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Pernigotti, produzione ripartita con Jp Morgan e doppi turni in fabbrica

La chiusura per l’acquisto dalla famiglia Toksoz è slittata al 20 ottobre. Sindacati: «Bene la ripresa, ora aspettiamo di parlare di rilancio con la proprietà»

di Filomena Greco

(IMAGOECONOMICA)

3' di lettura

Il closing con Jp Morgan slitta al 20 ottobre prossimo, per verificare alcune formalità propedeutiche alla chiusura del Deal, tra le quali l’acquisizione del decreto di cassa integrazione straordinaria. Ma nel frattempo la fabbrica Pernigotti di Novi Ligure, in Piemonte, è ripartita con la produzione, da poco meno di due settimane. Nella storica fabbrica di cioccolato della provincia di Alessandria si lavora a pieno regime, le maestranze sono rientrate e dalla prossima settimana si dovrebbe passare al doppio turno di lavoro proprio per poter evadere ordini e commesse della campagna natalizia in corso, in collaborazione con la Walcor, azienda lombarda acquisita dal Gruppo americano qualche mese fa.

I sindacati, che hanno seguito la vicenda industriale di Pernigotti dal 2018, quando venne annunciata la volontà di chiudere lo stabilimento di Novi Ligure, hanno accolto positivamente la notizia della ripresa della produzione in fabbrica. «Abbiamo seguito i lavoratori in questi mesi e ora finalmente registriamo la ripresa delle attività nel polo produttivo – evidenzia Raffaele Benedetto, della Flai Cgil –. Aspettiamo ora la chiusura dell’operazione di acquisizione di Pernigotti per poter così aprire con la proprietà la discussione sul rilancio industriale del polo produttivo e l’ampliamento delle produzioni, a cominciare dalle creme spalmabili a marchio Pernigotti, finora prodotte, con la vecchia proprietà, in Turchia».

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Il piano industriale

Il piano industriale per il rilancio dello storico marchio del cioccolato presentato nelle settimane scorse al ministero dello Sviluppo economico da Jp Morgan Asset Management e da Walcor, prevede investimenti per 3,2 milioni destinati, tra l’altro, all’ammodernamento delle linee produttive nella fabbrica di Novi Ligure e al piano di marketing e pubblicità che la nuova proprietà, che rileva dai turchi di Toksoz, vuole sostenere per rilanciare il marchio presso Grande distribuzione e consumatori. Nero su bianco anche i volumi produttivi finora stimati, un milione e 600mila tonnellate nel 2023 per arrivare a regime a 2,9 milioni di tonnellate nei periodi successivi.

L’obiettivo è di raggiungere i 20-25 milioni di ricavi nell’arco di 12-24 mesi, garantendo la piena occupazione, a regime, per gli addetti. La cassa integrazione straordinaria in via di definitiva concessione da parte del ministero del Lavoro è funzionale al rilancio dell’azienda e a sostenere l’occupazione, nelle more della ristrutturazione. Per ora la produzione è stata avviata sui macchinari ancora presenti in fabbrica, in una seconda fase saranno necessari ulteriori interventi per rafforzare la produzione.

In queste settimane la quarantina di addetti di Pernigotti sta lavorando alla produzione di torrone destinato alla prossima stagione natalizia. Obiettivo dichiarato dalla nuova proprietà, infatti, era proprio garantire la campagna di Natale per Pernigotti, dunque il ritorno dei prodotti sugli scaffali della grande distribuzione già nelle prossime settimane, grazie ad un accordo di distribuzione in esclusiva definito con la stessa Walcor. Nei prossimi giorni si passerà alla produzione anche degli altri prodotti core a marchio Pernigotti.

La strategia

Obiettivo di Jp Morgan, che con l’acquisizione di Pernigotti chiude una ulteriore operazione industriale in Italia nell’ultimo anno nel settore del cioccolato, è costruire un polo di eccellenza del cioccolato Made in Italy. Punto di forza del deal è proprio la sinergia tra le due realtà che sono in campo, la Pernigotti in Piemonte e la Walcor in Lombardia. Da un lato dunque c’è un marchio storico da rilanciare, dall’altro una realtà produttiva rimessa in piedi nel quadro di un concordato preventivo, con all’attivo un marchio molto più giovane, una specializzazione produttiva focalizzata su uova di Pasqua e monete di cioccolato e una presenza importante nel comparto del Private Label.

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