ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùItalian Energy Summit 2021

Primo obiettivo: indipendenza energetica

[All’edizione 2021 dell’Italian Energy Summit organizzato dal Gruppo Sole 24 Ore il Ministro della Transizione ecologica Cingolani illustra le tappe irrinunciabili che caratterizzano il futuro energetico dell’Italia ommario]

di Davide Madeddu

2' di lettura

Parola d’ordine: fare sistema. E poi tempi “giusti”, una burocrazia più snella, passaggi graduali dal fossile alle rinnovabili per garantire la continuità dei servizi e azioni per riconquistare la fiducia dei cittadini. La strada per la transizione energetica che dovrebbe segnare la fine dell'utilizzo del carbone passa per questo mix e per l’utilizzo delle risorse del Pnrr. Una sfida complessa e faticosa, come rimarcato da Edoardo Garrone, Presidente Gruppo 24 ORE, nel corso dell’”Italian Energy Summit” Verso un’Italia green: le prossime sfide della transizione energetica, organizzato dal Sole 24 Ore e 24 ore eventi. «L’edizione di quest’anno assume una particolare importanza – ha detto –. L’Europa ha indicato gli obiettivi di decarbonizzazione al 2050. I paesi membri stanno programmando i provvedimenti necessari».

Opportunità irrinunciabile

Che le risorse del Pnrr siano un'opportunità irrinuciabile l’ha sottolineato il direttore del Sole 24 Ore Fabio Tamburini che ha parlato di “treno in corsa” che non si può perdere. «Bisogna salirci al volo perché c’è il rischio che possa non passare più». In questo scenario in cui il cambiamento epocale può giovarsi di importanti risorse diventa determinante la questione tempi che, come detto dal ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani «devono essere giusti. Il Pnrr è un contratto vincolante con l’Europa – ha detto –: la roadmap che abbiamo consegnato va rispettata in maniera seria, perché i fondi arrivano a saldo, e se ritardiamo o non spendiamo il rischio è di vederci ritirati i fondi, che sono stati impegnati su un calendario specifico». Poi il piano ambizioso, ossia arrivare nel 2030 «a una produzione di energia prodotta da sorgenti rinnovabili di 70 gigawatt». «Dobbiamo produrre energia da fonti rinnovabili per fare la transizione energetica in Italia perché non possiamo caricare le batterie delle auto bruciando idrocarburi. Dovremo costruire grandi infrastrutture energetiche e tanti impianti, ma la catena permessi è di oltre 1200 giorni e non ce lo possiamo permettere. Stiamo lavorando per ridurli notevolmente».

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L’Indipendenza energetica

Poi la questione del gas e l’indipendenza energetica: «Paesi come l’Italia, ad alto valore manifatturiero peraltro, perseguono il sogno dell’indipendenza energetica. L’indipendenza ci dà anche molto direttamente un abbassamento dei costi e più competitività alle aziende – ha aggiunto–. Se saremo bravi, rapidi e puntuali nel costruire il nostro sistema di rinnovabili e contestualmente crescerà la tecnologia degli accumulatori, ci libereremo del gas prima. Se non saremo bravi ne avremo bisogno perché non c’è altra soluzione». .Transizione che per coincide con il reset di un modello di business e modello operativo, come sottolinato da Francesco Gagliardi, Partner KPMG Head of Energy perché con la transizione ci sarà un «nuovo modello energetico sarà alla base di un nuovo modello industriale. Reset di un modello di business e modello operativo».

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