Politica

Sergio Mattarella rieletto presidente della Repubblica: il più votato dopo Pertini

Con 759 voti è il presidente più votato dopo Pertini. I capigruppo della maggioranza e i governatori sono saliti al Colle nel pomeriggio a chiedere al capo dello Stato di accettare la rielezione. Guerra nella Lega che chiede il rimpasto di governo

di Nicoletta Cottone e Andrea Gagliardi

Quirinale, Sergio Mattarella rieletto al Colle con 759 voti
  • Macron: auguri Sergio,conto su di te per un’Europa forte

    «Auguri, caro Sergio, per la tua rielezione»: comincia così un tweet di Emmanuel Macron per la rielezione di Mattarella. «So di poter contare sul tuo impegno - continua Macron - affinché viva l’amicizia fra i nostri paesi e questa Europa unita, forte e prospera che stiamo costruendo». Al tweet, il presidente francese ha aggiunto la foto delle evoluzioni delle pattuglie acrobatiche di Italia e Francia in occasione della firma del Trattato del Quirinale: «Viva l’amicizia tra l’Italia e la Francia!», conclude Macron, in italiano.

  • Draghi: grato al presidente per la sua scelta di asseocndare la volontà del Parlamento

    «La rielezione di Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica è una splendida notizia per gli italiani. Sono grato al Presidente per la sua scelta di assecondare la fortissima volontà del Parlamento di rieleggerlo per un secondo mandato». Così il presidente del Consiglio Mario Draghi.

  • Fico: proclamo Mattarella eletto presidente della Repubblica

    Al termine dello spoglio il presidente della Camera Roberto Fico ha proclamato Sergio Mattarella eletto capo dello Stato. Ha ottenuto 759 voti. «Mi recherò immediatamente al domicilio dell’eletto con la presidente del Senato per comunicargli la sua elezione», ha annunciato nell’Aula di Montecitorio il presidente della Camera Roberto Fico.

  • Pertini ebbe 832 voti, Cossiga 752, Napolitano 738

    Nello spoglio dell’ottavo scrutinio per l’elezione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha ottenuto 759 voti, risultando così il secondo Capo dello Stato più votato della storia, dopo Sandro Pertini, che resta al primo posto con 832 consensi. Dietro l’attuale Capo dello Stato, Francesco Cossiga, con 752 consensi, e Giorgio Napolitano, alla rielezione, con 738.

  • Mattarella è il presidente più votato dopo Pertini: 759 voti

    Il Capo dello Stato Sergio Mattarella, confermato per il bis al Quirinale, nell’ottava votazione. É stato il capo dello Stato più votato dopo Sandro Pertini. Ha avuto 759 voti, superando di gran lunga il quorum di 505 voti necessari dopo il quarto scrutinio.

    Il bis di Mattarella al Quirinale: l'uomo, il politico, il presidente
  • In piazza del Parlamento applausi per l’elezione di Mattarella

    Un gruppetto composto da una ventina di persone si è posizionato dietro le transenne poste in piazza del Parlamento per seguire lo scrutinio. Alla notizia della rielezione di Sergio Mattarella a presidente della Repubblica è partito spontaneo un applauso.

  • Un lungo applauso in aula ha salutato il superamento dei 505 voti

    Tutta l’Aula si è levata in piedi al raggiungimento del quorum per un lungo, liberatorio applauso. Cinque minuti al raggioungimento del quorum di 505 voti. Tanti deputati stanno facendo foto e filmati con i cellulari. Emanuele Fiano, Simona Malpezzi ed Enrico Letta si danno il ’cinque’. Il capogruppo M5S Davide Crippa è abbracciato dai colleghi.

  • Quirinale, Sergio Mattarella rieletto presidente della Repubblica

    Superata la soglia di 505 voti, nell'ottavo scrutinio Sergio Mattarella è stato rieletto presidente della Repubblica. Per la proclamazione ufficiale è necessario attendere il termine dello spoglio. La prima volta era stato eletto presidente della Repubblica il 31 gennaio 2015, al quarto scrutinio, con 665 voti.

  • Chiusa la votazione, inizia lo scrutinio

    Chiusa la votazione, inizia lo scrutinio, che sarà effettuato dal presidente della Camera Roberto Fico.

  • Conte: con Mattarella ha vinto l’Italia

    Nella partita del Quirinale, con la riconferma di Mattarella «ha vinto l’Italia», sottolinea il leader M5S Giuseppe Conte in conferenza stampa a Montecitorio. «La trattativa sulle candidature femminili è stata condotta a tre: Salvini-Conte-Letta», racconta il leader pentastellato che precisa: «Ero stato delgato dal Pd a trattare con Salvini. Poi io ho chiesto al segretario Letta di affiancarmi in quegli incontri». Quanto ai nomi, il presidente 5s sfida la stampa a dire quand’è che avrebbe fatto il nome di Belloni e poi insiste: «i nomi sono sempre stati gli stessi che giacevano lì da giorni: non ho fatto alcun giorno delle tre carte».

  • Iniziata la chiama dei delegati regionali

    Conclusa la chiama di senatori e deputati, in aula alla Camera è iniziata la chiama dei 58 delegati regionali.

  • Quirinale, Conte: non ci sentiamo vincitori né vinti

    «Tanti parlano di vincitori e vinti, noi non ci sentiamo vincitori né sconfitti». Così il leader M5S Giuseppe Conte in conferenza stampa. «Non ho mai fatto accordi sottobanco: non l’ho detto fino ad ora perché ero concentrato sulla trattativa e non mi sono fatto distrarre da questi pettegolezzi», ha spiegato Giuseppe Conte. «Mai fatto il gioco delle tre carte». «Con Draghi ho chiesto un chiarimento: non possiamo limitarci ad assicurare la stabilità del governo, dobbiamo essere promotori di un confronto per siglare un patto per i cittadini nell’ambito del quale individuare quali possano essere le priorità» per il Paese.

  • Salvini, no di Meloni a Mattarella e Draghi? Lei sta all’opposizione

    «Meloni è un amica, ma ha scelto l’opposizione, quindi il no a Mattarella e Draghi è normale, noi siamo al governo, dalla parte della maggioranza degli italiani». Lo ha detto Matteo Salvini, parlando a RaiNews24. «Ci sono pezzi di centrodestra che sono scomparsi, che non hanno votato con il centrodestra».

  • Tajani lancia l’asse ’Fi-centristi’: esce rafforzata area Ppe centrodestra

    «Senza le forze che si rifanno al Ppe come noi, il centrodestra non sarà protagonista». Antonio Tajani, coordinatore nazionale azzurro, garantisce il «pieno appoggio» al Mattarella bis e manda un messaggio chiaro agli alleati Lega e Fdi: senza Fi e i ’centristi’ della coalizione che si richiamano ai valori del Ppe, dall’Udc a Noi per l’Italia ai totiani di Cambiamo, il centrodestra non va da nessuna parte. «Stanotte c’è stata una lunga riunione di Fi con Udc, Noi per l’Italia e ’Cambiamo’, intanto, per un coordinamento forte in vista dell’elezione del capo dello Stato. Mi auguro - conclude Tajani - che questo coordinamento dell’area popolare all’interno del centrodestra possa andare avanti anche nei prossimi giorni e nei prossimi mesi».

  • Salvini: I litigi non si riversino sull’ azione di governo


    «Sono sollevato perchè si rischiava di andare avanti tra veti litigi e beghe. E sono tranquillo ho fatto tutte le proposte possibili, soprattutto sul fronte femminile»», ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, al Tg1. «Domani il parlamento torna a fare il Parlamento, il governo fa il governo: serve normalità. I litigi di questi giorni sul Colle non si riversino sul governo».

  • Giorgetti, nessuna richiesta di rimpasto

    «Ma va, ma che rimpasto...non esiste...». Così Giancarlo Giorgetti, ai cronisti, nega con con vigore che ci sia l’idea di un rimpasto dietro la sua richiesta di una nuova fase, di una messa a punto nell’azione di governo. «Ho posto un tema serio, serve quantomeno un codice di comportamento tra gli alleati di una maggioranza, ci sono temi socialmente impattanti, se ci sono difficoltà di maggioranza è complicato. Dopodiché ognuno fa la sua parte».

  • Speranza: Rimpasto? No a formule politiche incomprensibili

    Il leader di Leu e ministro della Salute Roberto Speranza ritiene che Mattarella sia «la persona giusta al posto giusto». Mattarella, sottolinea «è di assoluta garanzia sul piano nazionale e internazionale. Oggi il Paese è più forte e più unito». Il rimpasto? «Credo che il governo stia facendo un lavoro molto importante sulla pandemia, in una fase non semplice. Abbiamo la grande sfida del Pnrr e dobbiamo subito metterci al lavoro. Non è il momento di formule politiche che suonerebbero incomprensibili. Da domani la politica deve ricominciare a occuparsi dei problemi reali di chi paga ancora questa crisi». La legge elettorale? «É sbagliata, può e deve essere cambiata».

  • Giorgetti, dimissioni? Serve nuova fase governo

    «Sono felice che Mattarella abbia accettato con senso di responsabilità l’intenzione del Parlamento di indicarlo alla presidenza della Repubblica. Dimissioni? Per affrontare questa nuova fase serve una messa a punto: il Governo con la sua maggioranza adotti un nuovo tipo di metodo di lavoro che ci permetta di affrontare in maniera costruttiva i tanti dossier, anche divisi, per non trasformare quest’anno in una lunghissima, dannosa campagna elettorale che non serve al paese». Così il ministro dello sviluppo Giancarlo Giorgetti al termine di un incontro con il segretario delle Lega Salvini. I due hanno chiesto un incontro a Draghi.

  • Nyt, accordo rielezione Mattarella per mantenere status quo

    «Dopo negoziati caotici e malsani dietro le quinte, i parlamentari italiani hanno detto di aver raggiunto un consenso per mantenere lo status quo, chiedendo all’attuale presidente Sergio Mattarella di restare per un altro mandato di sette anni»m scrive il “New York Times”. Che parla di una «politica litigiosa e alleanze che si sgretolano appena sotto la superficie del governo di unità nazionale». «Nella imprevedibile politica italiana - osserva il quotidiano americano, che nei giorni scorsi aveva fatto l’endorsement per Mario Draghi al Colle - niente è certo fino a quando non saranno state contate ufficialmente le schede e Mattarella, 80 anni, era riluttante» a un nuovo mandato. «Ma una settimana di voti includenti - scrive il Ny Times - aveva già rivelato l’incapacità dei diversi interessi politici all’interno della coalizione di governo di riunirsi intorno a un nuovo candidato».

  • Legge elettorale, Letta: sia in agenda prossimi mesi

    «La legge elettorale deve essere in agenda, per quanto ci riguarda c’è interesse a metterla in agenda, quella attuale è forse la più brutta che ci sia stata regalata. Ritengo che nell’agenda dei prossimi mesi la legge elettorale ci debba essere». Lo ha detto il segretario Pd Enrico Letta in conferenza stampa alla Camera.

  • L’ira di Meloni: Mattarella bis è il fallimento della politica

    C’è amarezza, delusione e anche rabbia per come è andata a finire. Dentro Fratelli d’Italia l’umore è nero di fronte alla prospettiva di un Mattarella bis. «É il fallimento della politica», tuona la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. «I partiti hanno scelto di tirare a campare, barattando di fatto sette anni di presidenza della Repubblica in cambio di sette mesi in più di governo e di legislatura». L’ex ministra della Gioventù del governo Berlusconi cita il capolavoro di Giuseppe Tomasi di Lampedusa («Manco il Gattopardo, siamo al: “nulla cambi, perché nulla cambi...») avverte: «questo centrodestra va rifondato da capo, noi siamo leali, non cambiamo idea ogni cinque minuti». La scelta del bis «non appare fatta nell’interesse dell’Italia ma piuttosto per molto più bassi calcoli di opportunità». La riconferma di Mattarella sbarra definitivamente la strada al voto anticipato e rischia di portare Fdi in un cul de sac, bloccata nel suo ruolo di unica opposizione, e, soprattutto, alimenta i sospetti, già molto forti, che adesso possa partire in Parlamento l’operazione proporzionale per cambiare la legge elettorale.

  • Conte, M5S voterà Mattarella

    «É stata una trattativa molto complicata - ha detto il leader del M5S Giuseppe Conte sottolineando che il M5S voterà Mattarella - ma c’era anche serenità perché nel frattempo un’opzione rimaneva sul tavolo, Sergio Mattarella. Nella nostra comunità è sempre stato apprezzato: giorno dopo giorno è stato sempre più indicato nella nostra comunità, è stato fatto crescere». L’obiettivo primario, ha spiegato, «era affrontare questo passaggio istituzionale molto complesso assicurando la stabilità dell’azione dell’esecutivo. Era fondamentale che questo passaggio non compromettesse la necessità di un’azione di governo forte e decisa che non si può interrompere nemmeno per un solo giorno».

  • Letta, Mattarella miglior soluzione possibile, anche di Draghi al Colle

    «Un altro governo con Draghi al Quirinale non so se saremmo riusciti a farlo e sarebbe stato più debole». Lo ha detto Enrico Letta. «Con un altro presidente della Repubblica sarebbe stato tutto da costruire, il rapporto tra il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio e non sarebbe stato tutto forte, immediato e funzionante. La mia valutazione è che Mattarella per il Paese è la scelta migliore in assoluto. Il Paese ci guadagna, l’economica, la ripresa, le forze politiche, i partiti. E’ la migliore delle soluzioni possibili», ha spiegato il segretario del Pd.

  • Unterberger: Mattarella aveva altri piani, ma se serve mano lui c’é

    I capigruppo hanno esposto la situazione al presidente Mattarella, «pregandolo» di fare un secondo mandato, ha detto ai cronisti la senatrice Julia Unterberger, presidente del gruppo Per le Autonomie, dopo l’incontro al Quirinale tra i capigruppo delle forze politiche di maggioranza e il capo dello Stato Sergio Mattarella. Il presidente, ha spiegato Unterberger, «non ha nascosto che avrebbe avuto altri piani, ha ringraziato per la stima e detto che se c’è la necessità di dare una mano lui c’è».

  • Letta, da Mattarella scelta di generosità

    «Voglio esprimere un grande ringraziamento al Presidente Mattarella per la scelta che è una scelta di generosità nei confronti del Paese ed è oggi fondamentale, importante e necessaria. Credo che sia una bella giornata per l’Italia e importante per la politica italiana». Lo ha detto il segretario Pd Enrico Letta in conferenza stampa alla Camera.

  • Via all’ottava votazione per l’elezione del capo dello Stato

    Ha preso il via nell’Aula di Montecitorio l’ottava votazione del Parlamento in seduta comune integrato dai delegati regionali per eleggere il presidente della Repubblica. Al banco della presidenza ci sono il presidente della Camera Roberto Fico e la presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati. Il quorum richiesto è quello della maggioranza assoluta dei componenti del Collegio: 505 voti.

  • Fdi voterà Nordio

    «Fratelli d’italia per coerenza continuerà a votare Carlo Nordio» durante l’ottavo scrutinio per l’elezione del presidente della Repubblica, ha annunciato la leader di Fdi Giorgia Meloni. «Ora - ha detto - tenteranno di cambiare la legge elettorale. No al pantano del proporzionale».

  • Letta, la politica è bloccata, serve un rinnovamento delle regole

    «La politica è bloccata, serve un rinovamento delle regole», ha detto il segretario del Pd Enrico Letta. «La politica - ha detto ancora - non ha risulto i problemi, è più consapevole dei suoi problemi». E ha aggiunto: «Non vorrei andassimo a casa con l’idea di aver risolto i problemi».

  • Gelmini, da Mattarella attaccamento al Paese e alle Istituzioni

    «La disponibilità del presidente Sergio Mattarella a un secondo mandato, richiestogli dalla stragrande maggioranza delle forze politiche, certifica il suo senso di responsabilità e il suo attaccamento al Paese e alle Istituzioni. Intorno al suo nome si realizzerà quella stessa ampia convergenza che sta assicurando al governo dell'Italia la guida apprezzata ed autorevole del presidente Draghi nella tempesta della pandemia», sottolinea Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le autonomie.

  • Al Colle anche presidenti Regione per chiedere rielezione


    Anche i presidenti di Regione, come accadde nel 2013 con Giorgio Napolitano, si sono recati al Quirinale per chiedere al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la disponibilità alla rielezione.

  • Capigruppo lasciano il Colle: è andata bene, Mattarella disponibile

    «È andato tutto bene». Non hanno voluto aggiungere altro i capigruppo di maggioranza lasciando il Quirinale dopo l’incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «Ovviamente il presidente Mattarella si è messo a disposizione» ha però chiosato la capogruppo della Svp al Senato Julia Unterberger uscendo dal Quirinale

  • Capigruppo al Colle per chiedere disponibilità rielezione Mattarella

    I capigruppo della maggioranza di governo sono arrivati al Quirinale per incontrare il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e chiedergli la disponibilità alla rielezione. La scelta di incontrare i presidenti di senatori e deputati e non i leader di partito testimonierebbe la volontà di dimostrare che si tratta di una richiesta che arriva proprio dal Parlamento. Del resto lo stesso Mattarella, il 7 dicembre scorso, in occasione dell’inaugurazione della stagione del Teatro alla Scala, al maestro Riccardo Chailly che gli faceva notare che il pubblico gli aveva chiesto il bis «come ai grandi cantanti alla Scala», riferendosi naturalmente all’ipotesi di rielezione, aveva replicato che queste sono decisioni del Parlamento.

  • Capigruppo della Lega al Colle per l’incontro con Mattarella

    I capigruppo della Lega, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo sono arrivati al Quirinale per l’incontro con il capo dello Stato Sergio Mattarella.

  • Salvini ai suoi: noi a testa alta, ci siamo presi responsabilità

    «Andiamo a testa alta, abbiamo scelto noi per il bene del Paese. Ci sono stati troppi veti, la situazione andava sbloccata e ci siamo presi una grossa responsabilità. Vinceremo le Politiche e governeremo questo Paese», ha detto Matteo Salvini durante l'assemblea con i grandi elettori della Lega, incassando l'ovazione dei senatori e dei delegati regionali. Intorno alle 15, il leader della Lega incontrerà i deputati.

  • Letta: dimostrato che campo largo esiste

    «Tutti i passaggi politici hanno dimostrato, nel momento più difficile in assoluto, che il campo largo esiste grazie al nostro lavoro. Siamo riusciti a tenere tutti attorno». Lo ha detto il segretario Pd Enrico Letta all’assemblea con i grandi elettori in corso alla Camera. «La dimostrazione - ha sottolineato - che giocare di squadra è la ragione del successo, non c’è protagonismo o personalismo, c’è la volontà di dividerci i compiti. Ho pensato che siamo un grande partito».

  • Dopo nuova fumata nera si rivota alle 16.30 per ottava volta

    Servirà una nuova votazione, l’ottava, che avrà inizio a partire dalle 16,30 dopo la fumata nera nella settima votazione del Parlamento in seduta comune integrato dai delegati delle regioni per eleggere il presidente della Repubblica.

  • Fumata nera al settimo scrutinio, Mattarella arriva a 387 voti

    Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha raggiunto 387 voti nel settimo scrutinio per l’elezione del Capo dello Stato, superando i 336 raggiunti ieri. A seguire Carlo Nordio con 64 preferenze. L’ex procuratore di Venezia, nome sul quale si era spesa anche la leader di Fdi, Giorgia Meloni, ha quindi raccolto un voti in più rispetto ai 63 grandi elettori di Fdi.

  • Capigruppo maggioranza alle 15.30 al Colle

    I capigruppo della maggioranza, a quanto si apprende, andranno al Quirinale alle 15.30

  • Meloni: sarei stupita da sì di Mattarella, noi contrari al bis

    «Sarei stupita se Mattarella accettasse di essere rieletto Presidente della Repubblica dopo aver fermamente e ripetutamente respinto questa ipotesi. Anche perché sappiamo tutti che il secondo mandato presidenziale non può diventare una prassi, forzando gli equilibri previsti dalla nostra Costituzione. In ogni caso Fratelli d'Italia non asseconderà questa scelta che non appare fatta nell'interesse dell'Italia ma piuttosto per molto più bassi calcoli di opportunità». Così la leader di FdI, Giorgia Meloni.

  • Berlusconi: unità dovere, solo con Mattarella

    «Questo è il momento dell’unità e tutti dobbiamo sentirlo come un dovere. Ma l’unità oggi si può ritrovare soltanto intorno alla figura del Presidente Sergio Mattarella, al quale sappiamo di chiedere un grande sacrificio, ma sappiamo anche che glielo possiamo chiedere nell’interesse superiore del Paese, quello stesso che ha sempre testimoniato nei 7 anni del suo altissimo mandato». Così Silvio Berlusconi, dal San Raffaele di Milano dove è ancora ricoverato, in una nota

  • Letta twitta foto: grazie Presidente Mattarella

    «Stamani son passato qui davanti andando alla Camera». Con un emoticon sorridente, il segretario dem Enrico Letta posta una foto su twitter con un palazzo sul quale è appeso lo striscione: «Grazie Presidente Mattarella».

  • Conclusa settima votazione, al via lo spoglio

    Si è conclusa nell’Aula di Montecitorio la settima votazione del Parlamento in seduta comune integrato dai delegati delle regioni per eleggere il presidente della Repubblica. Parte ora lo spoglio, che viene effettuato personalmente dal presidente della Camera Roberto Fico.

  • Berlusconi sente Mattarella: sostegno FI per sua rielezione

    Lunga e affettuosa telefonata tra il presidente Silvio Berlusconi e il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il presidente Berlusconi ha assicurato al presidente Mattarella il sostegno di Forza Italia per la sua rielezione. Lo si apprende da fonti di FI in vista dell’elezione per il Quirinale

  • Fonti: in vertice maggioranza Salvini propone Cartabia, incassa no

    A quanto si apprende, durante il vertice di maggioranza Matteo Salvini ha proposto il nome del ministro della Giustizia Marta Cartabia ricevendo però un rifiuto. Lo si apprende da fonti parlamentari

  • Intesa nella maggioranza sul Mattarella bis

    Si è raggiunta un’intesa nel vertice di maggioranza sul bis per Sergio Mattarella. Lo confermano fonti di maggioranza. “L’ intesa su Mattarella è una grandissima gioia”, ha detto Matteo Renzi lasciando la riunione

  • Draghi: Mattarella resti per bene e stabilità Paese

    È opportuno che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella resti al Quirinale «per il bene e la stabilità del Paese». E’ quanto avrebbe detto il premier Mario Draghi - si apprende da fonti autorevoli - al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e ai leader politici, che sta sentendo in queste ore. La decisione è nelle mani del Parlamento, è la consapevolezza del premier, ma l’auspicio espresso ai leader sarebbe quello di garantire la stabilità chiedendo a Mattarella di restare.

  • Salvini: riconfermiamo Mattarella e Draghi

    «Gli italiani non meritano altri giorni di confusione. Io ho la coscienza a posto, ho fatto numerose proposte tutte di alto livello, tutte bocciate dalla sinistra. Riconfermiamo il Presidente Mattarella al Quirinale e Draghi al governo, subito al lavoro da oggi pomeriggio, i problemi degli italiani non aspettano». Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini

  • Casini: Parlamento chieda a Mattarella di restare

    «L’Italia non può ulteriormente essere logorata da chi antepone le proprie ambizioni personali al bene del paese. Certamente io non voglio essere tra questi. Chiedo al Parlamento, di cui ho sempre difeso la centralità, di togliere il mio nome da ogni discussione e di chiedere al presidente della Repubblica Mattarella la disponibilità a continuare il suo mandato nell’interesse del paese». Così Pier Ferdinando Casini

  • Renzi ottimista: stasera si chiude

    Matteo Renzi, dicono fonti di Iv, si mostra ottimista: «stasera si chiude» sul Quirinale

  • Meloni: Salvini vuole Mattarella, non voglio crederci

    «Salvini propone di andare tutti a pregare Mattarella di fare un altro mandato da Presidente della Repubblica. Non voglio crederci». Così Giorgia Meloni su twitter.

  • Ipotesi Mattarella già nella votazione del pomeriggio

    Le parole di Matteo Salvini sbloccano lo stallo e a Montecitorio scatta quell’accelerazione attesa da giorni. «A questo punto Mattarella va fatto nella votazione di oggi pomeriggio, non ha senso aspettare», dicono fonti dem all’Adnkronos mentre i centristi che hanno lavorato fino all’ultimo, anche in queste ultime ore, per la candidatura di Pier Ferdinando Casini vedono sfumare la possibilità. Una previsione confermata dal fonti della maggioranza. «Si può chiudere su Mattarella già stasera». In queste ore, spiegano le stesse fonti, c'è stato un tentativo di sondare la Lega sull'ipotesi Casini che non sarebbe andato a buon fine. Alle 14 intanto Salvini ha convocato i grandi elettori della Lega, prima della seconda votazione del pomeriggioverso Mattarella già nella votazione del pomeriggio

  • Al via vertice di maggioranza

    E’ iniziato il vertice con i segretari dei partiti della maggioranza

  • Colloquio di mezz’ora di Draghi con Mattarella

    Il presiente del consiglio Mario Draghi ha avuto un colloquio di circa mezz’ora questa mattina con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il colloquio, a quanto si apprende, è avvenuto a margine del giuramento di Filippo Patroni Griffi a giudice della Corte Costituzionale

  • Telefonata fra Salvini e Draghi

    Telefonata fra il segretario della Lega Matteo Salvini e il presidente del consiglio Mario Draghi. La conversazione è avvenuta mentre il segretario stava raggiungendo i suoi uffici alla Camera.

  • Lega convoca d’urgenza i grandi elettori alle 14

    La Lega ha convocato d’urgenza i grandi elettori alle 14. E’ quanto si legge in una nota della Lega.

  • Salvini,squadra governo resti e Mattarella bis

    «Una parte del Parlamento non vuole trovare un accordo, allora chiediamo a Mattarella di restare, e così la squadra resta così, Draghi resta a Palazzo Chigi. È la mia posizione, poi non so nemmeno se c’è un vertice». Così il leader della Lega, Matteo parlando ai giornalisti alla Camera aggiungendo che «l’importante è che Mattarella non sia percepito come un ripiego».

  • Fonti maggioranza: possibile chiudere su bis Mattarella stasera

    «Si può chiudere su Mattarella già stasera». Lo dicono fonti di maggioranza qualificate. In queste ore, spiegano le stesse fonti, c'è stato un tentativo di sondare la Lega sull'ipotesi Casini che non sarebbe andato a buon fine. «Non ce lo vedo Salvini a votare Casini», ammette la fonte coinvolta in prima persona nelle mediazioni: «A questo punto, non c'è che il Mattarella bis».

  • Delegati Fdi votano Carlo Nordio

    «In risposta all’indecorosa immagine che il Parlamento sta dando in occasione dell’elezione del Presidente della Repubblica, Fratelli d’Italia voterà Carlo Nordio. Manterremo il voto su Nordio finché le altre forze politiche non convergeranno su questa scelta o finché non dovesse emergere una alternativa migliore. Fratelli d’Italia non ha i numeri per essere determinante in questo importante passaggio politico, ma abbiamo le idee molto chiare: vogliamo arrivare a una soluzione nel minor tempo possibile». È quanto si legge in una nota di Fdi.

  • Pd e M5S entrano a seconda chiama, atteso boom per Mattarella

    Dopo l’astensione nella prima chiama, i grandi elettori Pd e M5S parteciperanno alla seconda chiama. «Ci aspettiamo un boom per Mattarella», è il tam tam in Transatlantico tra i parlamentari di centrosinistra. C’è chi si scommette che si potrebbe arrivare anche a quota 400.

  • Salvini: o stop veti o dire a Mattarella ripensarci

    «Mattarella? Non può essere una scelta di ripiego, arrivato al sesto giorno di no, ho troppo rispetto per lui, ma se quella è la via ci si arrivi con convinzione». Così Matteo Salvini, parlando in Transatlantico, risponde a chi gli ricorda i voti presi da Mattarella in Aula. «Son convinto che se da sinistra l’unica risposta è no, allora tanto vale dire a Mattarella, con convinzione: “ripensaci”». «Lui - spiega - ha detto tante volte ’no grazie’, ma visto che altri fanno politica per bocciare le proposte che arrivano, allora forse è più serio dirgli di ripensarci».

  • Casini su Instagram: prima di noi viene l'Italia

    «Prima di noi viene l'Italia». Lo scrive su Instagram il senatore Pier Ferdinando Casini, postando anche una foto del Tricolore, nella mattina del settimo scrutinio per l'elezione del Presidente della Repubblica.

  • Sale pressing centristi su Casini: può fare oggi giro in aula

    Continua serrato il lavoro del fronte moderato che sta provando in queste ore a far salire il nome di Pier Ferdinando Casini come candidato al Quirinale. Uno schema che vede coinvolti Udc, Iv, Coraggio Italia, FI tra gli altri. Fonti di maggioranza di primo piano parlano, in particolare, anche di contatti con i leghisti. «Se le cose vanno bene, il nome di Casini potrebbe anche fare un ‘giro' in aula stasera», spiega la stessa fonte. In alternativa? «C'è solo il Mattarella bis», è la risposta

  • Vertice maggioranza sospeso. Renzi: Conte non c’era

    Il vertice dei leader di maggioranza è stato sospeso e riaggiornato. «Conte non è venuto», spiega il leader Iv Matteo Renzi arrivando in Transatlantico. Fonti M5s fanno sapere che «il presidente Conte e gli altri leader hanno convenuto di aggiornare più tardi in mattinata il vertice di maggioranza»

  • Letta: tentano di dividerci

    «Abbiamo sempre lavorato per l’unità. L’impressione è che abbiano tentato di dividerci, con idee fantasiose con l’obiettivo di dividere e non di trovare una soluzione per il Paese». Lo ha detto Enrico Letta entrando alla Camera.

  • Maggioranza si astiene o non risponde a chiama

    I senatori della maggioranza che sostiene il governo Draghi o non hanno finora risposto alla chiama per la settima votazione per eleggere il presidente della Repubblica o si stanno astenendo

  • Al via la settima votazione a Montecitorio

    Al via nell’Aula di Montecitorio la settima votazione del Parlamento in seduta comune integrato dai delegati regionali per eleggere il presidente della Repubblica. Al banco della presidenza c’è solo il presidente della Camera Roberto Fico. Il quorum richiesto è quello della maggioranza assoluta dei componenti del Collegio

  • Forza Italia si asterrà a settima votazione

    Fi ha deciso, a quanto si apprende, che si asterrà nella settima votazione che alle 9,30 comincerà a Montecitorio

  • Letta: intesa o assecondare saggezza Parlamento

    «L’intero sistema politico-istituzionale si regge attorno al Capo dello Stato e al capo del Governo, che sono sopra la mischia». Lo ha detto il segretario Pd Enrico Letta, all’assemblea con i grandi elettori. «Quel fragilissimo equilibrio retto attorno a due personalità straordinarie può essere modificato solo se c’è una intesa complessiva che tiene e, affinché ci sia, c’è bisogno della nostra logica del né vincitori né vinti. Questa logica per adesso ispira noi, ma non tutti gli altri». «Altrimenti, il Parlamento ha una sua saggezza e mi sembra che si stia esprimendo. Assecondare questa saggezza è anche questa democrazia».

  • Casini: mio nome solo se unisce

    «Il mio nome può essere sul tavolo solo se rappresenta un momento di unità e di convergenza. L’Italia viene prima delle nostre ambizioni personali». È quanto ha risposto Pier Ferdinando Casini ad un cronista dell’ANSA che lo ha intercettato sotto casa, nei pressi di piazza del Gesù.

  • Salvini: astensione senza nome condiviso, no voti a caso

    Astensione se non ci sarà un nome condiviso allo scrutinio per il Quirinale delle 9.30? «Sì, i voti a caso non fanno fare bella figura al Parlamento». Così il leader della Lega, Matteo Salvini, parlando con i cronisti fuori da Montecitorio.

  • Quirinale, per M5s astensione o bianca

    Astensione o scheda bianca: sono le indicazioni per i grandi elettori M5s arrivate in occasione dell’assemblea congiunta riunita questa mattina alle 8,45.

  • Tajani a vertice maggioranza per FI e centristi

    Per la prima volta Antonio Tajani, coordinatore nazionale di Forza Italia, partecipa all’incontro tra i leader di maggioranza con Matteo Salvini, Enrico Letta, Giuseppe Conte e Matteo Renzi. Tajani partecipa in rappresentanza del suo partito e del raggruppamento centrista

  • Letta: centrodestra ora spaccato, punto essenziale

    «Oggi si riparte con un metodo di confronto caratterizzato da un elemento in più: il centrodestra si è formalmente spaccato. Politicamente è un punto essenziale». Lo ha detto il segretario Pd Enrico letta, secondo quanto riferito da fonti del Nazareno, all’assemblea con i grandi elettori in corso alla Camera

  • Letta: discusso su Mattarella, Draghi, Cartabia, Belloni

    «Si è ragionato di vari nomi, tanti, dal nome di Draghi, a Mattarella, la Cartabia, la Severino, la Belloni e gli altri come Amato e Casini. Attorno a tutti questi nomi si è cominciato a discutere. Poi ciascuno ha fatto delle verifiche a casa sua». Lo ha detto il segretario Pd Enrico letta, secondo quanto riferito da fonti del Nazareno, all’assemblea con i grandi elettori in corso alla Camera.

  • Letta: è durissima, fortuna che Pd è unito

    «Ognuno di noi, qua dentro, interpreti il suo ruolo come grande elettore e non grande twittatore. Da queste scelte dipende futuro del Paese». Lo ha detto il segretario Pd Enrico letta, secondo quanto riferito da fonti del Nazareno, all’assemblea con i grandi elettori in corso alla Camera. «È durissima. Fortuna che c’è il Pd. Fortuna che c’è l’unità del Pd», ha aggiunto fra gli applausi

  • Alle 8.30 nuovo vertice Salvini-Letta-Conte

    Un nuovo incontro tra Matteo Salvini, Enrico Letta e Giuseppe Conte è previsto alle 8.30 negli uffici della Camera. A dirlo è il segretario leghista Salvini, entrando a Montecitorio

  • Tajani: parteciperemo a vertice maggioranza per trovare soluzione ampia

    «Parteciperemo al vertice di maggioranza in mattinata per cercare di trovare una soluzione, la più ampia possibile», dice ai cronisti il coordinatore nazionale di Forza Italia Antonio Tajani, arrivando a Montecitorio.

  • In corso alla Camera assemblea grandi elettori Pd

    È in corso alla Camera l’assemblea dei grandi elettori Pd in vista della settima votazione per il Quirinale che avrà inizio alle 9.30

  • Alle 8.45 assemblea congiunta grandi elettori M5S

    È in programma alle 8.45 un'assemblea congiunta dei grandi elettori M5S su Zoom, dopo che si è svolta nella notte negli uffici del Gruppo M5s alla Camera una riunione della cabina di regia del M5s con il leader Giuseppe Conte

  • Nella rosa dei nomi cresce carta Mattarella bis

    Nella rosa dei “quirinabili” ci sono attualmente tre donne: la Guardasigilli Marta Cartabia, l'ex ministra Paola Severino, il capo del Dis (la nostra intelligence) Elisabetta Belloni. Oltre ai tre nomi in campo fin dall'inizio: il premier Mario Draghi, l'ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini e, ovviamente, Sergio Mattarella. Nel Pd in serata si invitava a guardare al messaggio giunto ancora una volta dai grandi elettori: «Invitiamo tutti a prendere atto della spinta che da due giorni e in modo trasversale a favore della riconferma del Presidente Mattarella». Non a caso anche Renzi ha indicato questa strada, arrivati a questo punto: «Mattarella lo rivoterei anche domani. Il problema per Mattarella è che ha detto che non vuole il secondo mandato. Non va tirato per la giacchetta, ma, ogni giorno che passa, è sempre più probabile che si finisca a lui»

  • Vertice centristi con Fi, uniti su Casini

    Disponibili a sostenere oggi Pier Ferdinando Casini per il Quirinale: è quanto è emerso al termine di una riunione nella notte alla quale hanno partecipato il coordinatore di Forza Italia, Antonio Tajani, Lorenzo Cesa dell’Udc, Maurizio Lupi per Noi per l’Italia e Giovanni Toti e Paolo Romani per Coraggio Italia. Un vertice importante perché, dopo lo strappo tra Forza Italia e il resto del centrodestra, sancisce la nascita di un nuovo gruppo di grandi elettori che porteranno avanti trattative autonome.

  • Riunione nella notte dei vertici M5s

    Si è svolta nella notte negli uffici del Gruppo M5s alla Camera una riunione della cabina di regia del M5s. Il leader M5s Giuseppe Conte dopo aver incontrato i leader di Pd e Leu ha infatti raggiunto i vicepresidenti, capigruppo e ministri e coordinatori dei comitati del Movimento. Alla riunione si è collegato anche il ministro Luigi Di Maio.

  • Stop di Renzi a Belloni. Strappo di Fi: trattiamo da soli


    Il tavolo di maggioranza ha lavorato nella notte all'ipotesi di una candidatura femminile. Sul tavolo, secondo quanto viene riferito da fonti parlamentari, i nomi di Paola Severino, Marta Cartabia e Elisabetta Belloni. Ma non appena il leader della Lega e il presidente del M5s hanno rilanciato la candidatura di Belloni, nella maggioranza si è alzato un fuoco di sbarramento da parte sia del leader di Italia Viva Matteo Renzi che da parte di Forza Italia. Il partito di Berlusconi ha fa sapere che d'ora in poi «tratterà autonomamente» e in una nota sottolinea la contrarietà «che ci possa essere un tecnico come presidente del consiglio e un tecnico come presidente della Repubblica».

  • Settimo scrutinio alle 9.30 del 29 gennaio

    Il settimo scrutinio per l'elezione del Presidente della Repubblica è fissato il 29 gennaio alle 9.30.

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