prodotti igp

Piadina protagonista sulla tavola: crescita record per le aziende del settore

Il successo attira i big nel mercato: Valsoia è entrata in questo segmento con l’acquisizione di Loriana

di Luisanna Benfatto

3' di lettura

Da pane povero fatto casa, “liscia come un foglio, e grande come la luna” come recitava nella sua ode alla piada Giovanni Pascoli oltre un secolo fa, a business milionario capace di attrarre investimenti e diventare protagonista della più estesa catena di fast casual food in Italia.

La piadina è un prodotto semplice fatto di farina di grano, acqua, grassi (strutto o olio d’oliva) e sale che ha saputo conquistare prima di tutto i consumatori. Secondo i dati di NielsenIQ la vendita di piadina nella grande distribuzione ha superato i 190 milioni di euro con una crescita nell’ultimo anno del 12,4% a valore e 13,8% a volume. Si trova sul banco del fresco, sugli scaffali con i prodotti da forno e ne esistono diverse tipologie.

Loading...

Quelle prodotte e confezionate dalle 12 aziende che fanno parte del Consorzio della Piadina romagnola Igp, nelle province di Rimini, Ravenna e Forlì-Cesena, sono prive di conservanti, aromi e additivi hanno due varianti: la “classica”, compatta, friabile e spessa e la “Riminese”, morbida, sottile e di diametro maggiore.

A ottobre è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la richiesta di modifica al disciplinare che prevede l’introduzione della farina di farro e l’aggiunta di latte o miele, olio di semi di girasole.

Nell’ultimo anno la piadina Igp è riuscita a resistere anche allo stop di bar e ristoranti chiusi a causa della pandemia: «Nei primi otto mesi del 2020 la produzione Igp è stata di 15mila tonnellate (erano state 17.860 nel 2019), dato ragguardevole tenuto conto delle difficoltà del canale horeca» dichiara il Consorzio.

Numerosi i tentativi di imitazione, alcuni sventati in Canada e Gran Bretagna, e alto il gradimento nei paesi di cultura tedesca: Germania e Austria assorbono il 70% dell’export della Igp. Piace anche spagnoli, francesi, inglesi e la stanno apprezzando anche in Polonia, aggiunge il gruppo leader Casa della Piada Crm (acquistata nel 2018 dal fondo Aksìa Group) che produce oltre 100 milioni di piadine all’anno con prodotti a marchio proprio e per le più grandi catene di supermercati.

La piadina ha perso dunque la sua stagionalità, si mangia a casa e ha conquistato altri spazi fisici oltre ai chioschi balneari sulla riviera romagnola dove ha iniziato la sua scalata. Lo dimostra il successo di La Piadineria catena fondata nel 1994 che conta 281 locali, 273 in Italia e 8 in Francia, acquisita nel 2018 dal fondo Permira per 270 milioni di euro.

Nei fast food si servono 30 tipologie di piadina, farcite al momento con prodotti freschi, preparate nello stabilimento di Montirone (Brescia). Il format è presente in centri commerciali, outlet, stazioni ferroviarie, luoghi di transito nelle città serve fino a 40mila clienti al giorno. La catena, fa sapere l’azienda, ha pagato però il prezzo del lungo lockdown
I dati più rosei riferiti alle vendite fino a settembre segnalano una performance inferiore al 15% rispetto al 2019. Anno molto positivo che si era chiuso con 98 milioni di euro di ricavi consolidati.
Nel 2020 il gruppo ha continuato la sua espansione sul territorio: sono stati aperti 25 nuovi punti vendita che diventeranno 50 nel 2021. Sul fronte dell'innovazione dopo l’adesione al servizio delivery con i maggiori player, il lancio dell’app click&collect per ordinare e ritirare l’ordine senza attesa, nei prossimi mesi verranno anche installati i chioschi self service per semplificare l’acquisto e evitare il contatto con il personale.

L’appetito per la piadina è venuto anche al gruppo bolognese Valsoia che a dicembre scorso ha rilevato per 13 milioni di euro da De.Co Industrie il marchio Loriana secondo player nel mercato italiano delle piadine che si conservano a temperatura ambiente.
Un’acquisizione spiega l’ad di Valsoia, Andrea Panzani, «che serve al gruppo per entrare in un mercato sia in Italia che all’estero con elevate potenzialità di crescita e per rafforzare la sua brand equity». Non sono previste a breve innovazioni di prodotto, la gamma Loriana comprende già numerose versioni e formati (romagnola Igp, integrale, biologica, ai legumi) ma dopo le piadine, Valsoia non esclude altre acquisizioni nel settore alimentare «puntando ai marchi di nicchia o numero due possibilmente premium price» aggiunge Panzani. Quale sarà la prossima gallina dalle uova d’oro?

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti