Lavoro

Poste, staffetta generazionale sul 25% dei dipendenti

Il turn over fisiologico e le uscite per pensionamento e prepensionamento riguarderanno quasi 30mila persone e creeranno nuove opportunità di assunzione

di Cristina Casadei

Poste Italiane, utile e ricavi in decisa crescita. Del Fante: "Risultato frutto di spirito squadra"

4' di lettura

Il volto delle Poste Italiane sarà sempre più sostenibile - come certifica anche la leadership mondiale nell’indice Euronext Vigeo Eiris -, giovane e digitale. Tra le sfide che accendono i riflettori sul più grande datore di lavoro in Italia (ha oltre 125mila addetti), c’è sicuramente la staffetta generazionale che farà sì che il 25% della forza lavoro sarà rinnovata di qui al 2024, secondo quanto previsto dal piano “24Sustain&innovate”.

Il turn over

Il turn over fisiologico e le uscite per pensionamento e prepensionamento riguarderanno quasi 30mila persone e creeranno nuove opportunità di assunzione, con l’obiettivo di portare nella società un’iniezione storica di nuove competenze sul digitale, sulla sostenibilità e sulla finanza. Con una riduzione dell’età media, oggi intorno ai 49,2 anni, e un ulteriore aumento della quota di donne, che passerà dall’attuale 55% al 56% nel 2024. È, questo, uno dei tasselli del change management del gruppo, che emerge quando si parla del tema sostenibilità a 360°. Soltanto per citare un ambito, quello della consulenza finanziaria, nel 2024 i consulenti diventeranno 10mila, rispetto agli 8mila attuali, e questo, dovendo tenere conto del turn over, significherà molto più di 2mila ingressi. Un’altra area in forte espansione è quella del contrasto alle frodi sulle carte e sui pagamenti digitali dove sono stati fatti ingenti investimenti e dove stanno entrando 20 giovani stagisti. Si tratta di 20 neolaureati in discipline Stem, selezionati tra oltre 2.700 candidati che rendono la misura dell’interesse che la società genera nel mercato del lavoro. Anche tra i più giovani. Ad accompagnare il ricambio generazionale c’è anche un piano di upskill e reskill che prevede 25 milioni di ore di formazione nell’arco di piano. Solo lo scorso anno, ogni lavoratore ha fatto in media 46 ore di formazione, quasi il doppio di quelle del 2018. I quadri sono arrivati a 92 ore. Molteplici gli ambiti, si va dalla formazione di base, alla cultura aziendale, agli ambiti specifici dove ogni lavoratore si deve rafforzare.

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Gli obiettivi

Sono tanti i tasselli che compongono il mosaico della sostenibilità che, in Poste, è innanzitutto una questione di leadership. L’amministratore delegato, Matteo Del Fante, è convinto «di poter affrontare e vincere le sfide sullo sviluppo sostenibile solo attraverso il dialogo continuo con gli stakeholder». È importante «agire e non attendere se vogliamo davvero costruire un nuovo modello di sviluppo per la tutela dell’ambiente, degli interessi collettivi e per il governo di impresa, creando contemporaneamente valore condiviso per il Paese - continua il manager -. L’ingresso nei più importanti indici di sostenibilità certifica la validità della strategia adottata da Poste Italiane verso la piena integrazione dei principi di sostenibilità con gli obiettivi di business».

Nell’indice Euronext Vigeo Eiris Poste Italiane è infatti diventata leader mondiale, su quasi 5mila aziende. Il risultato è frutto dell’analisi di 300 indicatori, relativi a 38 criteri di sostenibilità tra cui ci sono le politiche ambientali, il rispetto dei diritti umani, la valorizzazione del capitale umano, le relazioni con gli stakeholder, la corporate governance, il codice etico, l’integrità e la lotta alla corruzione, la prevenzione del dumping sociale e ambientale negli approvvigionamenti e nel subappalto.

Giuseppe Lasco, condirettore generale di Poste Italiane aggiunge che «la leadership globale tra le 5mila imprese di tutto il mondo nel campo della sostenibilità riconosciuta da Vigeo Eiris conferma la solidità del percorso che Poste Italiane ha intrapreso negli ultimi anni. Il traguardo raggiunto ci rende orgogliosi di quanto fatto dalle nostre persone in ogni ruolo, in ogni angolo del paese, ogni giorno e ci consente di guardare con fiducia agli obiettivi fissati nella strategia di sostenibilità del Gruppo, parte integrante del nuovo piano industriale 2024 Sustain&Innovate».

Il percorso sulla via della sostenibilità che ha intrapreso Poste abbraccia molti ambiti, che vanno dall’investimento sul capitale umano fino alla riduzione dell’impatto ambientale. Su quest’ultimo capitolo la società ha previsto oltre un miliardo di investimenti che saranno distribuiti su diversi capitoli, dalla flotta dei veicoli fino al patrimonio immobiliare per raggiungere l’obiettivo delle zero emissioni nette entro il 2030, con un passaggio intermedio nel 2025 che prevede una riduzione del 30% delle emissioni. Per esempio, sulla flotta, che è la più grande in Italia con 30mila mezzi, l’obiettivo è di ridurre del 40% le emissioni inquinanti, incrementando la quota di veicoli a ridotto impatto ambientale, per arrivare alla sostituzione del parco mezzi, già in corso, entro il 2022. Questo avrà un impatto molto importante anche nei piccoli comuni dove è stato preso l’impegno della riduzione delle emissioni del 50%.

I piccoli centri da valorizzare

A proposito dei piccoli centri, un fattore che concorre a far svettare Poste Italiane nelle classifiche mondiali della sostenibilità è anche la presenza capillare su tutto il territorio nazionale e la scelta di “inclusione” dei piccoli centri, facendo investimenti importanti, con l’installazione, per esempio, dei bancomat intelligenti. In tutto il paese ci sono oggi ben oltre 13mila uffici postali che stanno affrontando, insieme ai centri di smistamento e alle sedi centrali, un percorso di riconversione in smart building, con l’efficientamento energetico, l’installazione di pannelli fotovoltaici, l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Il percorso della società è molto complesso e per favorire la sostenibilità gli obiettivi di business scorrono e si intrecciano con quelli della sostenibilità a 360°. Per trasferire ancora di più il senso del forte committment su questi temi della leadership della società.

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