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La Cina rallenta la crescita: Pil +7,9% nel secondo trimestre

Pechino torna alla normalità dopo l’esplosivo +18,3% registrato nei primi tre mesi del 2021. Oggi la manovra per la liquidità della Banca centrale

di Rita Fatiguso

3' di lettura

Rallenta la crescita cinese a +7,9% a giugno su base annua nel secondo trimestre. Il rimbalzo è diminuito rispetto all’esplosivo +18,3% registrato nel trimestre precedente. L’incremento è dell’1,3%, a riflettere una normalità post Covid. La Banca centrale intanto oggi dà il via libera all’operazione liquidità tagliando lo 0,5% delle riserve del sistema interbancario. Ufficialmente la manovra è legata al bisogno di sostenere le Pmi in affanno, in realtà incombe il problema dell’enorme debito corporate in scadenza. Così Pechino entra ufficialmente nell’affollato club delle Nazioni che hanno adottato politiche di stimolo.

Ritorno alla crescita normale

Il Pil nella prima metà dell’anno è stato di 53,2 trilioni di yuan (8,2 trilioni di dollari), con un aumento annuo del 12,7%. Lo slancio di crescita del precedente trimestre si è attenuato seguendo un andamento “stabile e solido” consolidato a +7,9% a giugno su base annua nel secondo trimestre. Il rimbalzo è diminuito rispetto all’esplosivo +18,3% registrato nel trimestre precedente. L’incremento è dell’1,3%, a riflettere una normalità post Covid.

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La produzione industriale è aumentata dello 0,56% su mese e dell’8,3% sull’anno, a maggio era aumentata dell’8,8% annuo. Nel primo semestre la produzione industriale è cresciuta del 15,9% su anno. La produzione dell’industria estrattiva nel primo semestre è aumentata del 6,2% e quella manifatturiera è aumentata del 17,1%.

Gli investimenti in asset fissi della Cina, esclusi quelli effettuati nel settore rurale, sono saliti dall’inizio dell’anno del 12,6% su base annua. Il dato è stato migliore del +12,1% atteso ma ha allentato il passo rispetto al precedente balzo del 15,4%.

A giugno il dato relativo alle vendite al dettaglio della Cina è balzato del 12,1% su base annua, più del rialzo dell’11% atteso. In particolare, le vendite al dettaglio di bevande sono volate del 29,1% su base annua.

Il tasso di disoccupazione è rimasto nel mese di giugno stabile al 5%, mentre la disoccupazione giovanile (senza lavoro di età compresa tra i 16 e i 24 anni) è balzata al 15,4%, allo stesso livello in cui si trovava nel giugno del 2020.


Commercio estero in espansione

I dati positivi della bilancia commerciale

Un altro elemento positivo di consolidamento della ripresa è l’andamento positivo della bilancia commerciale. Il commercio estero del Paese è aumentato del 27,1% su base annua a 18,07 trilioni di yuan (2,79 trilioni di dollari) nei primi sei mesi, la migliore performance nella storia, secondo i dati appena diffusi dall’amministrazione delle Dogane.

La crescita della bilancia commerciale segna un aumento del 22,8% anche rispetto al livello pre-epidemia nel 2019, indicando una solida ripresa economica e una forte domanda globale di esportazioni cinesi. Alcune piazze si sono rivelate più favorevoli di altre, è ancora una volta il Nord America a far da traino,invecea giugno hanno segnato una battuta di arresto nell’area asiatica Giappone e Corea.

La manovra sui ratios per la liquidità

Oggi parte l’operazione taglio dei ratios dello 0,5%. Non succedeva dalla metà del 2020 che la Banca adottasse una simile misura di stimolo alla liquidità in qualche modo tornando sui suoi passi rispetto a una consolidata politica monetaria prudente.

La Banca centrale ha puntato il faro sulla speculazione che potrebbe innescarsi e sta monitorando la situazione dei prestiti a medio termine (MLF). Un lotto di prestiti a un anno del valore di 400 miliardi di yuan (61,81 miliardi di dollari) è in scadenza.

L’annuncio della scorsa settimana sui ratios ha sorpreso i mercati, tagliando i requisiti di riserva delle banche l’Istituto centrale ha dichiarato che parte del denaro liberato sarebbe stato utilizzato per ripagare il debito, specie quello emesso da realtà di medio calibro.


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