un fil rouge però c’è ed è proprio la luce – concludono –. Si può brillare con un abito di vetro, ma anche con i capi di questa collezione, che vogliono essere il nostro invito a ribellarsi, sempre, allo sconforto. I problemi ci sono, solo che al buio nessuno è mai riuscito a risolverli. Si tratti di una pandemia o di tristezza personale».

Riproduzione riservata ©

Consigli24: idee per lo shopping

Scopri tutte le offerte

Ogni volta che viene fatto un acquisto attraverso uno dei link, Il Sole 24 Ore riceve una commissione ma per l’utente non c’è alcuna variazione del prezzo finale e tutti i link all’acquisto sono accuratamente vagliati e rimandano a piattaforme sicure di acquisto online

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti