Proteggere la privacy sul cellulare in poche mosse: i consigli chiave

E’ possibile ormai proteggere la privacy su smartphone con efficacia. Si tratta solo di lavorarci un po'

di Alessandro Longo

(md3d - stock.adobe.com)

4' di lettura

E’ possibile ormai proteggere la privacy su smartphone con efficacia. Si tratta solo di lavorarci un po' seguendo alcune raccomandazioni universalmente indicate dagli esperti. Ci sono impostazioni da controllare, cose da non fare, servizi o app da aggiungere.
Se sembra complicato, la buona notizia è che almeno oggi è possibile davvero proteggersi: fino a qualche anno fa la privacy era utopia su smartphone, soprattutto su Android. Dove comunque resta un po' più difficile tutelarla, per via della grande presenza di Google, che ha bisogno dei nostri dati per fare business.
Anni di scandali emersi sulla stampa – con app che ad esempio anche su iPhone rivelavano i nostri parametri fisici agli sponsor pubblicitari – sono serviti a qualcosa. Negli ultimi mesi Apple ha lanciato le etichette che mostrano come le app usano i nostri dati e Google ha seguito a ruota . Anche se Apple resta un passo avanti, sul blocco del tracking pubblicitario nelle app e, con la prossima versione iOS, anche su web e mail.
Tutto questo ci aiuta, ma un po' ancora bisogna aiutare sé stessi, se ci teniamo alla privacy. Ecco come.

Autenticazione a due fattori

Attivare l'autenticazione a due fattori è la base della sicurezza e serve anche per la nostra privacy. Attiviamola su qualsiasi account (social, mail). Su Android anche per quello di Google. Idem su iPhone . La cosa migliore sarebbe dare come numero di verifica uno utilizzato solo a questo scopo, anche se macchinoso.

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Un pin di accesso sicuro

Scegliamo un pin di accesso complesso, usato solo per quel cellulare. Alcuni esperti consigliano di non abilitare l'accesso via impronte digitali o volto, ma è una cautela utile solo ai più paranoici (o persone a rischio).

Controllare le app

È più facile controllare le app, come detto; meno male perché qui si annidano i principali rischi privacy: molte app ancora fanno richieste irragionevoli di accesso ai nostri dati, soprattutto quelli di posizione geografica. Android e iPhone hanno un centro di gestione privacy dove gestire i permessi delle app. Partiamo da quelle che vorrebbero accedere alla nostra posizione e limitiamola. Bene che vi accedano solo se ne abbiamo bisogno e comunque solo quando l'app è attiva (non sempre). Attenti alle app che hanno diritti di accesso totale: solo in pochi casi (ad esempio per funzionalità particolari, come quelle di registrazione chiamate) è necessario. Approfittiamone per verificare quali sono le app in effetti installate ed eliminiamo quelle che non ci servono. Ricordiamo anche di installare le app solo tramite gli store ufficiali.

Aggiornamenti automatici

Verifichiamo che sia abilitato l'update automatico del software. Controlliamo che siano aggiornate le app (vediamo tra le impostazioni degli store). Gli aggiornamenti coprono falle di sicurezza che portano ad accessi illeciti ai nostri dati personali.

Sicurezza base

A questo proposito: non c'è privacy senza cybersecurity, ma qui il discorso sarebbe lungo. Per ora val la pena solo ricordare le precauzioni base come dotarsi di un'app anti-malware (alcune sono preinstallate) e attenti a clic su mail, sms e messaggi che ci arrivano inattesi. O anche non usiamo accessi Wi-Fi pubblici di cui non conosciamo bene la natura (e meglio comunque farlo via VPN, come ExpressVpn).

Trova il mio dispositivo

Attiviamo l'opzione trova il mio dispositivo. Non è solo comoda per ritrovarlo, ma anche eliminare a distanza i nostri dati se ce lo rubano.Niente notifiche sul blocco schermoLa privacy è fatta anche di piccole cose, come disabilitare (o limitare fortemente) le notifiche che appaiono sullo schermo bloccato. L'opzione si trova nel menu notifiche.

Opzioni iPhone

Qualche cosa in più si può fare su iPhone. Disabilitiamo l'opzione per condividere la nostra posizione e nella sezione pubblicità, sotto privacy, disabilitiamo il targeting pubblicitario per non farci tracciare tra un'app e l'altra. Qui ogni tanto resettiamo il nostro identificativo unico del dispositivo.

Opzioni Android - Google

È quasi impossibile fermare completamente la raccolta dei dati di Google se si utilizza un dispositivo con un sistema operativo di Google, ma Google fornisce un certo controllo su ciò che raccoglie e per quanto tempo conserva quei dati. Usiamo il privacy checkup e disabilitiamo ciò che non ci convince. Tra l'altro, se non siamo fan degli annunci personalizzati sui servizi di Google, qui possiamo disabilitarli. A proposito di Google, si può evitare di usare Chrome come browser (meglio Firefox Focus o DuckduckGO) e Google come motore di ricerca (meglio DuckDuckGo). Le alternative, che dovremmo impostare come default nella categoria, sono focalizzate sulla privacy sia nel senso che non usano i nostri dati sia perché hanno integrati sistemi di tutela.

App da installare

Infine alcune app per dare un sapore privacy in più allo smartphone. Access Dots aggiunge su Android la funzione iOS 14 che avvisa quando un'app cerca di usare la camera o il microfono. GlassWire aiuta a controllare l'uso di dati fatto dalle app.App come Norton App Lock aggiungono uno strato di sicurezza in più nell'accesso al dispositivo.Twilio Authy aiuta a gestire le doppie autenticazioni; Bouncer a regolare i permessi delle app in modo più stringente.


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