ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’IMPATTO COVID

Per l’industria l’anno peggiore dopo il 2009

A dicembre produzione in lieve frenata. L’anno si chiude in calo dell’11,4%. Nessun settore in crescita nel 2020. il crollo più ampio è per la moda.

di Luca Orlando

Istat: produzione industriale 2020 -11,4%, peggior dato dal 2009

2' di lettura

Rimbalzo mancato. Dicembre presenta numeri non brillanti per l’industria italiana, la cui produzione cede due decimali rispetto al mese precedente, due punti rispetto allo stesso mese del 2019.

Ancora pesantissimo il bilancio del tessile-abbigliamento, che a dicembre, così come per l’intero 2020, perde il 28,5%, peggior risultato tra tutti i comparti monitorati dall’Istat.

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La novità del mese è però la presenza di più settori con il segno più, in qualche caso anche robusto. È il caso di chimica, gomma-plastica, prodotti in metallo e apparati elettrici.

Un miglioramento rispetto ai dati precedenti che non basta a migliorare in modo significativo le medie annuo. Che vedono tutti i settori in territorio negativo, persino l’alimentare, in calo del 2,5% nonostante la corsa all’accaparramento nei supermercati nel periodo di lockdown e la tenuta dell’export. Spinta più che bilanciata al ribasso dal crollo verticale dei consumi fuori casa e del canale Ho-Re-Ca.

Il 2020 dell’industria si chiude così in calo dell’11,4%, secondo peggior risultato di sempre. Risultati pessimi, ovviamente. Anche se una lettura comparata li rende meno drammatici, sia rispetto alle stime iniziali del periodo di lockdown che in rapporto alle esperienze del passato recente. Nel 2009, punto apicale della precedente crisi, l’output industriale arretrò infatti di poco più del 18%, un calo ben più ampio rispetto a quello attuale. Analogo il comportamento dell’export, che nei primi 11 mesi 2020 cede il 10,8% mentre 11 anni prima il crollo era stato quasi doppio.

Esito di un recupero avviato dopo i mesi più duri del lockdown, ripresa che tra agosto e novembre si è materializzata in un quasi pareggio in termini di ricavi, un calo di appena lo 0,4% rispetto ai livelli pre-Covid.

L’anno si chiude in modalità un poco migliore per la Germania, che a dicembre vede la produzione ferma rispetto al mese precedente, portando il 2020 ad un calo dell’8,5%.

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