Criminalità

Presunti favori a boss: sospesa la direttrice del carcere di Taranto

Avrebbe agevolato un detenuto, Michele Cicala, esponente di spicco della criminalità tarantina

di Domenico Palmiotti

Giustizia, Cartabia: "Anno difficile nelle carceri per pandemia e rivolte"

4' di lettura

Avrebbe agevolato un detenuto, Michele Cicala, esponente di spicco della criminalità tarantina. Per questo la direttrice del carcere di Taranto, Stefania Baldassarri, è stata sospesa dall'incarico dal direttore del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, Bernardo Petralia, sulla base di una informativa della Direzione distrettuale antimafia di Lecce. Il Dap contesterebbe a Baldassarri condotte irregolari che avrebbero però riguardato - a quanto si apprende - la famiglia di Cicala più che direttamente quest'ultimo.

Stefania Baldassarri si sarebbe presentata in almeno due occasioni in un bar gestito dai familiari di Michele Cicala, esponente di spicco della criminalità di Taranto, attualmente ai domiciliari. Lo scrive la Guardia di Finanza nell'informativa. Baldassarri avrebbe dato alla moglie di Cicala notizie sul marito, assicurandola circa le sue condizioni di salute, dicendogli che stava bene, e invitandola a chiamarlo per “esprimergli conforto”. Il bar dove si è recata la direttrice del carcere é sotto sequestro. Nel rapporto degli investigatori si parla di “singolare e di particolare premura l'attenzione riservata dalla direttrice della Casa Circondariale di Taranto verso il detenuto Michele Cicala”.

Loading...

Cicala, attualmente, non è più recluso ma ai domiciliari. Il Tribunale del riesame di Lecce ha fatto cadere nei suoi confronti l'accusa di associazione mafiosa su istanza dei legali. Sul punto, però, la Procura di Lecce ha fatto ricorso in Corte di Cassazione.

Michele Cicala, l’ultimo arresto per frode su carburanti

L'ultimo arresto di Michele Cicala - che ha già scontato una condanna per il blitz “Mediterraneo” di anni addietro, riferito ad estorsioni aggravate col metodo mafioso - risale al 12 aprile scorso quando fu coinvolto in un'operazione delle Dda di Lecce e Potenza, nonché della Guardia di Finanza e dei Carabinieri. Operazione che ha svelato una frode sui carburanti.

In quell'occasione furono 26 le persone condotte in carcere, 11 sottoposte agli arresti domiciliari e altre 6 destinatarie di divieto di dimora. Nella vicenda specifica il clan Cicala, secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, era alleato a quello dei Diana-Casalesi in Campania. In particolare, Cicala aveva creato una nuova compagine con legami con le componenti del clan tarantino Catapano-Leone. Questo gruppo - rilevò l'indagine - reimpiegava risorse economiche in molte attività anche commerciali, attraverso una fitta rete di prestanome, ed era aggressivo dal punto di vista militare. Cicala - emerse dal lavoro investigativo - aveva puntato particolarmente sul settore della distribuzione degli idrocarburi, perchè estremamente lucroso, accordandosi con il gruppo Diana, attivo nel Vallo di Diano tra Basilicata e Campania, e sviluppando cosí l’attività di contrabbando. Di conseguenza, venivano vendute ingenti quantità di carburante per uso agricolo, che beneficia di agevolazioni fiscali, a persone che poi lo immettevano nel mercato normale dell’autotrazione. In base all'indagine, i proventi del traffico carburanti erano stati riciclati nell’acquisizione di bar e ristoranti.

Giustizia, Cartabia: "Anno difficile nelle carceri per pandemia e rivolte"

In quanto alla figura di Michele Cicala, così la descrisse la Guardia di Finanza: “Cicala in carcere ha studiato, si è migliorato, ha capito che la strada della violenza non era la più produttiva. Ha così intessuto relazioni con personaggi leciti ed illeciti nel tentativo di darsi una immagine da imprenditore”. “Da tutte le attività imprenditoriali, Cicala - disse ancora la GdF lo scorso aprile - ha previsto che una parte profitti vadano alle famiglie i cui esponenti sono in carcere. Ha persino creato delle cooperative per aiutare giovani disagiati, che servivano a entrare nelle gare per gli appalti pubblici”.

Baldassarri, candidata nel 2017 nel centrodestra

In quanto a Baldassarri, si è candidata a sindaco di Taranto nel 2017 per una coalizione di forze civiche e di centrodestra. Arrivò in testa al primo turno elettorale ma perse poi il ballottaggio nel confronto dello sfidante di centrosinistra Rinaldo Melucci, poi eletto sindaco di Taranto. Baldassarri è attualmente consigliere comunale di opposizione.

La reazione

“No, assolutamente, mi aspettavo un provvedimento del genere, sono ancora incredula, smarrita, sgomenta”. Così Baldassarri commenta la sospensione del Dap. Leggendo le motivazioni - ha detto - non riesco proprio a comprendere quale sarebbe il disvalore in questo caso disciplinare. Tengo a precisare che non sono indagata e non ho ricevuto alcun avviso di garanzia”. “Avrei essenzialmente manifestato - ha detto Baldassarri - a chi me ne ha fatto richiesta, ovvero i ragazzi che lavorano in un bar. Mi è stato chiesto se fossi il direttore del carcere, ho risposto di sì, mi é stato chiesto come stava i detenuti Romano, Buscicchio e Cicala, ho detto che stavano come possono stare i detenuti in custodia cautelare. Mi è stato chiesto cosa facessero tutto il giorno, ho detto quello che solitamente fanno in genere tutti i detenuti”. “Mi è stato chiesto - ha aggiunto Baldassarri - se potevo portare loro i saluti, ho detto che purtroppo in direttore si occupa di altro che portare i saluti. Mi é stato chiesto cosa potessero fare e ho detto che il modo per manifestare la loro vicinanza era quello di scrivere”. “Il bar é stato riaperto, perché dissequestrato, non comprendo i motivi perchè mortificare l'aspettativa di gente che stava lavorando e che nulla aveva a che fare col procedimento penale” ha detto la direttrice del carcere di Taranto.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti