Sale in zucca

Petrolio e benzina in forte rialzo, ecco il termometro della ripresa

L’oro nero ha già raggiunto il livello più alto degli ultimi tre anni e i prezzi della benzina stanno, ovviamente, riflettendo l’andamento al rialzo del greggio. Il Brent ha superato, in questi giorni, i 75 dollari a barile

di Giancarlo Mazzuca

(AdobeStock)

2' di lettura

Potrebbe sembrare un paradosso ma non è così. Per mesi e mesi abbiamo viaggiato in auto con il contagocce per via del «lockdown» che ha praticamente bloccato le nostre trasferte fuori dai Comuni di residenza. E, con il blackout dei trasporti (basti pensare anche ai tanti voli aerei cancellati con l’Alitalia sempre più in picchiata), le quotazioni del petrolio sono scese parecchio. A questo punto, non era difficile prevedere che, al momento della ripartenza - con aerei, vetture, camion, moto e scooter di nuovo ai nastri di partenza - ci sarebbe stata una “escalation” quasi vertiginosa nelle quotazioni del petrolio e, quindi, nei prezzi della benzina.

Tanto più che, a rendere ancora più drammatico il quadro durante il Covid, non erano certo stati solo i viaggi a scartamento ridotto: basti pensare alle moltissime imprese industriali che, nell’ultimo anno e mezzo, sono state costrette a marciare a tre cilindri.

Loading...

È andata proprio secondo le previsioni. L’oro nero ha, infatti, già raggiunto il livello più alto degli ultimi tre anni e i prezzi della benzina stanno, ovviamente, riflettendo l’andamento al rialzo del greggio. Il Brent ha così superato, in questi giorni, i 75 dollari a barile e, nonostante tutto, è un segnale positivo sul fronte dei mercati perché l'impennata può essere letta come una conferma del fatto che l’economia si sta riprendendo a livello generale anche se un’ascesa così rapida delle quotazioni del petrolio può rivelarsi un vero “boomerang” per l’andamento dell’inflazione.

Resta il fatto che l’oro nero si rivela, ancora una volta, come il miglior termometro per verificare se il “trend” sta finalmente cambiando con l’Azienda Italia che comincia a voltare pagina. Non è un caso che uno che di benzina s’intendeva, Enrico Mattei, il padre dell’Eni, facesse sempre notare la stessa cosa: che, cioè, i consumi e i prezzi della “super” sono sempre stati la cartina di tornasole per misurare la temperatura di una crisi economica.

Se qualche tempo fa, per via del Covid, eravamo arrivati all’assurdo che i “trader” del Brent, il petrolio del Mare del Nord, erano disposti a pagare di tasca propria pur di togliersi i barili di torno, oggi sembra davvero un’altra musica. Ma, al di là di cosa ci dice la macroeconomia, bisogna mettersi anche nei panni di noi automobilisti che, con il portafoglio già quasi a secco per colpa della pandemia, ci troviamo a fronteggiare il caro-benzina proprio adesso che possiamo tornare finalmente a viaggiare da una località all’altra della Penisola (e non solo).

Potrebbe sembrare un assurdo ma oggi ci sono tanti signor Rossi che, mettendosi al volante della propria auto e fermandosi al distributore per fare il pieno, finiscono, quasi paradossalmente, per rimpiangere un po’ i tempi in cui la benzina te la tiravano dietro. Verrebbe da dire: dopo il danno, la beffa. Non dimentichiamo che, proprio un anno fa, il WTI consegna giugno si era attestato su quotazioni poco sopra i 20 dollari: un livello che gli addetti ai lavori non avrebbero mai immaginato. Ma oggi il petrolio è tornato ad essere davvero l’oro nero. A tutti gli effetti.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti